Coffee Break 20/05/2019

LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI

  • In scia all’annuncio del Consiglio di Stato della Cina di tariffe di ritorsione pari a circa 60 miliardi di USD di importazioni statunitensi, i negoziati commerciali tra Cina e Stati Uniti continuano a essere il motore principale del mercato nel corso della settimana: a decorrere dal 1° giugno le tariffe passano dall’attuale 5% -10% al 5% - 25%.
  • Fallimento del negoziato sulla “Brexit” nel Regno Unito tra il primo ministro Therea May e i laburisti; entrambe le parti non sono state in grado di colmare le profonde lacune politiche. Il quarto tentativo di May finalizzato a presentare l’Accordo di divorzio ai legislatori a inizio giugno si muove ora sul filo del rasoio.
  • I dati economici confermano che l’economia dell’area euro è sul punto di toccare il fondo, con il PIL del 1T in rialzo dell’1,2%, su base annua, grazie a un rimbalzo in Germania e alla fine della recessione tecnica in Italia.
  • In aprile i dati cinesi sulle vendite al dettaglio, sulla produzione industriale e sugli investimenti hanno continuato a deludere, parallelamente i dati relativi alla produzione e alle concessioni edilizie regionali statunitensi hanno sorpreso al rialzo.

DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA

  • Dal 23 al 26 maggio 512 milioni di europei da 28 (!) Stati membri si recheranno alle urne per eleggere gli eurodeputati del Parlamento europeo. Gli investitori osserveranno da vicino gli esiti dell’ascesa delle forze populiste e nazionaliste.
  • La Federal Reserve pubblicherà i verbali del suo ultimo Federal Open Market Committee. Gli investitori esamineranno i segnali di un possibile taglio dei tassi per stimolare l’inflazione. 
  • Dal punto di vista macroeconomico gli investitori osserveranno l’andamento della fiducia delle imprese tedesche (Ifo) e il dato Flash PMI di maggio relativo all’area euro.

 

CONVINZIONI DI INVESTIMENTO

  • Scenario core
    • Abbiamo una visione a lungo termine moderatamente costruttiva, ma siamo consapevoli delle insidie politiche. L’economia globale è in crescita e lo scorso inverno sembra aver raggiunto la soglia limite.
    • Il premio per il rischio politico è diminuito e le banche centrali hanno assunto un atteggiamento più accomodante bloccando la normalizzazione della propria politica monetaria.
    • È confortante che i dati macroeconomici sono in miglioramento in Cina, si indeboliscono in Europa e si stabilizzano negli Stati Uniti.
    • Nelle economie emergenti le misure adottate dalle autorità cinesi a sostegno dell’economia danno i loro frutti e i dati relativi al PIL hanno sorpreso al rialzo.
    • In Europa gli ultimi indicatori economici hanno sorpreso al rialzo. Nel 2019 la crescita del PIL dovrebbe attestarsi in media all'1,3%.
  • Prospettive di mercato
    • Nelle ultime settimane, flussi verso i fondi azionari in territorio negativo, malgrado la performance positiva dei mercati: investitori prudenti alla luce delle recenti tensioni sul piano commerciale.
    • Il settore Corporate permane una grande fonte di acquisto tramite i riacquisti.
    • Le valutazioni azionarie europee e giapponesi sono inferiori alla media storica, parallelamente i mercati statunitensi ed emergenti sono tornati ai livelli medi a lungo termine.
    • Il miglioramento dei dati macroeconomici in Cina e in Europa allevierebbe probabilmente la pressione al rialzo sull’USD, la pressione al ribasso sulle aspettative di inflazione e incrementerebbe i rendimenti dei titoli globali.
  • Rischi
    • I temi geopolitici rientrano ancora nelle questioni di attualità irrisolte. Gli esiti potrebbero ancora far pendere l’ago della bilancia da un atterraggio morbido previsto a un atterraggio duro.
    • Il conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina è in cima alla lista. Potrebbe ulteriormente pesare sulla crescita del prodotto e innescare ulteriori picchi di volatilità.
    • Persistente rallentamento in Europa e nei mercati emergenti, malgrado le misure di allentamento adottate.

 

RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION

Siamo neutrali sulle azioni nel complesso. Abbiamo tuttavia inclinazioni tattiche sulle regioni in quanto intravediamo un maggiore potenziale di recupero dei dati macroeconomici in determinate regioni e nelle valutazioni azionarie. Nella nostra selezione teniamo conto delle nuove tensioni commerciali, delle banche centrali accomodanti, dei tassi e dell’inflazione minimi, ma da inizio anno riconosciamo il rally in asset rischiosi. Privilegiamo le azioni dei mercati emergenti rispetto alle azioni statunitensi e privilegiamo le azioni dell’area euro rispetto a quelle dell’Europa, UEM esclusa. Siamo neutrali sui titoli azionari giapponesi. Sul versante obbligazionario manteniamo una duration short e diversifichiamo sui titoli di Stato a basso rendimento.

 

PROSPETTIVE CROSS ASSET E POSIZIONAMENTO DI PORTAFOGLIO

  • Siamo neutrali sui titoli azionari
    • Siamo sottoponderati sui titoli azionari USA. Per il 2019 prevediamo una crescita degli utili più lenta, ma positiva. Le valutazioni azionarie hanno recuperato terreno e sono ora al valore equo in quanto i corsi azionari sono saliti e le aspettative sugli utili sono state riviste al ribasso.
    • Siamo sovraesposti nelle azioni dei mercati emergenti. La crescita cinese è il fattore chiave: il sostegno monetario e l’allentamento fiscale dovrebbero garantire un obiettivo di crescita superiore al 6%. Il conflitto commerciale non è stato chiaramente risolto. La pausa della Fed è un vento favorevole per la regione.
    • Siamo sovraponderati sui titoli azionari dell'area euro. I dati macroeconomici stanno toccando il fondo e la domanda interna permane soddisfacente. La maggior parte degli investitori stranieri ha abbandonato la regione, generando un sottopeso di consenso. Nonostante il recente rimbalzo, la valutazione permane economica e al di sotto della media storica.
    • Sottopesiamo le azioni europee ad eccezione dell'UEM. La regione ha aspettative di crescita degli utili inferiori e pertanto rendimenti attesi più bassi rispetto al continente e ciò giustifica la nostra view negativa.
    • Siamo neutrali sui titoli azionari giapponesi. Assenza di convinzione, poiché non vi sono catalizzatori. La regione potrebbe recuperare se il flusso di notizie sulle relazioni internazionali migliora e se la crescita globale si rinnova con maggiore trazione.
  • Manteniamo il sottopeso sulle obbligazioni e una duration short.
    • Prevediamo un rialzo graduale dei tassi e dei rendimenti obbligazionari, in particolare dei rendimenti tedeschi a 10 anni, da livelli estremamente bassi.
    • Nel medio termine un’economia europea in rallentamento, ma pur sempre in espansione, potrebbe generare un aumento dei rendimenti nell'UEM.Il carry è sfavorevole sui titoli europei core e periferici. La BCE è accomodante e inietterà un nuovo TLTRO
    • Il debito dei mercati emergenti presenta un carry interessante e la pausa dell’inasprimento monetario da parte della Fed è un vento favorevole. L’incertezza a livello commerciale e i rischi idiosincratici in Turchia e in Argentina costituiscono venti contrari.
    • Diversifichiamo nei titoli di Stato a basso rendimento e la nostra predilezione va all’High yield statunitense, dal momento che una Fed accomodante, un’inflazione minima e le tensioni legate alla recessione che perdono vigore puntano verso il carry trade.