Coffee Break 18/03/2019

LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI

  • Attività rischiose in recupero rispetto alle perdite della scorsa settimana; rendimenti obbligazionari in calo.
  • Il Congresso nazionale del popolo cinese si è chiuso con il varo di una serie di piani di stimolo fiscale.
  • Il tanto atteso vertice tra Trump e Xi è stato posticipato di almeno un mese. È previsto per aprile.
  • Per la seconda volta Westminster respinge l’accordo sulla “Brexit” e vota contro un divorzio senza un accordo. Ma la richiesta di posticipare il termine del 29 marzo è stata approvata.
  • Negli Stati Uniti, produzione industriale in calo per il secondo mese consecutivo, ma il sentiment dei consumatori evidenzia un rialzo.

DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA

  • Malgrado le due bocciature, un altro lancio dei dadi sull’accordo “Brexit” del Primo ministro avrà luogo in vista del Consiglio dell’UE.
  • Il FOMC potrebbe fornire segnali sulle tempistiche volte a porre fine alla riduzione del bilancio da parte della Fed e per avere ragguagli sulle condizioni necessarie al fine di abbandonare l’orientamento “paziente” e, se del caso, per aumentare i tassi ancora una volta nel 2019.
  • Il dato flash PMI di marzo farà luce sul rallentamento economico in corso.

 

CONVINZIONI DI INVESTIMENTO

  • Scenario core
    • Abbiamo una view invariata, moderatamente costruttiva e a lungo termine, ma rileviamo il forte rally del mercato dall’inizio dell’anno.
    • Il premio per il rischio politico è sceso e da allora le banche centrali hanno adottato un’impostazione più accomodante.
    • Indebolimento dei dati macroeconomici che nel primo semestre dovrebbero raggiungere un minimo, ma le sorprese economiche permangono in territorio negativo. Siamo in attesa di un effettivo miglioramento dei dati concreti o di un risultato più tangibile e positivo sul fronte della guerra commerciale.
    • Nelle economie emergenti l’attività continua a far registrare rallentamenti e le misure adottate dalle autorità cinesi a sostegno dell’economia dovrebbero portare nel 2019 a una crescita del PIL intorno al 6%. Tali misure andranno a beneficio di tutta la regione.
    • Negli Stati Uniti prevediamo una crescita a un ritmo più lento rispetto al 2018. La Fed darà prova di “pazienza” per garantire un atterraggio morbido.
    • In Europa il ciclo economico permane meno dinamico e continua a deludere (per il 2019 si prevede una crescita media del PIL dell’1,2%). Politiche fiscali più flessibili dovrebbero aiutare la regione a evitare una recessione.
  • Prospettive di mercato
    • ll posizionamento leggero e il sentiment altalenante indicano che i dolori causati dal commercio si acuiscono. Flussi verso i fondi azionari in territorio negativo, malgrado la performance positiva dei mercati.
    • Il settore Corporate rimane di per sé una grande fonte di acquisto attraverso i riacquisti, ma a fine mese inizierà il periodo di “black-out” in vista del rapporto sugli utili del 1T.
    • Le valutazioni azionarie sono attualmente a livelli “equi”, inoltre la compressione dello spread rivela anche che il rapporto rischio/rendimento è meno allettante rispetto a inizio anno, sulla scia dell’ondata di vendite del 4T 2018.
    • Le valutazioni azionarie europee e giapponesi sono inferiori alla media storica, mentre i mercati statunitensi ed emergenti sono tornati ai livelli medi a lungo termine.
    • Una riduzione a seguito del recente rialzo e/o migliori dati macro offrirebbero l’opportunità di rimettere in circolazione la liquidità e di incrementare nuovamente il budget di rischio.
  • Rischi
    • Le incertezze politiche restano irrisolte e potrebbero ancora far pendere l’ago della bilancia da un atterraggio morbido previsto a un atterraggio duro.
    • Le relazioni commerciali internazionali restano fonte di incertezza e potrebbero incidere ulteriormente sulla crescita dei risultati.
    • Persistente rallentamento in Europa e nei mercati emergenti, malgrado le misure di allentamento adottate.

 

RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION

Siamo neutrali sui titoli azionari. Abbiamo effettuato prese di profitto dal momento che il nostro sovrappeso nei mesi precedenti ci ha consentito di trarre beneficio della recente ripresa del mercato. In un’ottica regionale tutte le regioni sono state neutralizzate, con una lieve predilezione per le azioni dell’UEM rispetto a quelle dell’Europa UEM esclusa, a causa dei temi irrisolti sulla “Brexit”. Sul versante obbligazionario manteniamo una duration short e diversifichiamo sui titoli di Stato a basso rendimento.

 

PROSPETTIVE CROSS ASSET E POSIZIONAMENTO DI PORTAFOGLIO

  • Siamo neutrali sui titoli azionari
    • Siamo neutrali sui titoli azionari USA. Per il 2019 prevediamo una crescita degli utili più lenta, ma positiva. Le valutazioni azionarie hanno recuperato terreno, parallelamente i corsi azionari sono saliti e le aspettative sugli utili sono state ridotte. Un Congresso diviso e le prossime scadenze di bilancio costituiscono un rischio.
    • Siamo sovraponderati sui titoli azionari dell'area euro. I dati macroeconomici si indeboliscono, ma il mercato del lavoro rimane robusto; il che contribuirà a sostenere i consumi. La maggior parte degli investitori stranieri ha capitolato e le valutazioni rimangono a buon mercato malgrado il rimbalzo.
    • Sottopesiamo le azioni europee ad eccezione dell'UEM. La regione ha aspettative di crescita degli utili inferiori e pertanto rendimenti attesi più bassi rispetto al continente e ciò giustifica la nostra view negativa.
    • Siamo neutrali sui titoli azionari giapponesi. Assenza di convinzione, poiché non vi sono catalizzatori.
    • Abbiamo una posizione neutrale sulle azioni dei mercati emergenti. La pausa della Fed è un vento favorevole per la regione. La crescita cinese è il fattore chiave: il sostegno monetario e l’allentamento fiscale dovrebbero garantire un obiettivo di crescita superiore al 6%. Il conflitto commerciale resta irrisolto, sebbene sia diminuito il rischio di nuovi rialzi dei dazi.
  • Manteniamo il sottopeso sulle obbligazioni e una duration short.
    • Sulla scia del forte calo delle ultime settimane, prevediamo una graduale crescita dei tassi e dei rendimenti obbligazionari.
    • Nel medio termine un’economia europea in rallentamento, ma pur sempre in espansione, potrebbe generare un aumento dei rendimenti nell'UEM. Il carry è sfavorevole sui titoli europei core e periferici. La BCE appare accomodante e inietterà un nuovo TLTRO.
    • Il debito dei mercati emergenti presenta un carry interessante, ma i timori legati alla crescita dovuti alla retorica della guerra commerciale costituiscono rischi chiave potenziali. 
    • Diversifichiamo nei titoli di Stato a basso rendimento e la nostra predilezione va all’High Yield statunitense.

 

¡  Siamo neutrali sui titoli azionari