Coffee Break 20/01/2020

LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI

  • La fase 1 dell’accordo commerciale tra Cina e Stati Uniti prevede un incremento delle esportazioni manifatturiere, energetiche e agricole statunitensi. Le tensioni di natura commerciale si allentano, ma la parte più consistente dei dazi statunitensi sui beni cinesi resta vigente.
  • Dati robusti per l’economia cinese (ad es. produzione industriale e vendite al dettaglio di dicembre, crescita del PIL nel 2019 del 6,1%) che si traducono in un inizio positivo del nuovo anno cinese.
  • In linea con le attese, nel 2019 il PIL tedesco ha evidenziato un rialzo dello 0,6%, il tasso più debole dal 2013, dal momento che hanno inciso le controversie commerciali, l’incertezza sulla Brexit e le difficoltà nel settore automobilistico.
  • La stagione degli utili del 4T 2019 ha registrato un inizio robusto con le banche statunitensi principali che hanno superato qualsiasi aspettativa.

 

DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA

  • I PMI flash globali dovrebbero confermare il processo di rallentamento dell’economia globale.
  • In Giappone, in Canada e nell’area euro le banche centrali dovrebbero annunciare le rispettive decisioni sui tassi di interesse. I mercati prevedono tassi invariati.
  • Netflix, Intel, IBM, Johnson&Johnson e Procter&Gamble sono alcune delle società che renderanno noti i rispettivi report sugli utili del 4T.
  • Martedì Donald Trump dovrebbe comparire dinanzi al Senato degli Stati Uniti. Le accuse: abuso di potere e ostruzione del Congresso. La maggioranza di cui gode al Senato implica che, con tutta probabilità, rimarrà in sella.
  • A fine settimana si assisterà al capodanno cinese del calendario lunare (anno del Topo) e alle elezioni regionali in Italia (Emilia Romagna e Calabria).

 

CONVINZIONI DI INVESTIMENTO

  • Scenario core
    • Per il 2020 il nostro scenario è costruttivo poiché prevediamo un rallentamento dell’economia, ma anche rendimenti attesi globali inferiori rispetto al 2019.
    • Uno dei driver di mercato del 2020 saranno le elezioni statunitensi del 3 novembre. Prevediamo che l’incertezza commerciale globale si tramuterà in incertezza di natura elettorale incentrata sugli Stati Uniti.
    • Le banche centrali hanno messo in campo massicce politiche accomodanti. Negli Stati Uniti la Fed acquista buoni del Treasury per iniettare liquidità nel sistema, ma non definisce la misura Quantitative Easing. A medio termine la posizione accomodante costituisce un vantaggio per un mix globale di crescita/inflazione e i dati in arrivo dovrebbero riflettere tale tendenza.
    • Nelle economie emergenti le autorità cinesi mitigano l’impatto della guerra commerciale e il rallentamento della crescita globale attraverso “appropriati” strumenti valutari, monetari e fiscali. Per l’ottava volta in 2 anni, a inizio del mese la banca centrale cinese ha ridotto la soglia dei depositi bancari (Required Reserve Ratio) delle banche.
  • Prospettive di mercato
    • Calo significativo dei rischi politici: l’accordo commerciale di Fase 1 è stato finalmente siglato. I negoziati sulla Fase 2 avranno inizio immediatamente, ma Donald Trump ha già lasciato intendere che potrebbe attendere fino a novembre. Un accordo commerciale tra Regno Unito e UE costituisce il prossimo ostacolo della saga Brexit.
    • Si parla sempre più di un’unione bancaria dell’UE e di un programma ambizioso per il clima. I titoli ciclici e value potrebbero trarre beneficio da prospettive migliori.
    • La valutazione azionaria relativa rispetto alle obbligazioni permane interessante.
  • Rischi
    • Il conflitto commerciale tra Cina e Stati Uniti. Probabilmente le relazioni tra il presidente degli Stati Uniti Trump e la Cina saranno sempre tese.
    • Questioni politiche interne negli Stati Uniti, ad es. Donald Trump sarà citato in giudizio per abuso di potere e ostruzione del Congresso. Bernie Sanders, Elizabeth Warren e Amy Klobuchar, senatori statunitensi, ma anche candidati statunitensi alla presidenza dovranno ridimensionare la campagna elettorale per prendere parte al processo a beneficio di Joe Biden e Pete Buttigieg.
    • I temi geopolitici (ad esempio l’Iran e Hong Kong) rientrano ancora tra le questioni attuali irrisolte. Potrebbero innescare shock di volatilità e punti di ingresso interessanti.

 

RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION

Mercati finanziari partiti con la marcia giusta. I segni indicanti un esaurimento del ciclo economico si trasformano in realtà. Abbiamo incrementato l’esposizione nelle azioni dei mercati emergenti e attualmente siamo sovrappesati. Restiamo sovraponderati inoltre nei titoli azionari dell'area euro. Il nostro posizionamento è neutrale rispetto alle azioni giapponesi, statunitensi e britanniche. Siamo prudenti sull’esposizione ai tassi governativi nei paesi sviluppati. Diversifichiamo nei titoli di Stato a basso rendimento attraverso l’esposizione al credito e al debito dei mercati emergenti. Manteniamo un’esposizione nel JPY e nell’oro che svolgono il ruolo di beni rifugio.

 

STRATEGIA CROSS ASSET

  • Siamo sovrappesati nelle azioni
    • Abbiamo adottato una posizione sovrappesata nei titoli azionari dei mercati emergenti. Gli ultimi dati macroeconomici lasciano presagire un indebolimento del ciclo economico e un avvio della ripresa. Tensioni commerciali in calo. Le valutazioni sono interessanti rispetto alle altre regioni.
    • Siamo sovrappesati nei titoli azionari dell’area euro. Gli ultimi dati macroeconomici evidenziano inoltre segnali di indebolimento dell’economia. Un margine di manovra su una politica fiscale accomodante si apre con maggiore visibilità della BCE.
    • Siamo neutrali sui titoli azionari statunitensi. Durante l’estate le azioni statunitensi hanno messo a segno buoni risultati dai nostri punti di ingresso, tuttavia la valutazione è impegnativa rispetto ad altre regioni e alla media storica e parallelamente il paese non merita più il medesimo premio di sicurezza del 2019.
    • Siamo neutrali sul Regno Unito. La scadenza della Brexit si avvicina. L’accordo di divorzio è attualmente sotto scrutinio presso la Camera dei Lord. Le probabilità sono sempre più a favore di un taglio dei tassi da parte della Bank of England. La valutazione e il vantaggio competitivo di una valuta debole rendono il paese interessante. Il posizionamento degli investitori è basso.
    • Siamo neutrali nei titoli azionari giapponesi. Assenza di convinzione, malgrado l’annuncio del pacchetto di stimolo fiscale del primo ministro Shinzo Abe. Il pacchetto è volto a mitigare l’impatto dell’aumento dell’IVA che ha minato i consumi e la fiducia, ma almeno il mercato del lavoro rimane favorevole.
  • Manteniamo il sottopeso sulle obbligazioni, una duration short e diversifichiamo rispetto alle obbligazioni governative.
    • Prevediamo una crescita estremamente lenta dei rendimenti obbligazionari e dei tassi, ma restiamo bassi..
    • Christine Lagarde ha assunto la presidenza della Banca centrale europea. Affronta due grandi sfide: curare la frattura tra i responsabili politici del consiglio governativo e i governi nazionali ancora riluttanti a prendere il testimone delle politiche di stimolo fiscale.
    • Diversifichiamo le obbligazioni governative a basso rendimento e prediligiamo i titoli di debito dei Paesi emergenti, comprese le obbligazioni societarie emesse in questi mercati.
    • Abbiamo altresì un’esposizione nell’oro, che svolge il ruolo di bene rifugio.