Coffee Break 16/09/2019

LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI

  • La BCE ha confermato il contesto contrassegnato dal rischio con l’annuncio di nuove misure di quantitative easing “per tutto il tempo necessario” e con un taglio del tasso sui depositi bancari, al fine di sostenere l’economia in calo dell’area euro.
  • Nell’ambito dei negoziati commerciali, Cina e Stati Uniti hanno dato prova di buona volontà, con una ripresa degli acquisti di prodotti agricoli da parte della Cina e la posticipazione, di due settimane, del prossimo rialzo dei dazi da parte degli Stati Uniti.
  • Sanders, Biden e Warren, candidati alle elezioni statunitensi 2020, riuniti sul palco per il terzo dibattito primario democratico. Va fatto notare che nessuno dei candidati si è detto contrario alla politica doganale dell’attuale amministrazione.
  • Indice dei prezzi al consumo negli Stati Uniti in rialzo dell’1,7%, su base annua, IPC core in crescita del 2,4%. Inoltre, incremento delle vendite al dettaglio negli Stati Uniti dello 0,4% ad agosto, accompagnato da un superamento delle aspettative di rialzo dello 0,2%.

 

DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA

  • L’evento principale di questa settimana è il FOMC statunitense, seguito dalla conferenza stampa di Jerome Powell. I mercati prevedono un altro taglio dei tassi pari a 25 pb, in scia al taglio di 25 pb dello scorso luglio, che è stato il primo taglio dei tassi dal 2008.
  • Anche la Bank of Japan, la Bank of England e la Swiss National Bank pubblicheranno le decisioni in materia di politica monetaria.
  • Sul fronte dei dati, siamo in attesa dell’indicatore di fiducia dei consumatori dell’area euro e dell’IPC nonché dei dati relativi alla produzione industriale in Cina e Stati Uniti.
  • Nel Regno Unito la Corte suprema esaminerà la proroga del Parlamento. Inoltre, Boris Johnson si riunirà con Jean-Claude Juncker, presidente della CE.

 

CONVINZIONI DI INVESTIMENTO

  • Scenario core
    • A lungo termine il nostro scenario centrale è moderatamente favorevole. Pertanto, attualmente, siamo sovrappesati nelle azioni rispetto alle obbligazioni.
    • Non si registra una recessione imminente e i timori legati alla recessione negli Stati Uniti appaiono esagerati.
    • Le incertezze per i mercati finanziari permangono la guerra commerciale e il rallentamento dell’attività manifatturiera. Le sorprese economiche sono attualmente in miglioramento, in scia a una ridimensionamento delle aspettative.
    • Nelle economie emergenti, le autorità cinesi mitigano l’impatto della guerra commerciale e il rallentamento della crescita globale attraverso strumenti valutari, monetari e fiscali.
  • Prospettive di mercato
    • Banche centrali in azione in scia a una riduzione dei tassi nei mercati emergenti e negli Stati Uniti. Nell’area euro, la Banca centrale europea ha annunciato nuove misure di Quantitative Easing e un taglio del tasso di deposito bancario. Anche lo stimolo fiscale in Germania è stato fortemente incoraggiato.
    • Un indebolimento dei dati macroeconomici si fa notare al di fuori degli Stati Uniti. La fiducia nella ripresa continua a essere messa a repentaglio a causa della retorica della guerra commerciale.
    • Il posizionamento degli investitori sulle azioni è leggero (flussi negativi) e la valutazione relativa rispetto alle obbligazioni permane interessante.
  • Rischi
    • Alcuni rischi a inizio settembre hanno registrato un calo, ivi comprese le incertezze politiche in Europa, in particolare in Italia, in cui la nuova coalizione di sinistra è più favorevole all’area euro.
    • Il conflitto commerciale USA-Cina. In una prima riunione faccia a faccia tra le due parti e a seguito dell’escalation della guerra commerciale delle ultime settimane, Stati Uniti e Cina hanno concordato una ripresa dei negoziati a Washington “per inizio ottobre”.
    • I temi geopolitici (ad esempio l’Iran, il Kashmir, Hong Kong) rientrano ancora tra le questione attuali irrisolte. Gli esiti potrebbero ancora far pendere l’ago della bilancia da un atterraggio morbido previsto a un atterraggio duro.
    • Brexit. Il Parlamento è stato sospeso nel Regno Unito fino a metà ottobre 2019.

 

RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION

Rimaniamo sovrappesati sui titoli azionari e abbiamo incrementato l’esposizione azionaria al fine di beneficiare di un rischio/rendimento migliore. Manteniamo un sovrappeso regionale tattico negli Stati Uniti e nell’UEM a fronte di un sottopeso nelle azioni europee ad eccezione dell’UEM. Abbiamo una posizione neutrale sulle azioni dei mercati emergenti e del Giappone. Nella parte obbligazionaria, siamo sottopesati sulla duration e continuiamo a diversificare dai titoli di Stato a basso rendimento attraverso esposizioni al credito, preferibilmente da parte di emittenti europei e al debito dei mercati emergenti in valuta forte. In termini valutari, manteniamo una posizione lunga sullo yen e una posizione corta su USD e GBP. Abbiamo inoltre un’esposizione nell’oro.

  

 

PROSPETTIVE CROSS ASSET E POSIZIONAMENTO DI PORTAFOGLIO

  • Siamo sovraponderati sulle azioni.
    • Siamo sovraesposti alle azioni USA. Riteniamo che sussista ancora un Trump put in aggiunta a un Fed put, il che rende la regione una scelta relativamente più sicura. I consumi sono robusti, il mercato del lavoro permane solido mentre l'inflazione è sotto controllo.
    • Abbiamo una posizione neutrale sulle azioni dei mercati emergenti. La regione ha sottoperformato maggiormente fino ad oggi e potrebbe offrire qualche rialzo. Una Fed statunitense accomodante costituisce un vantaggio.
    • Siamo sovraponderati sui titoli azionari dell'area euro. Siamo consapevoli dei fattori restrittivi, quali la vulnerabilità del commercio globale, e della recessione manifatturiera in Germania. Gli stimoli fiscali in Europa (Paesi Bassi, Germania, Italia) iniziano a essere oggetto di discussione, tuttavia l’attuazione potrebbe richiedere tempo. Si è appena aperto un margine di manovra con una lieve incertezza politica.
    • Sottopesiamo le azioni europee salvo l'UEM. Le aspettative dei tassi di crescita degli utili della regione sono inferiori come di conseguenza i rendimenti attesi più bassi rispetto al continente e ciò giustifica la nostra view negativa. La Brexit costituisce un ostacolo significativo.
    • Siamo neutrali nei titoli azionari giapponesi. Assenza di convinzione, poiché non vi sono catalizzatori. Sembra sempre più evidente che il governo si atterrà al proprio piano finalizzato all’incremento, in ottobre, dell’imposta sui consumi dall’8 al 10%.
  • Manteniamo il sottopeso sulle obbligazioni, una duration short e diversifichiamo.
    • Prevediamo rendimenti obbligazionari e tassi ai minimi.
    • A decorrere dal 1º novembre la BCE avrà un nuovo presidente. La nomina di Christine Lagarde è una buona notizia per chi auspica un orientamento accomodante oltre gli 8 anni di presidenza di Mario Draghi.
    • Diversifichiamo le obbligazioni governative a basso rendimento e prediligiamo il debito emergente in valuta forte e le obbligazioni societarie emesse in EUR.
    • Il debito dei mercati emergenti ha un carry interessante e i toni accomodanti della Fed costituiscono un vantaggio. L’incertezza legata al commercio e i rischi idiosincratici in Turchia e in Argentina costituiscono un ostacolo.
    • Abbiamo inoltre un’esposizione all’oro, al fine di incrementare la copertura del portafoglio.