Coffee Break 21/09/2020

LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI

  • Riconoscendo i rischi per la ripresa, la Fed ha inviato un messaggio inequivocabilmente accomodante: tassi a zero almeno fino alla fine del 2023, una piena ripresa del mercato del lavoro e un'inflazione che può superare il 2%.
  • La Bank of England, che ha tenuto il suo incontro, dovrebbe superare la sua precedente riluttanza ricorrendo a tassi bancari negativi se l'economia continuerà a peggiorare nel 2021.
  • In Germania l'indice ZEW sul sentiment degli investitori è aumentato in modo inaspettatamente drastico. Nonostante la pandemia e le difficoltà politiche c'è infatti fiducia nella ripresa dalla crisi del coronavirus.
  • Il partito liberaldemocratico al potere in Giappone ha eletto, con un ampio margine, Yoshihide Suga. Assumendo la carica a metà mandato, il nuovo primo ministro dovrebbe rimanere fino alle prossime elezioni generali, previste per settembre del prossimo anno.

 

DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA

  • Le stime flash dei PMI di settembre daranno le prime indicazioni su come gli Stati Uniti, la zona euro, il Giappone, il Regno Unito e l'Australia chiuderanno il terzo trimestre. Agosto aveva evidenziato un rafforzamento del rimbalzo, ma la ripresa potrebbe perdere slancio.
  • Il presidente della Fed Jerome Powell testimonierà davanti al Congresso in merito alla risposta alla pandemia, alle aspettative sulla ripresa del mercato del lavoro e al nuovo quadro strategico.
  • I leader dell'UE si riuniranno per un vertice speciale del Consiglio europeo. L'ordine del giorno prevede una discussione sul mercato unico, sulla politica industriale e sulla trasformazione digitale, nonché sulle relazioni esterne dell'UE.
  • Gli investitori monitoreranno inoltre il referendum costituzionale italiano e le elezioni regionali.

 

CONVINZIONI DI INVESTIMENTO

  • Scenario di base
    • Il nostro scenario centrale prevede una continua graduale ripresa dei mercati finanziari, soprattutto grazie all'abbondante liquidità e al sostegno governativo. Nei prossimi mesi i mercati dovrebbero comunque continuare a operare in un ampio spettro. Negli Stati Uniti permangono incertezze a causa dell'elevato numero di contagi e del contesto politico. I generosi sussidi di disoccupazione non vengono più erogati da fine luglio, e ciò che seguirà rimane incerto. Un nuovo pacchetto di stimoli fiscali darebbe nuovo slancio negli Stati Uniti ma, al momento, il Congresso non è riuscito a trovare un accordo in merito.
    • La risposta politica europea ha fornito qualche rassicurazione concordando un piano di ripresa: una combinazione di bilancio a lungo termine e Next Generation EU, per un totale di 1.800 miliardi di euro, il che dovrebbe tradursi in un calo del premio di rischio delle azioni della zona euro.
    • Le nostre convinzioni principali sono le seguenti:
      • per prima cosa, continuiamo a optare per i "vincitori" a medio termine di questa crisi, ad es. tecnologia, sanità, temi ambientali;
      • in secondo luogo, abbiamo aggiunto posizioni in asset con livelli di valutazione storicamente interessanti. Abbiamo identificato le banche tra i settori value, il debito dei mercati emergenti e le valute poco onerose. Abbiamo inoltre aumentato alcune posizioni regionali, come Europa e mercati emergenti, soprattutto azioni di classe A cinesi, rispetto a Stati Uniti e Giappone.
  • Opinioni sul mercato
    • Il momentum, ovvero la rotazione dai titoli growth a quelli value, rappresenta un elemento chiave in quanto tra i due il divario si sta ampliando ma con una certa resistenza. I fattori determinanti saranno l'evoluzione del dinamismo economico, del Covid-19 in autunno, delle elezioni statunitensi, dell'attuazione della nuova strategia della Fed nonché il suo impatto sui tassi di interesse e di cambio.
    • La volatilità è quindi destinata a permanere data la bassa visibilità sull'epidemia e sulle sue conseguenze nonché le incertezze sull'esito delle elezioni presidenziali, che saranno probabilmente polarizzate.
    • Nel breve termine, segnali positivi vengono dalla continua ripresa degli indicatori, dalle sorprese economiche e dalla stabilizzazione delle revisioni sugli utili. I mercati finanziari hanno integrato rapidamente il miglioramento e potrebbero essere in anticipo.
    • Nel lungo termine, oltre a un vaccino, gli utili del secondo semestre saranno fondamentali e determineranno la forma della ripresa. Sembra essere più probabile una ripresa a forma di V caratterizzata da un minore slancio. Il mercato pare non considerare la possibilità di un secondo lockdown generalizzato o persino di una stagnazione.
  • Rischi
    • La pandemia di coronavirus continuerà a rappresentare il principale ostacolo per la ripresa economica. Solo un vaccino potrebbe invertire la tendenza. Diverse aziende sono nella fase finale dei test.
    • Rischio elettorale negli Stati Uniti. La gestione della crisi del coronavirus, le difficoltà economiche, i disordini sociali e il probabile venir meno degli stimoli fiscali stanno innescando incertezza in un momento in cui la valutazione non è più interessante rispetto ai livelli storici. Una volta cessato il polverone sulle elezioni, ci sarà un allineamento macroeconomico sulla politica espansionistica: maggiore spesa (Biden) vs. minori tasse (Trump) a fronte di una Fed accomodante, ma la situazione di stallo post-elettorale del Congresso continua a rappresentare un rischio.
    • Il conflitto tra Stati Uniti e Cina, sempre incombente, sta offuscando la crescita globale. Nessuno dei due Paesi può permettersi la ripresa della guerra commerciale. Dopo il braccio di ferro con chiusura dei consolati sia nelle città statunitensi che in quelle cinesi, l'amministrazione Trump sta emanando raccomandazioni affinché le società cinesi quotate nelle borse americane vengano cancellate dai listini, a meno che non forniscano alle autorità di regolamentazione statunitensi l'accesso ai loro conti sottoposti a controlli.
    • Negoziati commerciali tra Regno Unito e UE. La scadenza della Brexit si sta avvicinando e il Regno Unito non ha ancora concluso un accordo con l'Unione Europea, pertanto permane il rischio di una "hard Brexit", che costringerebbe il Regno Unito a seguire le regole dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) a partire dal 1° gennaio 2021.

 

RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION

Rimaniamo leggermente sottopesati sulle azioni e, dato il contesto attuale, manteniamo la nostra protezione sulle azioni statunitensi ed europee, nonché posizioni su JPY e oro a fini di copertura del portafoglio. Oltre alle nostre convinzioni sulla riduzione strutturale del premio di rischio della zona euro e al sottopeso sulle azioni dell'UEM rispetto a quelle USA, riteniamo che il dollaro USA si indebolirà rispetto all'euro con il passare del tempo. Siamo neutrali sulle azioni del Regno Unito. Siamo sovrappesati sulle azioni dei mercati emergenti (attraverso azioni di classe A cinesi) e sottopesati su quelle giapponesi. Infine, manteniamo un'esposizione al debito dei mercati emergenti e alle obbligazioni investment grade.

 

STRATEGIA CROSS ASSET

  • La nostra esposizione azionaria è leggermente sottopesata, ma con una maggiore selettività nell'allocazione azionaria regionale.
    • Abbiamo un sovrappeso sulle azioni dell'Eurozona e un sottopeso su quelle statunitensi. La risposta coordinata degli Stati membri al virus ha rafforzato i legami, mentre la valutazione offre ancora uno sconto relativo rispetto agli Stati Uniti e il posizionamento inizia a prendere slancio. Gli Stati Uniti, che solitamente resistono bene alle recessioni, appaiono ora più frammentati dell'Europa. Le valutazioni non sono più interessanti rispetto ai livelli storici. Inoltre, i riacquisti, che negli ultimi cinque anni hanno rappresentato un importante fattore trainante, sembrano dare meno sostegno nel 2020.
    • Siamo opportunisticamente neutrali sulle azioni del Regno Unito. Il Regno Unito non ha partecipato al rimbalzo del mercato globale e la debolezza della sterlina dovrebbe fungere da supporto. La Brexit pone certamente delle difficoltà, non solo per il Regno Unito, ma anche per l'intera regione europea.
    • Siamo sovrappesati sulle azioni dei mercati emergenti (attraverso azioni di classe A cinesi) e sottopesati su quelle giapponesi. La Cina si sta rapidamente riprendendo dalla crisi del coronavirus, mentre il Giappone sta entrando in un periodo di incertezza dopo la successione di Shinzo Abe.
    • Manteniamo le nostre principali convinzioni in vari investimenti tematici. I settori della tecnologia, dell'oncologia e delle biotecnologie si dimostrano relativamente resilienti nell'attuale contesto e rivelano un elevato potenziale di crescita dettato dall'innovazione e dal potere di definizione dei prezzi. Riteniamo che i temi riguardanti il cambiamento climatico e l'ambiente offrano esposizione a soluzioni chiave per un futuro più pulito e che acquisiranno sempre più importanza. Una solida governance sembra fornire risultati migliori durante la pandemia, sia a livello aziendale che statale.
  • Abbiamo una posizione di sottopeso sulle azioni, mantenendo una duration breve, ma siamo estremamente diversificati poiché l'attuale contesto crea anche opportunità nei mercati obbligazionari.
    • Abbiamo un sottopeso sui titoli di Stato che non presentano alcun potenziale di rendimento se non in fasi di avversione al rischio. Preferiamo le obbligazioni periferiche rispetto ai paesi core europei.
    • In un portafoglio multi-asset, la diversificazione nel credito appare interessante. Siamo sovrappesati sull’investment grade USA ed europeo in quanto gli acquisti delle banche centrali rappresentano un sostegno.
    • Abbiamo un sovrappeso anche sul debito emergente, tra cui obbligazioni societarie con una preferenza per quelle in valuta forte ed ESG.
    • Abbiamo un'esposizione sulla NOK, che risultava interessante durante la crisi, nonché sull'oro e sul JPY, che fungono da mitigatori del rischio.
    • La nostra profonda convinzione nella riduzione strutturale del premio di rischio dell'eurozona ci induce a optare per una posizione short sul dollaro USA rispetto all'euro.



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