Coffee Break 14/01/2019

LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI

  • Ulteriore avanzamento, la scorsa settimana, di mercati azionari e attività rischiose, in scia a un’inaspettata estensione a un terzo giorno dei negoziati commerciali a Pechino tra Cina e Stati Uniti. Il vicepremier cinese ricambierà la visita recandosi a Washington per una riunione a fine mese.
  • Riunione dei rappresentanti statunitensi e dell’UE per il Commercio a Washington. Considerato come seguito dell’incontro di luglio tra Juncker e Trump, le parti si sono impegnate al fine di evitare una guerra commerciale.
  • Stando agli ultimi verbali alcuni membri del FOMC hanno accettato con riluttanza l’ultimo rialzo dei tassi d’interesse concordato a causa della mancanza di pressioni inflazionistiche a conferma della potenziale flessibilità futura.
  • Pubblicazione dell’IPC statunitense di dicembre: 1,9%, in linea con le aspettative.

DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA

  • Il parlamento britannico voterà l’accordo di uscita dall’UE negoziato tra Theresa May e la Commissione europea.
  • Negli Stati Uniti avrà inizio la stagione degli utili societari con un potenziale per un ripristino parziale o per una messa in discussione della fiducia degli investitori alla luce dell’attuale contesto di rallentamento della crescita globale.
  • L’arresto parziale del governo degli Stati Uniti causerà ritardi nelle pubblicazioni dei dati economici: una tempistica infelice per la banca centrale statunitense che ha messo in rilievo la propria dipendenza dai dati.
  • Nell’area dell’euro è previsto il rapporto sulla produzione industriale di novembre e il dato relativo al PIL del 2018 in Germania. A seguito della pubblicazione dei report sulla produzione industriale della scorsa settimana una lieve contrazione della crescita del PIL nel 4T non può essere esclusa.

 

CONVINZIONI DI INVESTIMENTO

  • Scenario core
    • Negli Stati Uniti ci aspettiamo una continuazione della crescita, anche se a un ritmo più lento, del 2,4%. Lo stimolo fiscale perde vigore e le incertezze sulla politica commerciale permangono, tuttavia l’attività economica è dinamica. La Fed adotterà un’impostazione pragmatica e seguirà i dati economici per garantire un atterraggio morbido.
    • Al di fuori degli Stati Uniti il ciclo economico è meno dinamico. I rischi politici permangono. L’economia dell’area euro dovrebbe crescere dell’1,4%. In diversi paesi si assisterà a un allentamento delle politiche fiscali; il che dovrebbe aiutare la regione a evitare un rallentamento brusco.
    • I rapporti tra Stati Uniti e Cina sono messi sotto pressione, malgrado il fatto che i due paesi abbiano concordato una tregua a breve termine. La Cina persegue una politica di ulteriore allentamento per mitigare gli effetti del rallentamento della crescita, ma a pagarne lo scotto è il debito pubblico che aumenta.
    • Il calo del prezzo del petrolio dovrebbe porre fine all'aumento graduale dell'inflazione negli Stati Uniti e nell'area euro.
  • Prospettive di mercato
    • L’economia statunitense permane in territorio positivo e non evidenzia squilibri di ordine economico.
    • Sulla base dei fondamentali rileviamo il potenziale per una riduzione della divergenza tra Stati Uniti e resto del mondo. I vari rischi politici costituiscono un ostacolo.
  • Rischi
    • Guerra commerciale: dazi più elevati e protezionismo frenano le economie globali, deteriorano le relazioni internazionali e sostanzialmente i margini aziendali. Cina e Stati Uniti hanno concordato una tregua a breve termine nel quadro della guerra commerciale. Dal momento che gli Stati Uniti intendono essere pionieri, specialmente nel settore tecnologico, la conclusione in tempi brevi della guerra commerciale appare improbabile.
    • Rallentamento dei mercati emergenti: i mercati emergenti sono tra i più vulnerabili in caso di rallentamento della crescita globale. Qualsiasi misura di ordine fiscale o monetario finalizzata a mitigare l’impatto della guerra commerciale peserà sui loro bilanci.
    • Rischi politici nell’UE: lo scetticismo sull’euro potrebbe continuare a crescere con i pareri che divergono su un numero crescente di temi: “Brexit”, i conti pubblici italiani, le tensioni sociali in Francia con l’UE che si prepara alle elezioni europee di maggio. La guerra commerciale iniziata dagli Stati Uniti ha inciso sull’area euro solo in maniera indiretta.
    • Politica interna degli Stati Uniti: un Congresso diviso, per non parlare dell’attuale arresto del governo, le prossime scadenze legate al bilancio e le prospettive di crescita globale deboli peseranno sulle esportazioni statunitensi, mentre la normalizzazione della Fed sta già colpendo gli investimenti residenziali.

 

RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION

Rimaniamo moderatamente in sovrappeso sui titoli azionari. In una prospettiva regionale continuiamo a sovraponderare le azioni statunitensi e dell'area euro. Continuiamo a mantenere una view negativa sul Regno Unito, a causa delle questioni irrisolte sulla "Brexit", pur essendo neutrali su mercati emergenti e Giappone. Sul versante obbligazionario, manteniamo una duration short. Sul reddito fisso prediligiamo i mercati emergenti.

 

PROSPETTIVE CROSS ASSET E POSIZIONAMENTO DI PORTAFOGLIO

  • Abbiamo mantenuto la nostra esposizione azionaria leggermente sovrappesata e manteniamo ancora una view a medio termine costruttiva.
    • Siamo sovraesposti alle azioni USA. Il momentum economico ha perso vigore, ma permane positivo. Per il 2019 prevediamo una crescita degli utili più lenta, ma sempre in territorio positivo. I rialzi della Fed costituiscono un ostacolo, ma il rallentamento in corso potrebbe moderare i toni restrittivi della Fed dal momento che "dipende dai dati".
    • Continuiamo a sovraponderare i titoli azionari dell'area euro. Crescita al rallentatore e incertezze politiche pesano sempre più sul mercato azionario. Di converso, qualsiasi risoluzione di conflitto funge da leva potenziale per un forte rimbalzo.
    • Sottopesiamo le azioni europee ad eccezione dell'UEM. La regione ha aspettative di crescita degli utili inferiori e pertanto rendimenti attesi più bassi rispetto al continente e ciò giustifica la nostra view negativa.
    • Siamo neutrali sui titoli azionari giapponesi. Le azioni giapponesi riflettono meno il rischio interno grazie al fatto che gli "Abenomics" svolgeranno un ruolo preponderante per altri tre anni. Il momentum economico ciclico diviene meno favorevole.
    • Abbiamo una posizione tatticamente neutrale sulle azioni dei mercati emergenti. Sebbene crediamo nella crescita dei mercati emergenti, la guerra commerciale, la crescita al rallentatore dei mercati sviluppati e la forza dell'USD incidono fortemente. 
  • Manteniamo il sottopeso sulle obbligazioni e una duration short.
    • A seguito del forte calo delle ultime settimane prevediamo un graduale aumento dei tassi e dei rendimenti obbligazionari. Oltre all'aumento dei prezzi alla produzione, l'aumento dei salari e delle tariffe commerciali potrebbero spingere l'inflazione al rialzo.
    • Nel medio termine l'espansione dell'economia europea potrebbe anche generare un aumento dei rendimenti nell'UEM. Prevediamo un incremento graduale dei tassi di interesse. Rimaniamo sottopesati sulle obbligazioni italiane. La BCE rimane accomodante, pur avendo posto fine al QE a dicembre.
    • Il differenziale dei tassi di interesse tra Stati Uniti ed Europa rimarrà elevato, ma dovrebbe gradualmente ridursi cominciando dalla parte lunga della curva.
    • Nel complesso abbiamo una view a medio termine delle obbligazioni societarie prudente, ma rileviamo opportunità tattiche in questa asset class.
    • Il debito dei mercati emergenti è esposto all'impatto avverso della retorica della guerra commerciale e all'aumento dei tassi USA, tuttavia riteniamo che gli spread possano registrare una contrazione rispetto ai livelli attuali. Nell'universo del reddito fisso il carry è tra i più elevati e offre un'opportunità di diversificazione interessante rispetto ad altre asset class.



¡  Abbiamo mantenuto la nostra esposizione azionaria leggermente sovrappesata e manteniamo ancora una view a medio termine costruttiva.