Coffee Break 12/11/2018

LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI

  • Malgrado il calo rispetto ai precedenti livelli elevati, i servizi globali e i PMI compositi confermano l'espansione, ma a un ritmo più lento con dati superiori a 50. L'Italia è scesa al di sotto della soglia di espansione/contrazione dei 50 punti.
  • Ieri è stato celebrato il 100° anniversario dalla fine della prima guerra mondiale. Vari leader, tra cui i presidenti Trump, Macron e Putin, si sono dati appuntamento in Francia.
  • I produttori OPEC si sono riuniti ad Abu Dhabi per discutere della situazione del mercato petrolifero, in un contesto in cui gli Stati Uniti producono di più rispetto al passato, sono in contrasto con alcuni dei paesi OPEC e in cui le sanzioni statunitensi contro l'Iran sono entrate in vigore.
  • Come previsto, le elezioni di medio termine hanno decretato una divisione del Congresso. Lo stallo politico, o le procedure decisionali macchinose, sono lampanti a Washington.

DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA

  • Martedì il governo italiano presenterà all'UE la manovra finanziaria rivista per il 2019. Questo tiro alla fune sta contribuendo al premio per il rischio più elevato per le azioni europee.
  • Sembrerebbe che l'accordo sulla "Brexit" sia completo al 95% circa. La risoluzione finale dovrà essere approvata dal Parlamento prima del ripristino della visibilità.
  • Sul fronte dei dati, l'inflazione e i dati relativi alla crescita del PIL del 3T saranno pubblicati in paesi chiave, in Europa, ma anche negli Stati Uniti, in Giappone e in Cina.

 

CONVINZIONI DI INVESTIMENTO

  • Scenario core
    • Negli Stati Uniti, prevediamo ancora una crescita prossima al 3% nel 2018, ma che rallenterà nel 2019 al 2,6% a causa della diminuzione dello stimolo fiscale e di condizioni finanziarie di inasprimento maggiori. La Fed mantiene la via della contrazione.
    • Al di fuori degli Stati Uniti, il ciclo economico è meno dinamico. Il momentun europeo è deludente e i rischi politici permangono.
    • Sebbene fino a non molto tempo fa i rapporti tra Stati Uniti e Cina apparivano frammentati, i recenti colloqui hanno dato la speranza di credere che vi sarà una svolta. Vale la pena ricordare che anche la Cina dovrebbe remare a favore dal momento che ha la capacità di resistere alle attuali sanzioni.
    • Graduale aumento dell'inflazione negli Stati Uniti e nell'Eurozona, ma nessun timore inflazionistico.
  • Prospettive di mercato
    • Il momentum USA permane forte, ma non rivela squilibri economici.
    • La riforma fiscale, i riacquisti e nessun eccesso nelle valutazioni rispetto alle obbligazioni continuano a far salire le azioni statunitensi nel medio termine.
    • Sulla base dei fondamentali, osserviamo il potenziale per una riduzione della divergenza tra Stati Uniti e resto del mondo. I vari rischi politici sono un ostacolo.
  • Rischi
    • Guerra commerciale: tariffe più elevate e protezionismo potrebbero frenare le economie globali più del previsto, deteriorare le relazioni internazionali e in ultimo i margini aziendali. Il vertice del G20 di fine novembre potrebbe fungere da catalizzatore.
    • Rallentamento dei mercati emergenti: l'andamento della liquidità dell'USD è fondamentale per i paesi emergenti a causa del debito in essere in questa valuta.
    • Rischi politici nell’UE - lo scetticismo sull'euro potrebbe continuare a crescere in quanto le opinioni divergono su un numero crescente di temi: “Brexit”, manovra finanziaria italiana, rimpasto nella leadership in Germania, esito dei negoziati commerciali con gli USA.
    • Politica interna degli Stati Uniti: i democratici potrebbero ostacolare il programma legislativo di Donald Trump. Il varo della legislazione sarà il risultato di compromessi e "accordi coi fiocchi".

 

RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION

Abbiamo incrementato tatticamente l'esposizione azionaria al sovrappeso attraverso l'Eurozona, dal momento che i mercati azionari hanno raggiunto un livello tecnico interessante. Dal punto di vista regionale, siamo sovraponderati nell'area euro e nei titoli azionari US, pur essendo neutrali sui mercati emergenti e sul Giappone. Continuiamo a mantenere una view negativa sul Regno Unito, a causa dei negoziati sulla "Brexit" che restano irrisolti. Sul versante obbligazionario, manteniamo una duration short e una view prudente sull'Italia.

 

PROSPETTIVE CROSS ASSET E POSIZIONAMENTO DI PORTAFOGLIO

  • Abbiamo incrementato tatticamente la nostra esposizione azionaria verso la sovraponderazione e abbiamo ancora una view a medio termine costruttiva basata sui fondamentali.
    • Abbiamo una sovraesposizione sulle azioni USA. Anche se il momentum economico è amplificato dagli stimoli fiscali, in realtà perde forza. La stagione dei risultati del 3T fa registrare una forte crescita degli utili e le valutazioni sfiorano i livelli storici.
    • Abbiamo incrementato tatticamente il sovrappeso sulle azioni dell'area euro. Abbiamo assistito a un rallentamento deludente dell'espansione; parallelamente il momentum è svanito. Le incertezze politiche si accumulano, ma sono già scontate. Qualsiasi miglioramento potrebbe innescare un forte rimbalzo.
    • Sottopesiamo le azioni europee ad eccezione dell'UEM. La regione ha aspettative di crescita degli utili inferiori e pertanto rendimenti attesi più bassi rispetto al continente e ciò giustifica la nostra view negativa.
    • Siamo neutrali sui titoli azionari giapponesi. Le azioni giapponesi riflettono meno il rischio interno grazie al fatto che gli "Abenomics" avranno un ruolo preponderante per altri tre anni. Il momentum economico positivo ci ha incoraggiato ad assumere una posizione neutrale sull'asset class.
    • Abbiamo una posizione neutrale sulle azioni dei mercati emergenti. Siamo alla ricerca di livelli tecnici più bassi per intervenire nuovamente. Nell’immediato futuro la crescita globale resta robusta e gli asset dei mercati emergenti, nel complesso, hanno già generato un premio per il rischio per un inasprimento della Fed, per un USD forte e per i rischi legati alla guerra commerciale.
  • Manteniamo il sottopeso sulle obbligazioni e una duration short.
    • Tenuto conto della politica restrittiva della Fed e delle pressioni inflazionistiche in arrivo, prevediamo una prosecuzione del trend rialzista dei tassi e dei rendimenti obbligazionari. L'inflazione potrebbe essere spinta al rialzo oltre che dall'aumento dei prezzi alla produzione anche dalla crescita dei salari, dallo stimolo fiscale e dai dazi.
    • Nel medio termine l'espansione dell'economia europea potrebbe anche portare a un aumento dei rendimenti nell'UEM: prevediamo un graduale rialzo dei tassi di interesse con un obiettivo a 12 mesi dello 0,90% per il rendimento del decennale tedesco. Rimaniamo sottopesati sulle obbligazioni italiane. La BCE rimane accomodante, ma ha confermato che a dicembre porrà fine al QE.
    • Abbiamo una visione neutrale delle obbligazioni societarie in generale in quanto vi è una scarsa compensazione per il rischio. Un potenziale aumento dei rendimenti obbligazionari potrebbe penalizzare le performance.
    • Il debito dei mercati emergenti è esposto all'impatto avverso della retorica della guerra commerciale e all'aumento dei tassi USA, tuttavia riteniamo che gli spread possano registrare una contrazione rispetto ai livelli attuali. Nell'universo del reddito fisso il carry è tra i più elevati e offre un'opportunità di diversificazione interessante rispetto ad altre asset class.