Coffee Break 15/07/2019

LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI

 

  • Nel discorso biennale presso la Camera dei rappresentanti Jerome Powell ha ribadito che la banca centrale agisce in modo appropriato, dal momento che le “correnti trasversali” incidono sulle prospettive economiche.
  • Malgado dati sull’inflazione più robusti del previsto negli Stati Uniti, che hanno incrementato i rendimenti governativi, i mercati non mettono in discussione il taglio dei tassi previsto della Fed.
  • La leadership del Parlamento europeo ha annunciato che l’assemblea voterà a breve la nomina di Ursula von der Leyen alla guida della Commissione europea.
  • Il FMI ha esortato i responsabili politici europei a livello nazionale e centrale a essere pronti a rispondere con misure più aggressive in caso di materializzazione dei rischi, compresi con gli stimoli fiscali.

 

DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA

  • La Cina pubblicherà il proprio tasso di crescita del PIL a/a. Il consenso prevede un dato del 6,2%.
  • Area euro e Germania, il maggiore esportatore, pubblicheranno gli indici del sentiment economico ZEW. Un buon indicatore del livello di ottimismo degli analisti sugli sviluppi economici previsti.
  • Negli Stati Uniti la stagione degli utili del secondo trimestre 2019 inizierà con 58 società su 500 che renderanno noto un report. La crescita degli utili è un fattore cruciale per l’estensione del ciclo economico.
  • Vertice del G7 a Parigi, in Francia. Le criptovalute sono uno dei primi punti all’ordine del giorno e come si può garantirne la regolamentazione dal riciclaggio di denaro alle regole di protezione dei consumatori.

 

CONVINZIONI DI INVESTIMENTO

  • Scenario core
    • Abbiamo una view a lungo termine moderatamente costruttiva, ma siamo consapevoli delle molteplici insidie (geo)politiche.
    • Con un ciclo economico contrassegnato da un’incertezza prolungata sul commercio, le banche centrali sono favorevoli a misure di allentamento. Il mercato scommette su un taglio del tasso della Fed durante il prossimo FOMC di luglio.
    • Nelle economie emergenti le misure adottate dalle autorità cinesi per contrastare la guerra commerciale e rallentare la crescita globale producono lentamente risultati: osserviamo timidi segnali di stabilizzazione.
    • Nell’area euro il ciclo economico permane meno dinamico. Per il 2019 prevediamo una crescita dell’economia dell’1,3%.
  • Prospettive di mercato
    • La stabilizzazione o il miglioramento dei dati macroeconomici porterebbe probabilmente a un incremento dei rendimenti dei titoli globali, mentre l’attività commerciale in difficoltà e l’aggravarsi del conflitto commerciale metteranno a repentaglio la fiducia nella ripresa.
    • La Fed e la BCE hanno espresso la volontà di agire. I mercati hanno scontato un taglio/i dei tasso e hanno spinto al rialzo i valori azionari. Mario Draghi cita anche ulteriori misure di stimolo a meno che non si assista a un miglioramento delle condizioni.
    • Flussi settimanali verso i fondi azionari in territorio negativo in Europa, in misura minore nei mercati emergenti e positivi negli Stati Uniti.
    • Valutazioni statunitensi al di sopra delle medie a lungo termine, mercati emergenti e UEM seguono a ruota; Regno Unito e Giappone al di sotto della media storica.
  • Rischi
    • Il conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina è in cima alla lista, soprattutto perché la questione va oltre la leadership, dal commercio alla tecnologia, e perché l’intensità del conflitto varia in modo irregolare tra una riunione e l’altra.
    • I temi geopolitici (ad esempio l’Iran) rientrano ancora tra le questione attuali irrisolte. Gli esiti potrebbero ancora far pendere l’ago della bilancia da un atterraggio morbido previsto a un atterraggio duro.
    • L’incertezza politica in Europa permane, specialmente nel Regno Unito con la Brexit e l’attuale primo ministro e le elezioni per la leadership del partito Conservatore nonché la prossima transizione alla leadership dell’area euro a livello dell’Unione europea.

 

RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION

Manteniamo la neutralità sui titoli azionari con un orientamento tattico regionale: sovrappeso sulle azioni statunitensi rispetto al sottopeso sull’Europa, UEM esclusa. Siamo neutrali sul resto. Sul versante obbligazionario manteniamo una duration short e continuiamo a diversificare i titoli di Stato a basso rendimento attraverso le esposizioni al credito, preferibilmente da emittenti europei e in EUR, e il debito dei mercati emergenti in valuta forte. In termini valutari, manteniamo una posizione lunga sullo yen e abbiamo incrementato l’esposizione all’oro come copertura. Abbiamo inoltre deciso di ridurre la nostra esposizione in GBP e incrementare la nostra esposizione in SEK.

 

PROSPETTIVE CROSS ASSET E POSIZIONAMENTO DI PORTAFOGLIO

  • Siamo neutrali sui titoli azionari
    • Siamo sovraesposti alle azioni USA. La regione è la scelta “più sicura” in scia al cambio di orientamento da parte della Fed. Il mercato del lavoro è robusto. Il consumo dovrebbe tenere.
    • Abbiamo una posizione neutrale sulle azioni dei mercati emergenti. L’intenzione della Fed di tagliare i tassi è un vento favorevole per la regione, ma la guerra commerciale è un ostacolo altissimo da superare. Per quest’anno abbiamo ancora un’aspettativa di crescita superiore al 6% per la Cina.
    • La nostra esposizione ai titoli azionari dell’area euro è neutrale. Siamo consapevoli dei fattori restrittivi quali la vulnerabilità del commercio globale. La Germania è attualmente il tallone d’Achille della regione. Mentre alcuni settori appaiono sottovalutati, lo sono a giusto titolo, in quanto gli investitori si ritrovano momentaneamente con un lieve rialzo.
    • Sottopesiamo le azioni europee ad eccezione dell'UEM. La regione ha aspettative di crescita degli utili inferiori e pertanto rendimenti attesi più bassi rispetto al continente e ciò giustifica la nostra view negativa. La Brexit è sempre più probabile.
    • Siamo neutrali nei titoli azionari giapponesi. Assenza di convinzione, poiché non vi sono catalizzatori. La regione potrebbe recuperare se il flusso di notizie sulle relazioni internazionali migliora e se la crescita globale si rinnova con maggiore trazione.
  • Manteniamo il sottopeso sulle obbligazioni e una duration short.
    • Prevediamo che i tassi e i rendimenti obbligazionari, in particolare i rendimenti del decennale tedesco, viaggeranno a livelli minimi o negativi.
    • A decorrere dal 1 novembre 2019 la BCE avrà un nuovo presidente. La nomina di Christine Lagarde è una buona notizia per chi auspica un orientamento accomodante oltre gli 8 anni di presidenza di Mario Draghi.
    • A decorrere dal 1 novembre 2019 la BCE avrà un nuovo presidente. La nomina di Christine Lagarde è una buona notizia per chi auspica un orientamento accomodante oltre gli 8 anni di presidenza di Mario Draghi.
    • Il debito dei mercati emergenti ha un carry interessante e i tono accomodanti della Fed costituiscono un vantaggio. L’incertezza legata al commercio e i rischi idiosincratici in Turchia e in Argentina costituiscono un ostacolo.
    • Diversifichiamo le obbligazioni governative a basso rendimento e prediligiamo il debito emergente in valuta forte nonché le obbligazioni societarie emesse in EUR.