Coffee Break 06/07/2020

LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI

  • L'economia statunitense ha creato 4,8 milioni di posti di lavoro a giugno, mentre il tasso di disoccupazione è sceso all’11,1%. Da allora, la diffusione del coronavirus ha accelerato la sua diffusione negli Stati Uniti, mettendo a rischio un'ulteriore riapertura.
  • C'è stato un aumento record dell'indice di produzione globale PMI manifatturiero, mentre le industrie mondiali si stanno ulteriormente mettendo in carreggiata. Tuttavia, il sentiment commerciale e gli ordinativi sono rimasti ben al di sotto dei livelli pre-crisi.
  • Il Presidente francese Macron e la Cancelliera Merkel si sono riuniti per definire l'utilizzo del fondo di 750 milioni di euro proposto dalla Commissione europea per sostenere l'economia del blocco.
  • L'ultima tornata di trattative sulla Brexit si è svolta a Bruxelles. Le questioni chiave rimangono irrisolte: garantire pratiche commerciali eque, regole di pesca e stabilire il confine tra l'Irlanda e l'Irlanda del Nord.

 

DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA

  • Per quanto riguarda la pandemia di coronavirus, seguiremo gli aggiornamenti sui principali programmi di vaccinazione e cercheremo di scoprire se le infezioni stanno diminuendo in alcuni Stati del sud degli Stati Uniti o se un peggioramento deve ancora arrivare.
  • La Germania ha preso il testimone dalla Croazia per guidare l'UE-27 per i prossimi 6 mesi. Le aspettative sono alte, a partire dal superamento della pandemia di Covid-19, oltre al finanziamento della ripresa economica.
  • In termini di dati, gli Stati Uniti pubblicheranno gli ultimi PMI su servizi e composito. Anche l’eurozona confermerà le vendite al dettaglio.
  • Altrove, le trattative tra l'UE e il Regno Unito proseguiranno sulle loro future relazioni.

 

CONVINZIONI DI INVESTIMENTO

  • Scenario di base
    • Il nostro scenario centrale prevede un lieve impatto della crisi. Ci aspettiamo una graduale ripresa dei mercati finanziari, soprattutto grazie all'abbondante liquidità e al sostegno governativo. Nei prossimi mesi i mercati dovrebbero comunque continuare ad operare in un ampio spettro. Nel breve termine, segnali positivi vengono dalla ripresa degli indicatori e dall'aumento delle sorprese economiche, ma la volatilità non verrà meno poiché la visibilità sull'epidemia e le sue conseguenze rimane limitata.
    • Due messaggi si distinguono per le recenti performance di mercato: per prima cosa, è bene continuare a optare per i "vincitori" a medio termine di questa crisi (ad es. tecnologia, sanità, temi sostenibili) e, in secondo luogo, aprire posizioni in asset con livelli di valutazione storicamente interessanti che forniscono anche opportunità di investimento (ad es. debito dei mercati emergenti, settori value, valute convenienti e azioni dell’eurozona rispetto agli Stati Uniti).
    • Diversi indicatori epidemici rivelano che in Europa il tasso di contagio sta diminuendo nonostante l'allentamento delle misure di lockdown. Negli Stati Uniti e in Sud America, i nuovi casi stanno aumentando, ma per il momento la gravità sta diminuendo.
  • Opinioni sul mercato
    • La maggior parte dei Paesi ha raggiunto il picco nei contagi da Covid-19, a eccezione delle Americhe. Ora l'epicentro è nell'intero continente americano.
    • Gli indicatori di mobilità continuano a migliorare gradualmente, pur divenendo meno utili in quanto troppo ridotti per fornire spunti.
    • Le risposte della politica fiscale e monetaria andranno oltre la fine dell'epidemia. La politica monetaria mira a garantire un'ampia liquidità e, per alcune regioni, comporta ulteriori programmi di acquisti di asset.
    • La risposta politica europea è stata in qualche modo rassicurante: nelle ultime settimane i responsabili politici hanno affrontato con successo diversi difetti che potrebbero portare a un calo del premio di rischio delle azioni della zona euro. Le ultime settimane potrebbero essere viste come l'equivalente fiscale del “Whatever it takes” monetario.
  • Rischi
    • Il coronavirus rappresenterà un rischio finché non verrà contenuto o non si troverà un vaccino che superi i test, venga prodotto in serie e commercializzato. È probabile che vi sia una seconda ondata, ma non un lockdown globale.
    • Rischio elettorale negli Stati Uniti. La gestione della crisi del coronavirus, le difficoltà economiche, i disordini sociali e le imminenti elezioni presidenziali stanno innescando incertezza in un momento in cui la valutazione non è più interessante rispetto ai livelli storici. Una schiacciante vittoria democratica potrebbe rappresentare un rischio per il mercato azionario (riforma e regolamentazione fiscale).
    • Il conflitto tra Stati Uniti e Cina, sempre incombente, sta offuscando la crescita globale. Il Dipartimento della Difesa ha reso pubblico per la prima volta un elenco di società cinesi operanti negli Stati Uniti e legate all'esercito cinese.
    • Negoziati commerciali tra Regno Unito e UE. Il negoziatore dell'UE, Michel Barnier, si aspetta il "momento della verità" per qualsiasi potenziale accordo commerciale a ottobre. Un accordo di libero scambio "limitato" è un'ipotesi realistica.

 

RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION

Manteniamo un sottopeso sulle azioni, nonostante un'esposizione pro-rischio all'interno del nostro portafoglio. Esprimiamo la nostra posizione pro-rischio attraverso un'inclinazione verso i settori value, tra cui le banche, detenendo debito dei mercati emergenti (sia in valuta locale che forte) e le obbligazioni societarie europee, oltre ad avere un'esposizione valutaria verso la NOK. Oltre alla nostra posizione azionaria sottopesata, deteniamo una strategia protettiva basata su derivati sui mercati azionari statunitense ed europeo. Inoltre, l’esposizione a oro e JPY fungono da mitigatori del rischio. Il mercato è diventato vulnerabile alle delusioni. Al momento abbiamo una maggiore esposizione sulle azioni azioni dell'Unione economica e monetaria rispetto a quelle statunitensi, in quanto le prime presentano diversi fattori trainanti, tra cui una risposta politica forte e coordinata, un miglior controllo dei virus, un relativo risparmio e un posizionamento leggero.

 

STRATEGIA CROSS ASSET

  • La nostra esposizione azionaria è leggermente sottopesata, mentre aumenta l'esposizione relativa all'eurozona.
    • Abbiamo assunto una posizione di sovrappeso sulle azioni dell'Unione economica e monetaria dell'UE rispetto agli Stati Uniti. Nelle ultime settimane i decisori politici hanno affrontato con successo diversi problemi che potrebbero portare a un calo del premio di rischio dell'UEM e le economie si stanno riaprendo senza innescare una nuova ondata di infezioni.
    • Abbiamo assunto una posizione di sottopeso sulle azioni statunitensi. La gestione della crisi del coronavirus, le difficoltà economiche, i disordini sociali e le imminenti elezioni presidenziali stanno innescando incertezza in un momento in cui la valutazione non è più interessante rispetto ai livelli storici.
    • Abbiamo continuato a optare per un leggero sottopeso sul Regno Unito. Il Covid-19 ha cambiato le priorità nel Regno Unito. Probabilmente si raggiungerà un accordo di libero scambio "limitato", che include scambi di beni a zero dazi, ma con significative barriere sui servizi. Un eventuale no-deal avrebbe gravi conseguenze sui titoli del Regno Unito.
    • Rimaniamo neutrali rispetto alle azioni giapponesi e ai mercati emergenti. L'incertezza che circonda il post-pandemia pesa sul sentiment degli investitori, ma le risposte fiscali e monetarie sono massicce.
    • Fin dall'inizio della crisi del coronavirus alcuni asset sono stati colpiti duramente, pertanto ora offrono livelli di valutazione storicamente interessanti e quindi rappresentano opportunità di investimento. Non è facile trovare il miglior punto d'ingresso, ma è bene rafforzare opportunisticamente alcune posizioni. Ad esempio, i settori "value" come le banche europee stanno già integrando molte cattive notizie.
    • Manteniamo le nostre principali convinzioni in vari investimenti tematici. I settori della tecnologia, dell'oncologia e delle biotecnologie si dimostrano relativamente resilienti nell'attuale contesto e rivelano un elevato potenziale di crescita dettato dall'innovazione e dal potere di definizione dei prezzi. I temi riguardanti il cambiamento climatico e l'economia circolare offrono esposizione a soluzioni chiave per un futuro più pulito. Riteniamo che la sostenibilità continuerà ad acquisire importanza per gli aspetti sociali e ambientali. Una solida governance sembra fornire risultati migliori durante la pandemia, sia a livello aziendale che statale.
  • Abbiamo una posizione di sottopeso sulle azioni, mantenendo una duration breve, ma siamo estremamente diversificati poiché l'attuale contesto crea anche opportunità nei mercati obbligazionari.
    • Abbiamo un sottopeso sui titoli di Stato che non presentano alcun potenziale di rendimento se non in fasi di avversione al rischio e durante la conseguente fuga verso la qualità. Preferiamo le obbligazioni periferiche rispetto ai paesi core europei.
    • In un portafoglio multi-asset, la diversificazione nel credito appare interessante. Siamo sovrappesati sull’investment grade USA ed europeo in quanto gli acquisti delle banche centrali rappresentano un sostegno.
    • Anche sul debito emergente, tra cui obbligazioni societarie sia in valuta locale che in valuta forte, abbiamo un sovrappeso.
    • Abbiamo un'esposizione sulla NOK, che risultava interessante durante la crisi, nonché sull'oro e sul JPY che fungono da mitigatori del rischio.



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