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Titoli azionari europei: il mercato del lavoro resta l'unica nota lieta

Il primo trimestre dell'anno è stato difficile per gli investitori e aprile non si è rivelato diverso. La guerra in Ucraina, i lockdown in Cina e la prospettiva di una politica monetaria sostanzialmente più rigida negli USA hanno tutti pesato sul sentiment. L'economia globale ha iniziato il 2022 in ottima forma. Per quanto i robusti mercati del lavoro e gli importanti risparmi accumulati continuino a fornire sostegno, aumentano i rischi per la ripresa, soprattutto in Europa. Le banche centrali devono affrontare notevoli sfide: cercare di riportare l'inflazione all'interno dei propri obiettivi senza far scivolare l'economia in una recessione.

Nel complesso, le azioni europee hanno chiuso il trimestre in calo. Aprile si è concluso senza alcuna risoluzione del conflitto in vista e con gli scontri che si sono intensificati a est e a sud dell'Ucraina. L'impatto sui mercati energetici permane molto significativo, poiché l'Europa fatica a ridurre la dipendenza energetica dalla Russia. Le ricadute del conflitto cominciano a delinearsi con chiarezza nei dati economici. I mercati del lavoro si confermano solidi, con i tassi di disoccupazione prossimi a minimi da vari decenni sia nel Regno Unito che nell'eurozona. Tuttavia, nonostante il forte aumento degli stipendi, la fiducia dei consumatori in entrambe le regioni è scesa a livelli compatibili con una recessione.

In termini di performance di stile, nelle scorse 4 settimane i titoli growth hanno sottoperformato quelli value. Il segmento delle small cap growth è stato il fanalino di coda mentre, su base relativa, quello delle large cap value ha chiuso in cima alla classifica.

Sul fronte dei titoli ciclici e difensivi, emerge una situazione contrastante. I risultati variano infatti da settore a settore.

In merito alla performance settoriale, nelle scorse 4 settimane l'energia è stata la prima della classe. Per contro, immobiliare e IT hanno registrato le peggiori performance.

Abbiamo rivisto al rialzo da +1 a +2 i beni di prima necessità.

  • Abbiamo rivisto al rialzo da +1 a +2 i beni di prima necessità. Alimenti e bevande: da +1 a +2 e prodotti per la cura della casa e della persona: da +1 a +2. Il retail alimentare resta a -1. La dinamica degli EPS accelera nei segmenti birra, generi alimentari e prodotti per la cura della casa e della persona, sostenuta dalla crescita dei ricavi e da margini resilienti, grazie alla revisione dei costi dei fattori produttivi. In base ai nostri modelli dei flussi di cassa attualizzati, le valutazioni sono interessanti (+20% in media). Gli investitori sono sottopesati (timori per l'impatto dei costi dei fattori produttivi sui margini).

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Titoli azionari statunitensi: un mese difficile per il mercato interno

Ad aprile i mercati azionari americani hanno ceduto oltre l'8%, poiché gli investitori continuano a essere preoccupati dalla guerra in Ucraina, l'impatto sulla crescita economica dei lockdown in Cina contro il Covid-19, l'elevata inflazione e le prospettive di politiche monetarie molto più restrittive. Nonostante la costante sovraperformance di energia e materiali, sospinti dal rincaro delle materie prime, i settori difensivi come beni di prima necessità, utility e sanità hanno di nuovo sovraperformato il mercato generale, mentre la nostra decisione di ridurre i beni di consumo discrezionali a inizio aprile ha premiato.

Anche se di recente i mercati non si sono concentrati sui reali fondamentali azionari, è opportuno dare uno sguardo alla stagione degli utili per il primo trimestre, con oltre l'80% delle società americane e quasi il 60% di quelle europee che hanno pubblicato i loro risultati. Negli Stati Uniti sembra che la crescita degli utili sia lievemente inferiore ai trimestri precedenti. Tuttavia, nonostante l'espansione più contenuta, le società hanno ampiamente sorpreso in positivo, con margini alquanto stabili a dispetto dell'inflazione elevata.

Solida la crescita degli utili nei settori energetico, dei materiali, industriale e sanitario, mentre i dati di finanziari e beni di consumo discrezionali hanno in generale deluso, con un declino nei primi tre mesi dell'anno. Le società i cui utili si sono rivelati superiori alle previsioni hanno di norma sovraperformato il più ampio mercato, mentre quelle che hanno disatteso le stime sono state duramente penalizzate. Complessivamente, gli utili del primo trimestre sono stati discreti.

Nel frattempo, alla luce di una crescita degli utili che finora rimane piuttosto solida e della brusca correzione sui mercati azionari, le valutazioni appaiono moderatamente più interessanti. Il mercato azionario statunitense è scambiato a 18 volte gli utili attesi nei prossimi dodici mesi, un valore sempre più elevato rispetto alla media di lungo termine.

 

Alla ricerca di un punto di ingresso nella tecnologia

Nonostante una discreta stagione degli utili e migliori valutazioni, restiamo cauti e lievemente più difensivi in virtù dell'alta inflazione, tassi d'interesse in ascesa e una mancanza di visibilità imputabile alla guerra in Ucraina. La sanità rimane la nostra unica convinzione settoriale positiva, accompagnata da una crescente importanza della selezione titoli. Siamo al contempo consapevoli che, nell'attuale quadro di mercato in rapido mutamento, la reattività è un fattore cruciale.

Malgrado questo, siamo tornati alla neutralità (da -1) sui beni di consumo discrezionali. Avevamo declassato il settore nello scorso comitato del 5 aprile sulla scia di valutazioni care, possibili pressioni sui margini esercitate dai maggiori prezzi dei fattori produttivi e un potenziale impatto sul potere di acquisto dei consumatori statunitensi derivante da un'inflazione e costi energetici elevati. Da tale revisione, il settore ha perso circa il 20% e, a nostro parere, l'entità del calo è sufficiente per riportarlo a neutrale.

Nel frattempo, siamo tentati di procedere a un upgrade del settore IT, poiché le valutazioni sono interessanti e la crescita permane robusta. Inoltre, i rendimenti del decennale statunitense iniziano ad avvicinarsi ai nostri obiettivi. Tuttavia, la stretta aggressiva della Fed e la volatilità dei tassi d'interesse ci inducono ad attendere e vedere quale traiettoria seguiranno i tassi a lungo termine.

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Mercati emergenti: prosegue l'avversione al rischio

Aprile si è rivelato un mese difficile per l'indice MSCI Emerging Markets© per via dei timori di un'intensificazione dei lockdown in Cina di fronte alla recrudescenza del COVID-19 e delle aspettative di una Fed più aggressiva, che hanno penalizzato i rendimenti dei mercati emergenti. In un contesto di avversione al rischio, l'indice MSCI Emerging Markets© ha perso il 5,7% nel mese, pur registrando una performance relativamente migliore dell'indice MSCI World©, in calo dell'8,1%.

La Cina, peso massimo dell'indice, è rimasta volatile, poiché i lockdown a causa del COVID-19 hanno accresciuto i timori di un rallentamento dei consumi e della produzione, ma anche perché il sostegno politico è rimasto modesto e ampiamente inferiore alle aspettative. Taiwan, con la sua economia basata sulla tecnologia, ha registrato una significativa correzione nel mese, arretrando del 9,8%, poiché l'aumento dei rendimenti e il rallentamento della domanda causati dalla fragilità della Cina hanno alimentato le inquietudini sulle prospettive dei semiconduttori. La Corea è rimasta un punto debole in Asia, in ribasso del 6,6% nel mese, a causa dei timori di una minore domanda di esportazioni e un'inflazione in ascesa. L'Indonesia ha dato ancora una volta prova di resilienza, rendendo il 3,4% nel mese, mentre l'India ha perso l'1,7%.

Dopo un primo trimestre solido, l'indice MSCI Emerging Markets Latin America© ha ceduto gran parte dei guadagni conseguiti da inizio anno, poiché i prezzi delle materie prime (metalli, in particolare) hanno subito una correzione, colpiti dalla domanda più debole conseguente ai lockdown in Cina. Il Brasile ha subito una netta flessione del 14,9% nel mese, a causa dei suddetti timori.

Nell'universo delle materie prime, la maggior parte dei metalli ha evidenziato una correzione nel mese, poiché i lockdown in Cina hanno penalizzato la domanda. Tuttavia, il petrolio ha chiuso invariato in un mese volatile, a USD 106,6/barile (Brent). In un contesto di rendimenti in crescita, il dollaro si è rafforzato rispetto a gran parte delle valute dei mercati emergenti, con l'indice DXY in USD che ha guadagnato il 4,7%.

 

Modifiche ai giudizi regionali: domanda di materie prime (metalli) più fragile a causa dei timori riguardo alla Cina - Declassamento del Brasile a neutrale e upgrade dell'India a neutrale

Declassamento del Brasile a neutrale (0):

La politica zero Covid della Cina resta una fonte di preoccupazione non solo per le prospettive di crescita cinesi ma anche per altri paesi esportatori di materie prime dell'America Latina, ad esempio il Brasile, che rallenta in seguito a un calo dei prezzi dei metalli. Abbiamo declassato la nostra posizione in Brasile a neutrale, poiché siamo preoccupati di un eventuale indebolimento della domanda di metalli e materie prime.

 

Upgrade dell'India a neutrale (0):

Dopo la correzione sui mercati indiani causata dal temuto incremento dei prezzi energetici e delle materie prime, le valutazioni appaiono ora più ragionevoli. Inoltre, data la battuta d'arresto di metalli e materie prime, le inquietudini per un disavanzo e un'inflazione più alti dovrebbero recedere. In ragione di tali fattori, abbiamo rivisto al rialzo il nostro posizionamento in India a neutrale.

 

Modifiche ai rating a livello settoriale:

Declassamento dei materiali a neutrale (0):

In linea con la visione generale di una domanda più moderata sulla scia della situazione in Cina, dove sono stati imposti lockdown per arginare il Covid, abbiamo rivisto al ribasso i materiali a neutrale. Continuiamo a preferire i materiali essenziali per la transizione all'energia pulita (come il rame, il litio, il nichel, l'alluminio).

Manteniamo sempre un atteggiamento prudente, dato il numero di incertezze che pesano sulle prospettive dei mercati emergenti, dalla stretta monetaria ai rischi geopolitici. Per quanto riguarda un peso massimo dell'indice come la Cina, restiamo cauti in attesa di un sostegno politico più efficace, mentre persistono le preoccupazioni per il rallentamento causato dal lockdown. Oltre alla grande questione legata al COVID-19, anche il rischio geopolitico non è completamente fuori discussione, dato che la guerra in Ucraina non accenna ad attenuarsi. Alla luce di tali avversità, di fronte a valutazioni meno onerose, restiamo prudenti e selettivi, rafforzando solo titoli di maggiore qualità e con valutazioni ragionevoli. L'eventuale annuncio di una riapertura della Cina potrebbe fornire supporto anche alle azioni brasiliane trainate dalle materie prime, che hanno evidenziato un calo all'inizio del mese.

Il posizionamento complessivo della strategia rimane bilanciato e si concentra su titoli growth di qualità e sostenibili, integrando un'esposizione alle materie prime e ai titoli finanziari come copertura dall'inflazione e dai rendimenti. La strategia ha inoltre incrementato alcuni titoli difensivi in considerazione delle prospettive incerte e volatili per alcuni segmenti del mercato.

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