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Titoli Azionari Europa: Nuovi massimi storici

Dopo la lieve correzione di settembre, i mercati azionari globali hanno più che recuperato queste perdite in ottobre, chiudendo il mese su un nuovo massimo storico. Sebbene il tapering della Fed, la crisi immobiliare cinese, i timori legati alla filiera produttiva, la mancanza di chiarezza sul sostegno fiscale statunitense e l'aumento dei tassi a lungo termine siano ancora stati motivi di preoccupazione importanti a settembre, la situazione ha subito un netto cambiamento a ottobre, poiché gli investitori sono stati incoraggiati dai solidi risultati del terzo trimestre in tutti i settori e le regioni.

Nella riunione di ottobre, la Banca centrale europea (BCE) ha ribadito che l'attuale aumento dell'inflazione dovrebbe essere transitorio. La decisione su come effettuare acquisti di asset, una volta che il programma temporaneo di acquisto titoli denominato Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP) sarà concluso, è stata rinviata a dicembre. La crescita economica in Europa continua a risentire di una perdita di slancio. Ciò è particolarmente evidente in Germania, dove la debolezza del settore automobilistico dovuta alla carenza di semiconduttori sta pesando sulla produzione industriale. Vale la pena notare che, escludendo il settore automobilistico, le previsioni sulla produzione industriale dell'eurozona sono tornate al di sopra dei livelli pre-pandemici.

Alla fine del terzo trimestre, l'attività economica è tornata quasi ai livelli pre-crisi, in calo solo dello 0,5%. Alcuni settori, tuttavia, hanno continuato a rimanere indietro rispetto alla ripresa.

Il divario nei consumi è ormai quasi colmato, ma il riemergere di nuovi casi di Covid resta un rischio.

Il surplus di risparmio accumulato, unito alle misure del governo, dovrebbe contribuire ad attenuare lo shock energetico per le famiglie. Per il momento, la fiducia dei consumatori sembra aver tenuto piuttosto bene.

Il PIL (eurozona) dovrebbe registrare un andamento vicino al trend  entro la fine dell’anno, in crescita del 5,0% in media nel 2021 e del 4,3% nel 2022.

La politica della BCE resterà accomodante per preservare condizioni di finanziamento favorevoli, soprattutto perché la sua revisione strategica ha portato all'adozione di un obiettivo di inflazione simmetrico di circa il 2%. Ciò nonostante, sono iniziati i negoziati sul tapering: quello che succederà dopo la fine del PEPP a marzo 2022 è ancora un punto interrogativo!

In termini di stili di performance , nelle ultime 4 settimane i titoli growth hanno sovraperformato quelli value e le large cap hanno sovraperformato le small cap.

In termini di performance settoriale, nelle ultime 4 settimane la migliore performance è stata registrata dal settore IT, mentre energia e finanziari, che lo scorso mese avevano fatto segnare una buona performance, hanno ottenuto la performance peggiore.

Per quanto riguarda il rapporto Price to Book rispetto al rapportoReturn on Equity , troviamo l'IT molto costoso, mentre finanziari, energia e materiali rimangono ancora convenienti.

Nessun cambiamento nei nostri giudizi nel corso del mese

  • Manteniamo il nostro posizionamento neutro sui beni di consumo di base (alimentari e bevande e prodotti per la casa e la persona). La pressione sui margini derivante dai costi delle materie prime e da altri costi di trasporto durerà un altro trimestre prima che sia possibile notare l'impatto positivo della rivalutazione. Il settore è ancora molto interessante, ma la dinamica negativa dell'EPS continuerà per diversi mesi prima di tornare nella giusta direzione. Neanche l'aumento dei tassi d'interesse a lungo termine aiuterà il settore.
  • Manteniamo il settore assicurativo a +1. Attualmente si tratta infatti del settore ciclico più interessante in Europa. I rendimenti dei titoli di Stato più elevati in Europa e negli Stati Uniti sosterranno il rendimento degli investimenti. Come le banche, sono quasi immuni all'inflazione dei costi di produzione (ad eccezione dei salari). Banche e Finanziari restano a +2.
  • Rimaniamo negativi sui consumi voluttuari. Il settore è infatti molto costoso. Siamo particolarmente negativi sull'automotive e i componenti, poiché i megatrend settoriali (elettrificazione, veicoli a guida autonoma, ecc.) impongono ai produttori di ricambi originali (OEM) di effettuare ingenti investimenti che peseranno sui loro margini. Siamo inoltre sottopesati nei beni di lusso. Siamo preoccupati per l'impatto negativo prolungato della politica del governo cinese. Il settore è molto costoso e caratterizzato da un importante livello di ipercomprato.
  • Rimaniamo cauti sia sui servizi di telecomunicazione che sui servizi di pubblica utilità.

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Titoli Azionari USA: La crescita del PIL superiore al trend continuerà nel 2022

L'attività economica statunitense ha continuato a crescere nel terzo trimestre dell'anno, ma a un ritmo più moderato. Nonostante l'attenuazione della produzione industriale dovuta alle tensioni nel settore manifatturiero, l'indice ISM dei servizi ha toccato un massimo storico. Il consumo di servizi ha continuato a normalizzarsi con l'affievolirsi del sostegno fiscale, mentre il consumo di beni ha iniziato a diminuire. Nel frattempo, l'inflazione resta elevata. L'unicità della crisi ha creato tensioni insolite sul mercato del lavoro, mettendo sotto pressione i salari nei settori a bassa retribuzione. Candriam prevede che le tensioni sui prezzi al consumo diminuiranno prima di allentarsi nel 2022.

Nel frattempo, la Camera ha approvato un disegno di legge per le infrastrutture da 1.000 miliardi di dollari USA, ora in procinto di essere convertito in legge con la firma del presidente Biden. L'accordo propone 500 miliardi di dollari di nuova spesa federale nei prossimi otto anni per migliorare autostrade, strade e ponti e ammodernare i sistemi di transito urbano e le reti ferroviarie passeggeri. Inoltre, sono previsti finanziamenti per l'acqua potabile, Internet ad alta velocità e una rete nazionale di punti di ricarica per veicoli elettrici. Si tratta di uno dei maggiori piani di investimento federale degli ultimi decenni.

In questo contesto, gli economisti di Candriam si aspettano una crescita di circa il 5,5% nel 2021 e il 3,9% nel 2022 (rivisto lievemente al ribasso). Per quanto riguarda la politica della Fed, la banca centrale continua a monitorare l'inflazione ed è pronta ad agire qualora l'aumento dei prezzi diventi una minaccia per l'economia. Il tapering è già iniziato, ma affinché la Fed inizi ad alzare i tassi, è necessario compiere ulteriori passi avanti sul mercato del lavoro.

Una stagione degli utili eccellente

I mercati statunitensi hanno registrato un altro mese positivo a ottobre, dopo una maggiore avversione al rischio a settembre. Il segmento growth ha recuperato il ritardo rispetto a quello value, con i consumi voluttuari e la tecnologia che hanno contribuito fortemente a trainare la performance del mercato. L'eccellente stagione degli utili ha ampiamente sostenuto i mercati. Oltre l'80% delle società dell'indice S&P 500, che aveva pubblicato i dati al momento della redazione di questi commenti, ha registrato utili del terzo trimestre superiori alle aspettative. La crescita degli utili di queste società ha sorpreso al rialzo di oltre il 10%, con un incremento del 41% su base annua. Gli industriali hanno registrato ottimi risultati, essendo uno dei cinque settori su otto che ha comunicato una crescita a due cifre.

Di conseguenza, le stime degli utili per l'intero esercizio hanno continuato a essere riviste al rialzo. Le stime di crescita degli utili  per i prossimi dodici mesi sono vicine al 12% per il mercato statunitense e non eccessivamente ambiziose per il 2022 . Grazie all'aumento degli utili, le valutazioni sono rimaste abbastanza stabili, ma al di sopra della media storica. Gli Stati Uniti rappresentano ancora il mercato azionario più oneroso, con un rapporto prezzo/utili a 12 mesi pari a 21,8, rispetto al 18,3 del mercato azionario mondiale.

Non si segnalano variazioni strategiche di rilievo

In tale contesto non abbiamo apportato alcun cambiamento strategico:

  • Manteniamo la nostra forte sovraponderazione sulle banche. La recente resilienza del settore ci ha convinto di poter continuare a sovraperformare nei prossimi mesi.
  • Restiamo positivi nei confronti del settore sanitario. Per noi, si tratta chiaramente di un settore GARP (crescita a prezzi ragionevoli) e i piani sanitari di Biden sono piuttosto leggeri.
  • Rimaniamo neutri sui materiali. Il rapporto rischio/rendimento non è interessante, le valutazioni sono elevate e i prezzi delle materie prime stanno ora raggiungendo il loro massimo a breve termine. La maggior parte dei prezzi delle materie prime è al di sopra dei livelli pre-pandemici.
  • Nonostante gli ottimi utili, confermiamo la ponderazione neutra del settore IT. I rendimenti a 10 anni sono ancora una volta troppo bassi e dovrebbero salire almeno all'1,75%. Si tratta tuttavia di un'opzione puramente tattica, in quanto restiamo molto rialzisti sul settore da una prospettiva a lungo termine. Continuiamo ad essere molto soddisfatti dei fattori demografici, tecnologici e ambientali del settore.
  • Manteniamo il nostro rating neutro sui beni di consumo di base. È troppo presto per passare a una posizione sovrappesata, ma le basse valutazioni giustificano una ponderazione neutra.
  • Restiamo neutri sui beni di consumo voluttuari. Per noi, questo è chiaramente un settore in cui la selezione titoli è fondamentale.

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I mercati emergenti hanno messo a segno un leggero recupero con continue differenze a livello regionale

Ottobre è stato un mese diviso nettamente a metà. L'indice MSCI EM ha iniziato il mese con un rally piuttosto forte, trainato da risultati degli utili positivi e previsioni rialziste in seguito alle campagne vaccinali e all'aumento dei prezzi delle materie prime. Tuttavia, nel corso del mese, le azioni dei mercati emergenti hanno perso gran parte dei guadagni mensili, a causa: (1) delle tensioni tra Stati Uniti e Cina (ad es. Covid-19, sicurezza informatica e chip), (2) dell'ulteriormente revisione al ribasso della crescita del PIL cinese. Ad ottobre l'indice MSCI EM ha registrato rendimenti leggermente positivi (+0,9%), ma ha sottoperformato ampiamente i mercati sviluppati (+5,6%). Le banche centrali dei mercati emergenti hanno continuato ad adottare una politica monetaria restrittiva, con Russia (75 pb), Polonia (40 pb), Ungheria (15 pb), Brasile (150 pb), Cile (125 pb), Perù (50 pb) e Colombia (50 pb) che hanno tutti aumentato i tassi nel corso del mese. I ciclici (2,1%) hanno registrato risultati migliori dei difensivi (-0,5%), con consumi discrezionali (7,0%) e servizi di comunicazione (3,3%) in cima alle classifiche di settore e la sanità (-7,1%) in fondo. L’ Asia escl. Giappone (ott.: 1,3%; da inizio anno: -3,7%) ha registrato performance positive da tutti i paesi membri eccetto Corea (-2,3%) e India (-0,9%). La Cina è cresciuta del 3%. I paesi ASEAN hanno registrato una performance positiva, trainata da Indonesia (8,3%) e Singapore (4,2%). La regione EEMEA ha guadagnato, trainata dalla Russia (3,9%) e dall'Arabia Saudita (3,0%) in seguito all'aumento dei prezzi dell'energia. La Turchia (-0,6%) è stata penalizzata dal continuo deprezzamento della TRY e dalla politica economica eterodossa. L'America Latina ha chiuso in calo a causa del Brasile (-9,1%), con dati macroeconomici e politici instabili.

Variazione dei rating regionali: Nessuna variazione, ma stiamo diventando più positivi sulla Cina.

Manteniamo il posizionamento neutro sulla Cina

  • Siamo più ottimisti nei confronti della Cina per i seguenti motivi: (1) il rallentamento si avvicina al termine ed (2) esiste il potenziale di miglioramento dei rapporti commerciali con gli Stati Uniti (summit entro fine anno) nonché (3) di una cooperazione sul clima.
  • Stabilizzazione del settore tecnologico cinese, che resta comunque molto volatile. Alibaba continua a registrare un trend ribassista. Naspers e Meituan fanno un po' di meglio.
  • Contrazione mirata nel settore immobiliare evitando rischi sistemici; leggera speculazione in quanto la Cina sta allentando i controlli sui prestiti bancari. Il mercato ha anche accolto con favore le notizie che, per il momento, Evergrande ha di nuovo scongiurato il default.
  • Il motore delle esportazioni cinesi sta registrando un buon andamento: avanzo commerciale record
  • La maggior parte degli investitori ha ancora una posizione sottopesata nei confronti della Cina = un'inversione di tendenza potrebbe portare ad afflussi significativi
  • Valutazioni più interessanti
  • Mantenere la preferenza di esposizione attraverso il mercato onshore/A ed evitare offshore/ADR sul rischio di delisting

Variazione dei rating settoriali:

Materiali declassati a posizionamento neutro (0): mossa tattica.  Come la crescita strutturale della domanda di rame e litio (tematica dell'elettrificazione). Il settore tende a registrare performance mediocri in assenza di stimoli significativi in Cina.

Manteniamo il nostro giudizio neutro sul settore sanitario. Il settore potrebbe essere soggetto al rischio normativo in Cina, tuttavia continuiamo a intravedere trend di crescita in altri suoi segmenti. La visione positiva a lungo termine sul settore è rimasta invariata, ma selettiva in considerazione del rischio normativo a breve termine in Cina. Già fortemente scontata, quindi ora emergono alcune opportunità.

Manteniamo la sovraponderazione su semiconduttori e macchinari, sulla base del forte slancio positivo di offerta/domanda; non sono escluse, tuttavia, alcune prese di profitto a breve termine dopo la netta performance. Meno positivi a breve termine sui semiconduttori di memoria (Corea) rispetto  semiconduttori di elaborazione (Taiwan).

Dall'inizio dell'anno, i rendimenti dei mercati emergenti hanno sottoperformato rispetto a quelli dei mercati sviluppati, per effetto, fra l'altro, dei timori per il rallentamento della crescita in Cina, delle attese di una stretta delle condizioni di liquidità e di un dollaro generalmente più forte. Gran parte dell'incertezza si riflette nell'elevato premio di rischio azionario per le azioni cinesi e delle aree delle regioni EM legate alla crescita cinese. Pur restando più positivi sulla ripresa della regione sul lungo termine, manteniamo un atteggiamento prudente in Cina, spostando la nostra esposizione verso società allineate con, ed essenziali per, il tema della prosperità comune in Cina. Al di fuori della Cina, abbiamo incrementato l'esposizione alle regioni che promettono prospettive di ripresa più chiare nel breve-medio termine, inclusi alcuni titoli legati alla crescita strutturale nell'Europa emergente, nei paesi della regione ASEAN, in India e in Messico. Nel complesso, il portafoglio sta mantenendo un approccio equilibrato tra titoli di qualità e legati alla crescita sostenibile, beneficiari di tendenze strutturali a lungo termine nei mercati emergenti e resilienti rispetto alle aspettative di volatilità a breve termine.

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