Il settore dei trasporti è responsabile del 25% di tutte le emissioni dirette di CO2 nel nostro pianeta, con le automobili, gli autobus e i motocicli che producono i tre quarti di tali emissioni. Il resto dell'inquinamento viene generato dall'aviazione e dal trasporto merci, due settori che, di recente, hanno registrato una fortissima crescita.  Sebbene sia il mezzo più efficiente, il trasporto ferroviario rappresenta solo il 2% dell'energia utilizzata nel settore dei  trasporti.

Ciò significa che, per rispettare l'Accordo di Parigi e contenere il riscaldamento globale entro il 2100, i governi, il settore industriale e gli investitori dovranno concentrare  il massimo sforzo  nell’ individuare soluzioni energetiche alternative, in particolare nel trasporto su strada e  in quello aereo . Abbiamo pertanto deciso di riassumere le previsioni del settore relative al momento in cui  le soluzioni basate sull'idrogeno nei  trasporti potrebbero diventare un'alternativa valida.

Automobili

Le auto e i camion di diverse dimensioni sono responsabili della maggior parte dei gas serra emessi da tutti i mezzi di trasporto moderni. In tale ambito, l'Unione europea (UE) impone obiettivi intermedi molto ambiziosi, volti a incoraggiare i produttori a esplorare diverse soluzioni. L'idrogeno rientrerà in queste soluzioni, rispetto ai motori convenzionali o elettrici? I costi di investimento per lo sviluppo di nuovi veicoli con motori a combustione sono attualmente i più bassi, ma riteniamo che i motori a idrogeno consentiranno di ridurre notevolmente i costi se si prende in considerazione un orizzonte di 10 anni.

Attualmente, per motivi di costi, solo i motori a combustione e quelli elettrici partecipano a questa gara nel campo dei veicoli leggeri, escludendo le celle a combustione a idrogeno. Secondo i diversi scenari di riduzione dei costi, l'idrogeno potrebbe diventare un'alternativa ai motori a combustione ed elettrici dei veicoli leggeri attorno al 2030.

Per la cosiddetta modalità di trasporto "pesante", le dimensioni della batteria elettrica ne limitano la praticità. Ad esempio, per un autocarro elettrico da 40 tonnellate con un'autonomia di 500 km è necessaria una batteria da otto tonnellate, soluzione poco pratica per il trasporto di merci su lunghe distanze. In tal caso l'idrogeno potrebbe rappresentare una soluzione, poiché fornisce un'energia per kg tre volte superiore a quella del diesel, pur con serbatoi più pesanti.

I veicoli pesanti, pertanto, offrono un maggiore potenziale di utilizzo dell'idrogeno, considerando il peso delle batterie richieste per il trasporto a lunghe distanze. I progetti per i semirimorchi alimentati a idrogeno sono quindi già in fase avanzata. Nikola Motor Company produce camion e sta lavorando al rifornimento dell'infrastruttura. Il camion Nikola One, con lancio previsto nel 2020, sarà in grado di percorrere 1.900 km con un serbatoio di idrogeno. Diversi studi dimostrano che, per i veicoli pesanti, l'idrogeno potrebbe diventare un'alternativa valida ai motori a combustione ed elettrici nel corso dei prossimi dieci anni.

Aviazione

Sebbene le emissioni di CO2 degli aerei rappresentino soltanto il 2,5% delle emissioni globali, secondo gli esperti queste stime devono essere almeno raddoppiate, poiché anche il vapore rilasciato in alta quota è un pesante gas serra.

I combustibili liquidi a base di idrogeno potrebbero offrire un'alternativa al carburante per aerei tramite turbine a combustione piuttosto che a una cella a combustibile, poiché questa non è in grado di sollevare un aereo in aria. Lo stoccaggio richiederebbe cambiamenti nella progettazione e nell'infrastruttura degli aerei. Tenendo conto del costo elevato dell'idrogeno, ciò richiederebbe un prezzo del carbonio superiore a 115 dollari per tCO2 per essere competitivo (fonte Bernstein). Pertanto, l'idrogeno sembra ben lungi dall'essere in grado di sostituire il cherosene, e gli scenari più ottimistici prevedono che diventerà una valida alternativa non prima del 2045.

Navi

Le navi rappresentano circa il 5% della domanda di petrolio globale e contribuiscono con circa il 2,5% alle emissioni di CO2 globali, con il settore del trasporto marittimo che utilizza olio combustibile pesante. Maersk è la prima compagnia di navigazione ad annunciare l'obiettivo zero emissioni di carbonio entro il 2050. Tale obiettivo, tuttavia, richiederebbe navi a zero emissioni di carbonio entro il 2030. Il passaggio all'idrogeno è (e continuerà a essere) molto oneroso per il settore, non solo per i costi del carburante a idrogeno, ma anche per la nuova infrastruttura necessaria. Molti esperti prevedono che il punto di svolta in termini di competitività in questo settore potrebbe arrivare solo dopo il 2030.

Treni

Il trasporto su rotaia è tra i più efficienti dal punto di vista energetico, poiché rappresenta l'8% dei movimenti motorizzati di passeggeri e il 7% delle merci in tutto il mondo, ma solo il 2% del consumo energetico del settore e solo lo 0,3% delle emissioni di CO2. Sono comunque in fase di sperimentazione e sviluppo treni a idrogeno. Gli esperti prevedono che, per questo mezzo di trasporto, l'idrogeno potrà diventare un'alternativa valida dal punto di vista commerciale al diesel e all'elettricità poco prima del 2030.