Come è possibile verificare che un prodotto d'investimento descritto come "sostenibile" lo sia davvero?

E quando il contenuto è all'altezza della descrizione, come si può evitare la confusione generata tra gli investitori dalle innumerevoli denominazioni utilizzate per i prodotti sostenibili?

Dopo aver cercato di affrontare la difficile sfida che consiste nel definire cosa sia un'attività sostenibile (si veda il nostro articolo sulla Tassonomia europea), la Commissione europea si è occupata del tema, altrettanto impegnativo, dei requisiti per l'etichettatura dei prodotti di investimento sostenibili. Il risultato sortito in questo mese è il "Regolamento relativo all'informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari", o SFDR.

Come indica il nome, l'SFDR riguarda l'informativa, sia in termini di comunicazione che di trasparenza. A differenza dell'approccio adottato nel regolamento europeo sulla Tassonomia, l'SFDR non prescrive le caratteristiche che devono presentare i prodotti finanziari sostenibili. Il regolamento parte dal presupposto che, se alle società viene chiesto di comunicare determinati elementi, l'informativa stessa può contribuire allo sviluppo dei prodotti finanziari in una certa direzione. A nostro parere l'SFDR fornirà un incentivo per aumentare le credenziali legate alla sostenibilità.

Guarda il video di David Czupryna.

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