Il Rapporto ESG 2017 sugli Stati di Candriam risponde alla crescente domanda di un approccio d’investimento che tenga conto delle esternalità ambientali o sociali fino a poco tempo fa considerate ininfluenti. Tradizionalmente, l’analisi del credito sovrano non valuta il potenziale di sviluppo sostenibile di lungo periodo di un Paese, specie nei mercati emergenti dove è più difficile ottenere informazioni attendibili e verificarle.
Tuttavia, avvalendosi del suo consolidato processo Best in Universe ESG, Candriam offre agli investitori una valutazione olistica del potenziale di sviluppo sostenibile di ciascun Paese, nonché dei rischi non finanziari e delle opportunità che incidono sulla creazione di valore a lungo termine.
L'analisi poggia su uno schema ad albero analitico dinamico basato su capitale, che classifica i Paesi in funzione di quanto gestiscono in modo sostenibile il proprio Capitale Umano, Naturale, Sociale ed Economico. Le fonti indipendenti dei dati considerati nell’analisi assicurano indicatori misurabili e coerenti sui qualivengono basati i ranking e i rating.
Wim Van Hyfte, Global Head of Responsible Investment and Research ha commentato: “Tra gli investitori vi è un nuovo desiderio di capire non solo la gestione, le strutture e i processi d’investimento, ma anche la gestione fiduciaria del proprio capitale. Questa svolta è rafforzata dall’evoluzione delle politiche pubbliche sugli standard di governance riflessa in quadri di riferimento quali i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile globale e l’Accordo sui Cambiamenti Climatici di Parigi del 2015.”
Risultati del Rapporto
Il Rapporto ESG 2017 sugli Stati di Candriam ha analizzato e valutato 123 Paesi : 35 Economie avanzate e 88 Economie emergenti (secondo la definizione del Fondo Monetario Internazionale).
In base a questa analisi ESG, 74 Paesi sono stati classificati come investibili e 49 no . Tra i 74 Paesi investibili, 34 sono Economie avanzate e 40 Economie emergenti.
Il Rapporto 2017 ha prodotto alcuni risultati attesi e altri meno prevedibili. L’analisi evidenzia che ai primi posti c’è costantemente lo stesso gruppo di Paesi, a dimostrazione di un solido impegno nei processi che li hanno spinti ai vertici della graduatoria.
Primi 5 dei 74 Paesi Investibili
- Svezia
- Norvegia
- Svizzera
- Islanda
- Lussemburgo
Europa in cima
Nel rapporto di quest’anno, la Svezia si è non solo classificata prima, ma ha addirittura migliorato il punteggio dello scorso anno, così come gli altri quattro Paesi al vertice. I punteggi indicano il massimo grado possibile di supporto e protezione del Capitale Sociale, del Capitale Umano e del Capitale Naturale, quali definiti dai 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Analogamente, la Norvegia ha punteggi elevati in tutti e quattro gli ambiti di Capitale. Il suo punteggio risente solo leggermente della sua significativa dipendenza economica dal suo vasto settore petrolifero. Ciò è però compensato in parte dal forte impegno nei confronti dell’investimento ESG del suo potente fondo sovrano statale. La Svizzera, al terzo posto, ha un’ottima performance in tutti gli ambiti, con solo un lieve calo sul fronte della trasparenza e della responsabilità finanziaria.
Paesi emergenti: miglioramento dei punteggi economici
Quest’anno si è registrato un miglioramento dei punteggi economici per molti Paesi emergenti: India, Polonia, Messico, Indonesia, Costa d’Avorio; anche se i punteggi di India e Polonia sono diminuiti in altri ambiti. La crescente influenza economica dei mercati emergenti è evidente. Se si considerano le maggiori di queste economie, si osserva un riorientamento delle politiche pubbliche in Cina e India a favore di una crescita più verde, mentre in Russia e Brasile sembra prevalere lo status quo. Sia la Cina che l’India stanno introducendo consistenti programmi di sviluppo di energie rinnovabili, in conformità con gli impegni ambiziosi assunti a seguito della COP21.
Resto del mondo: miglioramento in Africa
Ci aspettiamo anche un miglioramento dei punteggi di diversi Paesi africani, poiché un numero crescente di essi inizia a beneficiare della globalizzazione. In Costa d’Avorio, il miglioramento della governance pubblica dovrebbe portare a un maggiore punteggio di sostenibilità. In Medio Oriente e in Nord Africa, il Marocco e la Tunisia dovrebbero migliorare gradualmente, se riusciranno a proteggersi dall’instabilità e dall’insicurezza politica. Quanto alla Turchia, invece, se il suo governo continuerà ad allontanarsi dalla democrazia, il suo punteggio ne risentirà. Tale fattore ha penalizzato anche la performance ESG complessiva di molti Paesi asiatici che otterrebbero di solito buoni punteggi negli ambiti del Capitale Umano e del Capitale Economico.
Il rapporto completo può essere consultato qui