Aumento dell'esposizione all'Eurozona e ai mercati emergenti  

A inizio giugno, Candriam risultava sovrappesato in azioni USA. Da allora, i mercati azionari globali hanno registrato una decisa divergenza di risultati tra azionario USA e resto del mondo, culminata nei massimi storici raggiunti dalle azioni americane. L'ascesa dei titoli di oltreoceano è supportata dalla solidità del dollaro. I motori alla base della solidità dell'USD al momento ci sembrano ben integrati: tale situazione ci ha indotti a parziali prese di profitto sulla nostra posizione sovrappesata in azioni USA, utilizzando il ricavato per aumentare tatticamente la nostra esposizione alle azioni dei mercati emergenti e dell'Eurozona.

Un momento propizio perqualche presa di profitto anche rispetto al nostro sovrappeso in azioni USA. La crescita del PIL statunitense per questo e per il prossimo anno dovrebbe attestarsi intorno al 3%, nettamente al di sopra del suo tasso potenziale. Ciò ha determinato un surriscaldamento del mercato del lavoro, in cui si stanno gradualmente manifestando tensioni sul fronte salariale. Oltretutto, le misure di stimolo fiscale introdotte quest'anno dovrebbero continuare anche per buona parte del 2019. Di conseguenza, gli utili societari sono in forte crescita e spingono il mercato azionario USA verso livelli di massimo storico.

Gli elementi alla base della solidità del dollaro sono già scontati. Considerata la robustezza dell'economia USA, Jay Powell persegue le “bella normalizzazione” avviata da Janet Yellen, che lo ha preceduto alla Federal Reserve, a fine 2015. Inoltre, i rischi per l'economia globale al di fuori degli USA, che si manifestano con crisi specifiche in alcuni mercati emergenti (Turchia, Venezuela, Argentina…) e con situazioni di incertezza in Europa (bilancio pubblico italiano, Brexit…) hanno ulteriormente rafforzato il valore del biglietto verde. Un terzo fattore alla base del rafforzamento del dollaro negli ultimi trimestri è stata la retorica aggressiva in relazione agli scambi commerciali, che ha determinato un ribasso del 10% dello Yuan cinese. A nostro avviso, la debolezza dello Yuan ha ampiamente controbilanciato l'impatto dei primi dazi e risulta in linea con gli obiettivi della politica monetaria cinese, per cui, contrariamente al 2015, non costituisce un segnale di allarme.

La debolezza scontata nei mercati emergenti sembra eccessiva. Il protezionismo commerciale costituisce un rischio maggiore per i mercati al di fuori degli USA, le cui economie sono più basate sulle esportazioni. Un ridimensionamento del conflitto commerciale potrebbe far recuperare a Eurozona e mercati emergenti parte del terreno perduto negli ultimi mesi. Ai livelli correnti, il rischio di una guerra commerciale ci sembra sia stato sufficientemente scontato. Inoltre, in tutto il mondo gli investitori mantengono posizioni corte sui mercati emergenti, ultimamente i deflussi si sono stabilizzati e i mercati emergenti stanno traendo grande beneficio dalla stabilizzazione del dollaro.

Nel 2018 prima ripresa di slancio dell'economia dell'Eurozona. Dopo le sorprese al rialzo della crescita nel 2017, le aspettative del mercato nella prima metà del 2018 si sono decisamente ridimensionate. Candriam si aspetta una ripresa dei dati economici regionali nella seconda parte dell'anno, che saranno di supporto all'euro. Alcuni recenti indicatori, come il PMI composito e l'indice di fiducia delle imprese tedesche (IFO) pubblicati in agosto indicano che, al di là dei timori per la guerra commerciale e delle incertezze politiche, la solidità dell'attività economica resta intatta.