Alt1_it.PNG​Aspettando il Natale, è in arrivo la variante Omicron. Alla fine di novembre, l'incertezza riguardo all'impatto che avrà la nuova mutazione del COVID-19 sulle nostre vite ha turbato i mercati, inducendo gli investitori a riproporre le soluzioni del 2020. I listini sono instabili e nervosi, una reazione comprensibile dato il numero di incognite che gravano sugli importanti dati relativi a contagi, tassi di inflazione o proiezioni sulla crescita.

I mercati azionari hanno perso notevole terreno a fine novembre, chiudendo il mese con flessioni intorno al 5%. Tra i fanalini di coda troviamo le azioni spagnole, che hanno registrato un calo di poco superiore al -8%. Anche le azioni di Hong Kong e Corea hanno accumulato ritardi, con rendimenti prossimi rispettivamente al -5% e al -7,5%. Gli indici con una prevalenza del settore IT, ad esempio il Nasdaq e il listino azionario taiwanese, hanno sovraperformato, concludendo il mese in lieve territorio positivo. Come era lecito attendersi, la tecnologia e i consumi hanno sovraperformato i settori ciclici, sulla scia di una solida stagione degli utili e robusti dati sulla spesa al consumo, ma anche perché sono stati relativamente risparmiati dall'impatto della nuova variante.

Nel mese i rendimenti sovrani nella parte anteriore della curva si sono rivelati nel complesso volatili. Mentre i tassi statunitensi a breve termine sono leggermente saliti in linea con i toni più aggressivi della Fed, quelli in euro hanno messo a segno un rally poiché, sulla base delle affermazioni di Christine Lagarde, non si intravede alcun innalzamento nel 2022 per contrastare la crescente inflazione in Europa.

I future correlati al settore energetico hanno subito il contraccolpo più duro nel periodo, con ribassi compresi tra il -15% e il -30%.

HFRX Global Hedge Fund EUR ha reso il -1,37% nel corso del mese. 

Azionari long/short (L/S)

Nel mese le strategie azionarie long/short sono risultate in media negative. Tuttavia, al loro interno si osserva una dispersione relativamente importante, in quanto molti stock picker hanno sfruttato la stagione degli utili per conseguire profitti sia sui portafogli long che su quelli short. Le strategie con una ridotta direzionalità del mercato e quelle incentrate sulla qualità hanno tendenzialmente sovraperformato le strategie con un'ampia esposizione ai titoli più ricercati, alle società con modelli di business tecnologici non redditizi e ai settori ciclici esposti alla riapertura dell'economia. Dall'inizio dell'anno i fondi azionari long/short hanno esibito rendimenti positivi nella fascia media o alta dei valori a una cifra. Su base relativa, le strategie con un focus sull'Asia hanno sovraperformato le omologhe che privilegiano gli Stati Uniti e l'Europa, con ottimi indici di cattura del mercato rialzista rispetto ai rispettivi benchmark azionari regionali. A nostro parere, i fondi azionari long/short restano sempre ben posizionati per beneficiare dei loro portafogli, sia long sia short, che offrono un interessante rapporto rischio/rendimento. Trarranno vantaggio dall'aumento della dispersione intrasettoriale, cercando al contempo di cogliere con i propri portafogli short la liquidità in eccesso che confluisce sui mercati e, in particolare, le evoluzioni di cui sono oggetto i beneficiari del lavoro da casa.

Macro globali

Nel periodo i rendimenti per i gestori macro globali hanno esibito una forte dispersione, rivelandosi in media lievemente negativi. In questo contesto volatile, i gestori discrezionali hanno generalmente sovraperformato i gestori sistematici. I peggiori contributi alla performance sono giunti dalle posizioni long su azioni e materie prime nonché da quelle short sui tassi. Stiamo assistendo a un progressivo disallineamento delle politiche monetarie in alcune delle principali regioni economiche. Mentre la Cina sta cercando di allontanarsi dagli importanti stimoli monetari del passato, gli Stati Uniti e l'Europa stanno approvando massicci piani di investimento che probabilmente avranno un impatto significativo sui tassi di prestito e sulle valute di questi paesi. I gestori macro dovrebbero essere in grado di sfruttare questi movimenti del mercato. Continuiamo a favorire i gestori opportunistici discrezionali che, grazie alle loro capacità analitiche e alla loro esperienza, sono in grado di generare profitti sfruttando le opportunità che si presentano nel mondo. 

Strategie quantitative

L'inversione di mercato verificatasi nella seconda metà di novembre ha pesato sulle CTA, poiché i profitti sulle valute sono stati compensati dalle perdite su azioni, tassi e materie prime. I gestori quantitativi multi-strategia sono riusciti a limitare l'impatto negativo dei modelli di trend, grazie alla più intensa volatilità nei modelli di arbitraggio. Dall'inizio dell'anno, le strategie quantitative sono riuscite a beneficiare delle forti tendenze degli attivi e della volatilità del mercato, pubblicando dati di performance discreti. 

Arbitraggio su reddito fisso

La retorica sul tapering, unitamente ai rinnovati timori sull'inflazione imputabili all'impennata dei prezzi dell'energia e all'inatteso cambio di tono da parte della Fed, ha comportato un repentino e doloroso risveglio dell'universo del reddito fisso. Analogamente ai movimenti vissuti dai gestori nel maggio 2021, la forte ascesa dei tassi d'interesse ha innescato un appiattimento della curva dei rendimenti statunitensi. Sebbene il movimento direzionale verso tassi più alti nella parte più corta della curva (fino a 7 anni) sia stato abbastanza netto, l'estremità lunga si è comportata in maniera meno dinamica. Se questo movimento è al centro di una delle mosse più ottimistiche della strategia a causa dell'irripidimento delle negoziazioni da parte del consenso, vale la pena sottolineare che i nostri gestori si sono dimostrati piuttosto resilienti. 

Mercati emergenti

A novembre i mercati emergenti hanno seguito la tendenza ribassista generale. Nel mese le strategie ME, che solitamente presentano un maggiore orientamento long direzionale netto, hanno in media conseguito rendimenti negativi. Gli investimenti in tassi e valute quest'anno non sono stati un buon fattore di performance per i gestori fondamentali. Gli elevati prezzi delle materie prime hanno sortito effetti positivi, aiutando i paesi dei ME ricchi di risorse naturali a risanare i loro bilanci. Siamo prudenti verso la regione. I tassi di infezione da COVID-19 rimangono una fonte di instabilità per il commercio globale, ma anche le dichiarazioni politiche dei paesi sviluppati stanno diventando più nazionalistiche e ripiegate su se stesse, il che potrebbe mettere a rischio gli investimenti diretti nella regione, necessari per la loro espansione economica. Considerata la fragilità dei fondamentali, preferiamo i gestori fondamentali che adottano approcci d'investimento selettivi.

Arbitraggio del rischio - Event driven

Nel complesso, le strategie event driven sono rimaste ai margini del movimento di avversione al rischio, terminando il mese stabili. Le strategie con una maggiore allocazione alle special situation hanno sottoperformato quelle merger arbitrage pure, a causa della loro componente azionaria direzionale. In seguito alle nomine dell'amministrazione Biden alla Commissione federale per il commercio (FTC) e al Dipartimento di giustizia (DoJ), è aumentata l'incertezza riguardo alla chiusura delle operazioni. Ciò porterà probabilmente a un volume inferiore di operazioni concluse e a una duration più lunga, ma contribuirà anche a mantenere gli spread più ampi ed evitare che la strategia diventi troppo affollata. Esiste un elemento di ciclicità strutturale per questo settore; tuttavia, l'impatto del COVID-19 e i settori in fase di trasformazione strutturale continueranno a generare eventi societari che offrono ai gestori l'opportunità di investire capitale. Con gli investitori che cercano al momento diversificazione, gli arbitraggi su fusioni si prefigurano come uno strumento interessante, caratterizzato da una duration strutturalmente breve, in cui gli spread delle operazioni sono positivamente correlati agli aumenti dei tassi d'interesse.

Distressed

Per il momento, il contesto è relativamente calmo per le strategie relative ai titoli distressed. La volatilità osservata nei rendimenti sovrani non ha ancora avuto ripercussioni sugli spread societari, salvo situazioni specifiche. Da inizio anno, le performance della strategia sono positive. Sono state principalmente trainate da opportunità di investimento "stressed" occorse dopo la crisi del COVID-19 nel 2020, da prezzi energetici elevati che hanno contribuito a risanare i bilanci di un settore spesso colpito dalla volatilità dei prezzi delle materie prime e anche dal continuo sostegno alla liquidità da parte delle banche centrali. Le opportunità per la strategia restano modeste o limitate a settori specifici. Restiamo tuttavia attenti perché, con l'avvio del tapering da parte delle banche centrali e la risalita dei tassi, questa strategia potrebbe diventare più interessante. Privilegiamo le strategie esperte e diversificate per evitare di dover affrontare oscillazioni di volatilità estreme.

Credito long/short e high yield

Dopo il crollo del mercato alla fine del primo trimestre del 2020, gli hedge fund hanno opportunisticamente investito nel credito IG e HY a spread estremamente ampi. I gestori in grado di passare all'offensiva hanno effettuato acquisti aggressivi sul mercato o operazioni in blocco fuori mercato, mentre altri gestori, incapaci di rispettare le chiamate di margini, hanno dovuto ridurre rapidamente il rischio. Da allora, gli spread sono completamente tornati ai livelli pre-COVID. I gestori multi-strategia hanno notevolmente ridotto l'esposizione al credito e all'high yield, in quanto le valutazioni attuali presentano guadagni attesi limitati e un'asimmetria rischio-rendimento negativa.