10 OTT

2019

Green Metals , SRI , Argomenti

Premio Nobel 2019 Litio, il nuovo oro bianco

Il premio Nobel per la Chimica 2019 è stato assegnato a un trio di ricercatori per lo sviluppo delle batterie al litio. L’americano John Goodenough, l’inglese Stanley Whittingham e il giapponese Akira Yoshino sono stati infatti scelti per il lavoro che ha portato allo sviluppo di batterie al litio.


Apprezzato per l’elevata conducibilità termica ed elettrica, il litio è impiegato soprattutto nelle batterie ricaricabili destinate ad esempio ad auto elettriche, telefoni o computer portatili. Nel 2016, questo settore ricopriva circa il 40% dell’uso del materiale, rispetto al 4% nel 2000. Nei prossimi anni si stima che la domanda possa crescere tra il 10% e il 15% ogni anno.

Tesla è già il maggior consumatore di litio al mondo e si prevede che diventerà anche il maggior produttore di batterie al litio. La nuova “Gigafactory”, infatti, è stata sviluppata per ottenere una produzione di 500.000 veicoli elettrici all’anno entro il 2020. Una volta raggiunto l’obiettivo, lo stabilimento sarà il più grande del mondo, con una capacità di produzione maggiore di quella di tutti gli altri messi insieme.

Alla luce della crescita nella domanda, gli investitori si sono chiesti se l’offerta di questo metallo abbia svolto un ruolo significativo nell’aumento sostanziale dei prezzi del litio rilevato nel 2017.

Il rischio che il litio possa scarseggiare è limitato. Secondo alcuni studi1 vi sarebbe addirittura la possibilità di un surplus di litio negli anni avvenire. Un aumento della domanda di litio porterebbe plausibilmente a un aumento dell’offerta. Sulla base dei tassi di utilizzo e delle attuali riserve, abbiamo più di 400 anni di riserve nel sottosuolo2. Queste verranno messe in produzione nei prossimi anni, soprattutto in Cina. Nonostante l’industria del litio sia stata a lungo trascurata (con bassi livelli di capitali investiti nello sviluppo di tecniche di sfruttamento efficienti), la situazione è ormai cambiata. Le innovazioni nelle tecniche di esplorazione hanno fatto abbassare significativamente i costi di gestione permettendo di trasformare una parte considerevole delle risorse in riserva.

Questa visione globale viene però in parte attenuata da altri studi che sottolineano invece quanto sia difficile fare in modo che la produzione mineraria di litio tenga il passo della costruzione di stabilimenti di trasformazione, anche se molti di questi studi non preannunciano una carenza di litio nel breve termine3.

 

 

1 Diversi studi di broker, tra cui Bernstein “Global Metals & Mining – Lithium: the big short” e Barclays.

2 Per risorse si intende la totalità dei volumi presenti nel sottosuolo. Per riserve si intendono i volumi che possono essere recuperati in una determinata combinazione di condizioni tecnologiche ed economiche.

3 Exane BNP Paribas, “Usain Cobalt”, 29 gennaio 2018