20 DIC

2018

Diliana Deltcheva , Rendito fisso , Outlook 2019 , Argomenti

Nel 2019 il debito dei mercati emergenti potrebbe evidenziare una ripresa?

 

Dopo due anni di performance stellari, il 2018 è stato un anno complesso per il debito dei mercati emergenti (EMD) con tutti i sottosegmenti che hanno registrato rendimenti negativi: EM Corporates (-2,9%), EM Hard Currencies Sovereigns (-6,5%), EM Loal Currencies (-8,3%) e EM Currencies (-9,6%).

Il lungo elenco dei fattori avversi (i differenziali dei tassi di interesse rispetto agli Stati Uniti, dollaro USA più forte, guerra commerciale, idisinvestimenti,… ) che ha caratterizzato il 2018 non può ripetersi nel 2019, pertanto per l’anno a venire siamo cautamente ottimisti sulle prospettive EMD

  • Nella prima metà dell'anno prevediamo una continuazione dell'espansione dell'economia statunitense che rallenterà nella seconda parte, poiché gli effetti dello stimolo fiscale svaniranno e i dazi doganali inizieranno a incidere negativamente sull'economia statunitense.
  • Con ogni probabilità la Fed continuerà ad attuare una politica restrittiva.
  • È probabile che il dollaro USA inverta la tendenza perdendo alcuni dei guadagni del 2018; parallelamente, la divergenza della crescita statunitense rispetto al resto del mondo perde vigore.
  • La crescita dell'area euro si stabilizzerà o quanto meno il differenziale rispetto alla crescita degli Stati Uniti potrebbe non deteriorarsi ulteriormente. I rischi legati a questa view sono per lo più di natura politica: risoluzione della Brexit entro marzo, programma fiscale italiano a medio termine, transizione alla presidenza della BCE nel 1T, elezioni parlamentari europee a maggio.
  • La crescita cinese continuerà a rallentare, attestandosi poco sopra il 6% a fine 2019, contro il 6,5% circa del 2018. Se gli Stati Uniti imporranno tariffe doganali del 25% su tutte le importazioni provenienti dalla Cina (504 miliardi di USD nel 2017), la crescita del Paese del Dragone subirà una flessione dell’1% circa. Per il momento, tuttavia, vige la tregua di Buenos Aires. Inoltre, il governo cinese non esiterà, se necessario, a introdurre ulteriori misure di stimolo fiscale.
  • I prezzi delle materie prime, compreso il petrolio, si stabilizzano attorno ai livelli attuali e per il 2019 faranno registrare una ripresa dello 0-10%, grazie al supporto dello stimolo fiscale cinese e al ripristino dei vincoli di approvvigionamento.
  • In assenza di un obiettivo a lungo termine o di una strategia di uscita è arduo prevedere la dinamica delle tensioni commerciali guidate dall'amministrazione statunitense che, dopo la forte escalation del 2018, potrebbero tuttavia perdere vigore.
  • In tale contesto di incertezza, i fondamentali dei mercati emergenti restano sostanzialmente stabili. La crescita dei mercati emergenti si stabilizza attorno ai livelli del 2018 con una maggiore dispersione tra Paesi CEE e Asia che genera rallentamenti e l'America latina che recupera terreno ai margini. L'inflazione dei mercati emergenti resta modesta sulla scia delle lacune della crescita e della produzione. Nel breve termine, gli indicatoridi sostenibilità del debito dei mercati emergenti non rivelano problemi di solvibilità. A seguito della crisi finanziaria globale vi è stato un deterioramento dei livelli di indebitamento dei mercati emergenti, tuttavia il debito pubblico medio dei paesi emergenti del 51% del PIL resta ancora sostanzialmente inferiore rispetto al 100% del PIL della controparte dei mercati sviluppati. Il debito privato totale dei ME è elevato, intorno al 113% del PIL, ma se si esclude la Cina il dato scende a un più gestibile 76% del PIL. L'alto livello di indebitamento del settore privato in Cina è più che altro una questione a medio termine che non si risolverà nel 2019.

Vi sono numerosi rischi in vista. Quelli principali sono legati alla crescita di Stati Uniti e Cina, ai tassi statunitensi e alle prospettive nel quadro della tensione commerciale che continueremo a monitorare attentamente.

Nel 2018 l'accumularsi di fattori avversi nei EMD ha spinto i premi al rischio delle valute forti e delle valute locali a livelli interessanti. Riteniamo che alla luce delle nostre prospettive moderatamente costruttive le valutazioni delle valute forti e delle valute locali offrano punti di ingresso decisamente migliori nelle valute forti e nelle valute locali EMD adesso piuttosto che a fine 2017, inoltre i fattori tecnici sono favorevoli. Su un orizzonte a un anno prevediamo un'espansione dei profitti nell’ordine del 4-6% tanto per le valute forti che per le valute locali EMD.