20 NOV

2019

Notizie ESG , Opinions , SRI

Il momento d’oro delle società green dei paesi emergenti

Applicati alle azioni emergenti, i criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) sono un importante fattore di sovraperformance.

Le società dei Paesi emergenti che offrono soluzioni alle sfide ambientali, sociali e di governance che i loro Paesi devono affrontare rappresentano opportunità di investimento interessanti, come già dimostra la loro performance relativa negli ultimi dieci anni.

In termini di sostenibilità, i mercati emergenti presentano una serie di caratteristiche specifiche. Sono all'avanguardia per quanto concerne i rischi climatici e in alcuni di essi il mix energetico è destinato a cambiare significativamente nei prossimi vent'anni. Per esempio, la Cina, che dipende principalmente dal carbone, è il Paese che entro il 2040 dovrebbe aumentare maggiormente l'uso di energie rinnovabili.

La governance è un'altra delle principali sfide che i Paesi emergenti devono affrontare. In effetti, i loro standard in questo ambito tendono a differire molto da quelli dei mercati sviluppati, e anche tra di essi si riscontrano grandi differenze. In media, il rating di governance per gli emittenti emergenti è pari a 4,95, mentre quello degli emittenti dei Paesi sviluppati è di 5,88.

In un recente studio condotto dai nostri team di ricerca, abbiamo cercato di valutare l'impatto della selezione ESG sulla performance di un portafoglio di azioni dei mercati emergenti. Confrontando i risultati degli emittenti emergenti che presentano i rating più elevati in termini di criteri ESG con quelli dell'indice MSCI Emerging Markets, è emerso che i primi sono stati in media superiori del 2,4% negli ultimi dieci anni. Inoltre, la volatilità del portafoglio ESG è rimasta simile a quella del portafoglio tradizionale.

Il divario di performance va a favore di leader sostenibili, indipendentemente dalla regione scelta (Asia, America Latina o Medio Oriente e Africa) e per tutte le dimensioni di capitalizzazione. Tuttavia, è più pronunciato per le piccole e medie imprese che per le grandi imprese. L'analisi mostra inoltre che tutti i settori, tranne due, beneficiano della selezione degli emittenti in base ai criteri ESG. A questo proposito, il settore energetico è interessante: se in media i 37 titoli ESG hanno registrato una performance del 3,7%, ovvero un risultato inferiore a quello dell'indice MSCI Emerging Equity (4,2%), la dispersione secondo il rating ESG è significativa in quanto i migliori hanno registrato una performance media del 7,3% rispetto all'1,1% dei peggiori!

Alcuni dei filtri utilizzati per selezionare le società più sostenibili hanno un impatto particolarmente significativo. È il caso, ad esempio, dell'eliminazione delle società attive in settori controversi (ad esempio, armi, giochi d'azzardo, alcool e tabacco) o che sono oggetto di grandi controversie. Escludendo queste società dal proprio universo emergente, l'investitore può migliorare la sua performance media di circa lo 0,4%. Se poi durante la selezione utilizza filtri normativi (rischio di corruzione, rispetto del diritto del lavoro o dei diritti umani, rischio ambientale), tale eccesso di performance si aggira intorno allo 0,2%.

Lo studio ha inoltre rilevato che il declassamento del rating ESG di una società può essere un utile indicatore anticipatore per prevedere la sua performance relativa su un orizzonte temporale da 6 mesi a 3 anni. In generale, un rating ESG rivisto al ribasso si traduce rapidamente in una significativa sottoperformance.

Queste analisi dimostrano che l'integrazione dei criteri ESG nella selezione di un portafoglio di azioni emergenti può generare valore aggiunto a lungo termine con un rischio simile. Tuttavia, oltre alla selezione delle società secondo i criteri ESG, è importante anche la selezione dei Paesi in cui tali società sono domiciliate, in cui si trova la maggior parte della loro produzione e a cui sono destinati i loro prodotti e servizi. Il nostro approccio consiste nel valutare ogni Paese in termini di utilizzo dei quattro tipi di capitale che gli consentono di realizzare una crescita economica sostenibile. La sua gestione del capitale umano, del capitale naturale (riserve di risorse naturali rinnovabili e non rinnovabili e gestione ambientale), del capitale sociale e della sostenibilità della sua attività economica (in che misura l'attuale livello di attività economica è sostenibile) ha un impatto diretto sulla sostenibilità delle imprese stesse.

David CZUPRYNA - Head of ESG Client Portfolio Management