16 NOV

2017

Macro , Asset Class

Banca centrale europea... sulle orme della Federal Reserve ?

In un contesto economico europeo sempre più favorevole, con la crescita dell'area euro prossima al 2,5% su base annua, la Banca centrale europea (BCE) ha annunciato una riduzione dell'importo degli acquisti di asset mensili: dal prossimo gennaio, e almeno per 9 mesi, acquisterà 30 miliardi di EUR al mese, rispetto ai 60 miliardi di EUR di oggi. Naturalmente, la BCE ha mantenuto invariato il tasso di riferimento.

Contrariamente a quanto accaduto nel 2013 negli Stati Uniti, l'annuncio della BCE è stato ben accolto dagli operatori del mercato.

A maggio 2013, l'annuncio di Ben Bernanke, l’allora presidente della Federal Reserve, di una riduzione del ritmo di acquisti di asset da parte della Fed aveva infatti portato a un aumento significativo e repentino dei tassi di interesse a lungo termine. Sorpresa dalla reazione dei mercati, la Fed ha infine avviato la riduzione dei propri acquisti solo a gennaio 2014... per mettervi fine dieci mesi dopo. Lascerà poi passare quattordici mesi prima di innalzare per la prima volta il tasso di riferimento (a dicembre 2015)... e attenderà dodici mesi prima di procedere a un secondo rialzo (grafico 1).

La BCE ha tratto un insegnamento da tale dinamica. In primo luogo ha avuto cura di precisare che non metterà fine repentinamente al programma a settembre 2018, affermando infatti che i propri acquisti potrebbero andare al di là di tale data laddove le condizioni economiche o finanziarie lo richiedano. In particolare, ha ribadito che avrebbe probabilmente innalzato i tassi solo "ben dopo" la fine della politica di quantitative easing. Ha altresì annunciato che continuerebbe a reinvestire nei titoli prossimi alla scadenza.

Nel complesso, le condizioni monetarie dell'area euro dovrebbero pertanto rimanere estremamente favorevoli, almeno fino alla primavera del 2019: così come negli Stati Uniti, il primo rialzo dei tassi avverrà infine solo due anni dopo dall'avvio del tapering…