12 FEB

2018

Macro , Argomenti

Australia e Canada: due mercati immobiliari... molto cari!

Tra i paesi che hanno registrato un forte rialzo dei prezzi dell’immobiliare residenziale, l’Australia e il Canada sono in testa: i prezzi sono saliti molto più rapidamente di quanto giustificato dall’evoluzione dei redditi disponibili delle famiglie (cfr. grafico 1). Il rincaro è stato particolarmente pronunciato nelle città di Toronto e Vancouver (cfr. grafico 2). Al di fuori di tali centri, la dinamica rialzista sembra un po’ meno inquietante.

Questa risalita dei prezzi immobiliari è indubbiamente legata al basso livello dei tassi d’interesse: dopo lo shock provocato dalla Grande Recessione del 2008, le banche centrali hanno dovuto condurre politiche monetarie di “emergenza” (cfr. grafico 3). Il rapido aumento dei prezzi, concentrato su qualche grande città, è ascrivibile anche all’arrivo di acquirenti stranieri – in particolare cinesi – che hanno investito massicciamente nelle grandi città australiane e canadesi per diversificare i propri averi. Inoltre, le misure prese in particolare in alcune regioni del Canada per contrastare l’espansione urbana hanno altresì contribuito a rafforzare il rialzo dei prezzi.

Per frenare tale trend rialzista le autorità hanno fatto ricorso a strumenti di politica macroprudenziale, mirando ad esempio a limitare i mutui “a rischio” (con il solo rimborso degli interessi), ad aumentare la percentuale minima dell’importo finanziato dall’acquirente, a frenare la crescita dei prestiti bancari agli investitori... In alcune regioni hanno persino introdotto imposte sugli acquirenti stranieri. 

Queste misure stanno cominciando a produrre i primi effetti: i prezzi hanno rallentato e talvolta sono addirittura diminuiti. L’atterraggio dovrebbe quindi essere morbido, senza tuttavia poter escludere un incidente di percorso nelle città in cui le valutazioni immobiliari sono a livelli estremi.

Grafico 1: Prezzi immobiliari in rapporto al reddito disponibile*

Grafico 2: Prezzi immobiliari medi e in alcune grandi città

Grafico 3: Tasso di interesse di riferimento (%)