06 FEB

2018

Allocazione di attivi , Team Asset Allocation , Argomenti

Improvviso calo tecnico, ma i fondamentali tengono

Dalla scorsa settimana i mercati azionari hanno bruciato gran parte dei guadagni del 2018. A gennaio la partenza a razzo delle borse era stata troppo rapida e gli indicatori del clima di mercato erano diventati troppo ottimistici. Tuttavia queste vendite generalizzate sono dovute più al sistema che ai fondamentali. Il timore degli investitori che un periodo estremamente propizio stia per chiudersi è ingiustificato, anzi secondo Candriam il contesto favorevole dei fondamentali finirà per prevalere.

Alla fine della settimana scorsa il timore della fine di un periodo estremamente propizio, e particolarmente di un’improvvisa fiammata dell’inflazione negli Stati Uniti, ha indotto gli investitori azionari a monetizzare i guadagni maturati nel 2018. Tuttavia il motivo reale del repentino calo della borsa statunitense è un’ondata di vendite tecniche e non la paura per l’inflazione, come dimostra il calo dei rendimenti obbligazionari durante le vendite generalizzate di azioni. Questa situazione è la conseguenza di vendite sistematiche e della ricopertura di ampie posizioni corte sull’indice Vix della volatilità.

Valutiamo il rischio d’inflazione e gli scenari

Un’espansione molto più accelerata del previsto appena poche settimane fa, la rinnovata debolezza del dollaro e gli aumenti dei prezzi delle materie prime sono solo alcune delle molte cause che fanno temere il ritorno dell’inflazione. Dopo quasi un decennio di sorprendente deflazione, l’opinione generale di un prosieguo di bassa inflazione vacilla. Candriam concorda con la Fed sulla probabilità di un aumento dell’inflazione statunitense quest’anno.

Come dimostra il tasso di disoccupazione, il ciclo statunitense è il più avanzato a livello mondiale e la riforma tributaria ha aggiunto ulteriori stimoli, causando un rapido cambiamento delle percezioni. Dalla fine di novembre i rendimenti dei titoli pubblici decennali statunitensi si sono impennati, spinti al rialzo dal previsto aumento dell’inflazione. Tuttavia negli USA i rendimenti reali, ancora estremamente modesti, sostengono con forza l’economia e i titoli azionari.

Nel 2018-19 Candriam ritiene possibili negli USA tre scenari:

  • Scenario principale (probabilità del 60%)

    Il settore obbligazionario statunitense finalmente si rende conto che non c’è alcuna recessione e si adatta rapidamente al percorso previsto di tre aumenti dei tassi dei Fed Funds quest’anno e di altri 3 nel 2019. In una certa misura, i rendimenti obbligazionari si muovono in sincronia con quelli i prezzi azionari. In futuro prevediamo un’ulteriore normalizzazione, ma senza esagerazioni, con il rendimento del titolo decennale statunitense che potrebbe raggiungere il 3% sulla base dell’intensità dell’espansione nel 2018.
  • Impennata degli investimenti e aumento della produttività (probabilità del 15%)

    La riforma fiscale induce le aziende a investire a più lungo termine (+10% sia nel 2018 sia nel 2019), con un forte aumento della produttività. In questo contesto l’inflazione permane modesta e la Fed mantiene invariato il suo piano. Le borse continuano a salire, sospinte dagli incrementi degli utili. I tassi a lungo termine aumentano sull’onda del maggiore tasso di crescita che induce l’economia a non rallentare.
  • “Paura dell’inflazione” e calo delle borse (probabilità del 25%)

    Il timore di una fiammata inflazionistica avvertito dai mercati, repentinamente convinti dell’incapacità della Fed di controllare la situazione, fa impennare i tassi d’interesse a lungo termine e spinge le borse al ribasso. Tale paura si basa sulle attese di inflazione, piuttosto che sugli attuali dati.

L’Eurozona non teme l’inflazione

Tuttavia lontano dagli Stati Uniti si percepiscono pochi segnali di tensioni inflazionistiche. In particolare la situazione è molto diversa nell’Eurozona, dove si prevede un avvicinamento molto graduale dell’inflazione all’obiettivo del 2% desiderato dalla BCE. I dati pubblicati a gennaio (discesa all’1,30% dell’indice annuale del prezzi al consumo e all’1% dell’indice core) confermano il lento andamento dell’inflazione. L’apprezzamento dell’euro negli ultimi 12 mesi allenta ulteriormente le tensioni.

Alla ricerca del momento favorevole per investire

Non c’è motivo per dubitare nello scenario fondamentale delineato fino ad ora. Candriam continua a prevedere un contesto molto propizio in tutto il 2018, grazie anche al perdurante sostegno dei fondamentali. Dopo il recente ribasso le azioni sono diventate ancora più convenienti. Attualmente le quotazioni delle borse statunitensi sono pari a 17 volte gli utili del 2018, mentre i forward P/E erano ancora superiori a 20x appena una settimana fa. Infine il forte aumento degli utili dovrebbe fornire un ulteriore slancio alle performance del mercato azionario.

In questo contesto di solidità, sebbene potremmo assistere a una seconda ondata di vendite sistemiche, rimaniamo in attesa di una stabilizzazione delle dinamiche di mercato e del momento propizio per incrementare ulteriormente la nostra esposizione azionaria.