La scorsa settimana la stagione degli utili ha guadagnato momentum con quasi un terzo delle società S&P 500 e metà delle società Eurostoxx che hanno reso noti i propri risultati. I dati statunitensi hanno sorpreso positivamente fino ad ora con oltre il 70% delle aziende americane che hanno battuto le stime di vendita, superando in gran parte la media storica di circa il 50%. Pertanto, la crescita degli utili USA del 2T dovrebbe attestarsi adesso attorno al 7% a/a, mentre la crescita delle vendite dovrebbe raggiungere il 5% a/a. Tuttavia, continuiamo a monitorare attentamente le pubblicazioni degli utili poiché le perdite di utili sono sanzionate più severamente rispetto al passato e potrebbero condurre a revisioni delle stime.
A seguito della riunione del FOMC di mercoledì scorso la Fed ha lasciato invariata la propria politica. Malgrado le modifiche apportate al linguaggio dell'inflazione, la banca centrale continua ad auspicare una stabilizzazione dell'inflazione attorno al 2% nel medio periodo e a breve dovrebbe avviare la normalizzazione del bilancio. Come reazione immediata, tanto l'USD quanto i rendimenti USA hanno perso terreno.
Tuttavia, nel breve periodo, le valute resteranno il fattore chiave della performance relativa dei titoli azionari. Ravvisiamo la fine dell'attuale tendenza all'indebolimento del dollaro grazie a un miglior flusso di notizie economiche dagli USA, al prosieguo della divergenza da parte delle banche centrali e a un auspicabile allentamento delle tensioni politiche negli USA. Ciò ci induce a mantenere il sovrappeso sui titoli azionari dell'area euro con l'auspicio di un USD più forte.
Nelle prossime settimane, monitoreremo con attenzione la comunicazione delle banche centrali nonché l'evoluzione politica nel Regno Unito e negli Stati Uniti.
La nostra attuale strategia d’investimento sui fondi tradizionali:
Legenda
grigio : nessun cambiamento
blu : cambiamento
AZIONI E OBBLIGAZIONI
Manteniamo un leggero sovrappeso sulle azioni e siamo negativi nei confronti delle obbligazioni, pur mantenendo una duration short.
- Le dinamiche espansionistiche globali sono ben incamminate.
- I dati più recenti, compresa l'indagine della BCE sui prestiti bancari a luglio, confermano che il recupero dell'area euro è sulla buona strada e che nel 2017-18 sta contribuendo a una crescita superiore al tendenziale. Tale scenario ci ha spinto ad aumentare le previsioni sugli utili per i titoli azionari dell'area euro.
- Il flusso di notizie economiche comincia a divenire più premiante negli Stati Uniti, al contempo i mercati emergenti godono di una buona dinamica economica.
- In tale contesto, concentriamo il posizionamento regionale del portafoglio su area euro, Giappone e mercati emergenti.
- L'atteggiamento accomodante delle banche centrali svanisce gradualmente:
- A seguito della riunione del FOMC di mercoledì scorso, la Fed ha mantenuto i tassi invariati e relativamente presto dovrebbe avviare la normalizzazione del bilancio purché, come previsto, l'economia segua un'evoluzione ampia. La riduzione equilibrata del bilancio dovrebbe iniziare a settembre. Il simposio di Jackson Hole di agosto dovrebbe fornire maggiore chiarezza.
- Dopo l'ultima riunione, la BCE ha lasciato invariata la propria politica monetaria accomodante e per l'autunno è previsto l'avvio del dialogo sulla riduzione del quantitative easing. Tuttavia, la BCE terrà conto del recente aumento del tasso di cambio dell'EUR.
- Le azioni godono di una valutazione relativa attraente rispetto al credito.
- I principali rischi per i mercati azionari rimangono di ordine politico e sono passati dall'Europa agli Stati Uniti:
- che le elezioni italiane saranno tenute nel 2017 è improbabile. Il rischio italiano a medio termine all'orizzonte appare gestibile ed è già stato scontato dai mercati.
- Nel Regno Unito, i negoziati sulla "Brexit" procedono a passo d'uomo.
- I timori legati al protezionismo sono diminuiti, sebbene non svaniti del tutto. Le tensioni geopolitiche in Siria, in Corea del Nord e potenzialmente in Iran possono generare incertezze.
- Negli Stati Uniti, dopo il fallimento della riforma sanitaria, il bilancio 2018 e la riforma fiscale saranno fondamentali per la credibilità della presidenza di Donald Trump. Lo slittamento della tempistica dello stimolo fiscale appare tuttavia come una nuova fonte di incertezza.
STRATEGIA PER I TITOLI AZIONARI REGIONALI
- Rimaniamo favorevoli rispetto ai titoli azionari dell'area euro. Un'espansione economica in corso più robusta e più ampia geograficamente, una banca centrale accomodante e un momentum sugli utili delle società robusto sostengono l'attrattiva degli asset rischiosi della regione. Siamo ancora favorevoli ai titoli italiani, soprattutto perché rimangono relativamente immuni all'apprezzamento dell'EUR. Manteniamo inoltre l'esposizione nei confronti delle banche. Il forte calo del premio per il rischio politico e i recenti salvataggi bancari ripristinano la fiducia. Le azioni europee continuano a sperimentare afflussi come evidenziato dall'ultimo studio del gestore del fondo BofAML.
- Manteniamo un sottopeso sui titoli azionari Europe ex-EMU, in particolare sul Regno Unito. Le incertezze sulla situazione politica nel Regno Unito, i negoziati sulla "Brexit" e l'impatto sull'economia ci portano a evitare la regione.
- Manteniamo una posizione neutrale sui titoli azionari statunitensi. La grande debolezza USA potrebbe ora essere alle nostre spalle. È iniziata la correzione dalle sorprese sul versante economico da livelli negativi estremi. Tuttavia, continuiamo a ravvisare un rischio di esecuzione nello stimolo fiscale previsto e monitoreremo i prossimi aggiornamenti dei legislatori.
- Manteniamo un'esposizione sovrappesata sui titoli azionari giapponesi. Una crescita globale più forte e un mix di politica interna accomodante sono i principali propulsori della performance. Inoltre, la BoJ ha confermato la propria politica monetaria fortemente accomodante su un indebolimento dello JPY. Tuttavia, rimaniamo cauti con l'indice di gradimento di Abe in calo e un rimpasto di governo previsto a inizio di agosto.
- Manteniamo un sovrappeso sui titoli azionari dei mercati emergenti. Beneficiano di valutazioni attraenti in un contesto di crescita globale robusto. Le modifiche al bilancio della Fed potrebbero generare maggiori incertezze sui mercati emergenti, tuttavia il ciclo globale e le politiche monetarie nazionali accomodanti dovrebbero sostenerle.
STRATEGIA PER LE OBBLIGAZIONI
- Manteniamo il sottopeso sulle obbligazioni e una duration short.. I rendimenti sovrani dell'UE e degli USA sono aumentati e dovrebbero mantenere la tendenza rialzista guidati da una stretta della Fed e dalle potenziali pressioni inflazionistiche imminenti. Prevediamo un aumento dei salari e uno stimolo potenziale che spingano l'inflazione al rialzo, sebbene dovrà passare più tempo del previsto affinché ciò avvenga.
- Continuiamo a diversificare evitando titoli di Stato a rendimento minimo:
- Abbiamo una visione neutrale sul credito con una contrazione degli spread significativa e un potenziale aumento dei rendimenti obbligazionari che potrebbero erodere la performance.
- Abbiamo una diversificazione nelle obbligazioni indicizzate all'inflazione.
- Manteniamo il sovrappeso sul debito dei mercati emergenti con l'allentamento monetario in atto che costituisce un sostegno importante.
- Siamo prossimi a un'esposizione neutra dell'high yield: abbiamo rivisto al ribasso gli obiettivi dello spread, l'effetto della duration è meno negativo e il carry permane interessante.
- Sul versante valutario, manteniamo un orientamento positivo sull'esposizione alla NOK, in quanto l'attuale livello dei prezzi del petrolio resta accomodante. Alla luce dei negoziati in corso sulla "Brexit" manteniamo un atteggiamento prudente sulla GBP .





