LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI
- Ottimismo sul commercio in calo. Il miglior risultato a breve termine: nessun incremento aggiuntivo dei dazi.
- Il dati di maggio dei PMI flash negli Stati Uniti e nell’area euro non hanno risposto alle attese, un segno del fatto che la disputa commerciale erode la fiducia delle imprese. Risultato: rendimenti dei decennali statunitensi e tedeschi in discesa rispettivamente del 2,30% e del -0,12%.
- Regno Unito: Theresa May ha annunciato le dimissioni alla guida del partito Conservatore e come Primo ministro a decorrere dal 7 giugno. Ai nastri di partenza i nomi dei partecipanti della corsa alla leadership che ne prenderanno il testimone.
- L'ultimo verbale del FOMC ha posto in evidenza l'assenza di una ragione valida per una modifica dei tassi di interesse.
- Cittadini belgi alle urne per le elezioni regionali e federali di domenica. I risultati decretano l’enorme vantaggio per l'estrema destra nelle Fiandre e per i Verdi a Bruxelles e in Vallonia.
DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA
- Il commercio continuerà probabilmente a dettare l’agenda dei mercati. Il presidente Trump è in viaggio per incontrare il primo ministro giapponese Abe e i ministri del commercio dell’UE che si riuniranno per trattare la minaccia dei dazi automatici.
- Populisti e forze nazionaliste in ascesa in un Parlamento europeo (PE) sempre più frammentato, ma non avranno i numeri per guidare l’UE in una direzione diversa.
- I leader dell’UE si riuniranno per avviare le trattative sulla nomina dei candidati agli incarichi vacanti, entro fine anno, ai vertici dell’UE, ovverosia i prossimi presidenti della Commissione, del Consiglio dell’UE, del PE e della BCE.
- In Cina i PMI ufficiali saranno l’indicatore chiave per valutare l’impatto dell’escalation del conflitto commerciale.
- Gli Stati Uniti renderanno nota la seconda stima del tasso di crescita del PIL del primo trimestre.
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CONVINZIONI DI INVESTIMENTO
- Scenario core
- Abbiamo una visione a lungo termine moderatamente costruttiva, ma siamo consapevoli delle insidie politiche, in particolare del riaccendersi del conflitto commerciale che potrebbe durare più a lungo del previsto.
- Il premio per il rischio politico è nuovamente in rialzo, ma l’economia globale è in crescita e lo scorso inverno sembra aver raggiunto l’apice.
- Siamo confortati dalle banche centrali, che hanno adottato toni più accomodanti, sfociati in un forte calo dei rendimenti obbligazionari.
- Nelle economie emergenti le misure adottate dalle autorità cinesi a sostegno dell’economia mostreranno progressivamente il loro impatto. Parallelamente, la guerra commerciale è appena ripresa con l’incremento dei dazi di inizio di giugno, pari a 60 miliardi di USD, sulle merci statunitensi da parte della Cina.
- Nell’area euro il ciclo economico permane meno dinamico: nel 2019 la crescita del PIL dovrebbe attestarsi in media sull’1,3%.
- Prospettive di mercato
- Nelle ultime settimane afflussi dei fondi azionari in territorio negativo; investitori prudenti alla luce delle recenti tensioni commerciali.
- Il settore Corporate permane una grande fonte di acquisto tramite i riacquisti.
- Le valutazioni azionarie europee e giapponesi sono inferiori alla media storica, parallelamente i mercati statunitensi ed emergenti sono tornati ai livelli medi a lungo termine.
- Con ogni probabilità la stabilizzazione o il miglioramento dei dati macroeconomici porterebbe a un rialzo dei rendimenti dei titoli globali, mentre l’attività commerciale febbrile e l’aggravarsi del conflitto commerciale metteranno a repentaglio la fiducia nella ripresa.
- Rischi
- Il conflitto commerciale tra Cina e Stati Uniti è in cima alla lista. Potrebbe incidere ulteriormente sulla crescita del prodotto e innescare ulteriori picchi di volatilità. Si prospetta come un problema annoso, al di là del commercio.
- I temi geopolitici (ad esempio l’Iran) rientrano ancora tra le questione attuali irrisolte. Gli esiti potrebbero ancora far pendere l’ago della bilancia da un atterraggio morbido previsto a un atterraggio duro.
- Incertezza politica in Europa (istituzioni europee, “Brexit”, margine di manovra limitato).
RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION
Se nel complesso manteniamo la neutralità sulle azioni, le nostre inclinazioni tattiche regionali si sono spostate in scia all’andamento del conflitto commerciale. Abbiamo adottato una posizione sovrappesata nei titoli azionari statunitensi e neutrale nei mercati emergenti. Abbiamo deciso di proteggere il sovrappeso nell’area euro attraverso le opzioni. Rimaniamo neutrali nelle azioni giapponesi e manteniamo il sottopeso nell’Europa, UEM esclusa. Sul versante obbligazionario manteniamo una duration short e diversifichiamo sui titoli di Stato a basso rendimento.
PROSPETTIVE CROSS ASSET E POSIZIONAMENTO DI PORTAFOGLIO
- Siamo neutrali sui titoli azionari
- Abbiamo assunto una posizione sovrappesata nelle azioni statunitensi. Abbiamo un Trump put in aggiunta a una Fed put, il che rende la regione una scelta più sicura.
- Abbiamo assunto una posizione neutrale sui titoli azionari dei mercati emergenti. La pausa della Fed è un vantaggio per la regione, ma la guerra commerciale è un ostacolo altissimo da superare. Per quest’anno abbiamo ancora un’aspettativa di crescita per la Cina superiore al 6%.
- Abbiamo deciso di proteggere il sovrappeso nell’area euro mediante le opzioni. Prevediamo un incremento del mercato azionario, ma siamo consapevoli dei fattori restrittivi come la vulnerabilità del commercio globale. Il mercato del lavoro e la domanda interna rimangono soddisfacenti. La maggior parte degli investitori stranieri ha abbandonato la regione, generando un sottopeso di consenso malgrado le valutazioni poco onerose.
- Sottopesiamo le azioni europee ad eccezione dell'UEM. La regione ha aspettative di crescita degli utili inferiori e pertanto rendimenti attesi più bassi rispetto al continente e ciò giustifica la nostra view negativa.
- Siamo neutrali nei titoli azionari giapponesi. Assenza di convinzione, poiché non vi sono catalizzatori. La regione potrebbe recuperare se il flusso di notizie sulle relazioni internazionali migliora e se la crescita globale si rinnova con maggiore trazione.
- Manteniamo il sottopeso sulle obbligazioni e una duration short.
- Prevediamo un rialzo graduale dei tassi e dei rendimenti obbligazionari, in particolare dei rendimenti tedeschi a 10 anni, da livelli estremamente bassi.
- Nel medio termine un’economia europea in rallentamento, ma pur sempre in espansione, potrebbe generare un aumento dei rendimenti nell'UEM.Il carry è sfavorevole sui titoli europei core e periferici. La BCE è accomodante e inietterà un nuovo TLTRO
- Il debito dei mercati emergenti ha un carry interessante e i tono accomodanti della Fed costituiscono un vantaggio. L’incertezza del commercio e i rischi idiosincratici in Turchia e in Argentina rappresentano un ostacolo.
- Diversifichiamo nei titoli di Stato a basso rendimento e la nostra predilezione va all’High yield statunitense, dal momento che una Fed accomodante, un’inflazione minima e le tensioni legate alla recessione che perdono vigore puntano verso il carry trade.
