LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI
- L'Europa ha stabilito il nuovo record di 200.000 contagi al giorno, dal momento che il numero di casi di COVID-19 è più che raddoppiato in 10 giorni. Sono state annunciate misure severe che mettono sotto pressione la crescita economica.
- Sembra proseguire la ripresa del mercato del lavoro statunitense poiché le iniziali e continue richieste di sussidi di disoccupazione sono risultate molto più basse del previsto, e anche i dati precedenti sono stati rivisti al ribasso.
- Le stime flash del PMI composito dell'Eurozona per il mese di ottobre sono state leggermente migliori del previsto a 49,4, con il PMI manifatturiero tedesco che ha in particolare sorpreso al rialzo, attestandosi a 58 rispetto alla previsione di 54. Il sondaggio continua a mostrare un trend divergente tra settori: la crescita della produzione manifatturiera ha accelerato, mentre il settore dei servizi ha risentito della diffusione del virus ed è calato per il secondo mese consecutivo.
- Nell'ultimo dibattito presidenziale nessuno dei due candidati è risultato vincente, e tutti gli occhi rimangono puntati sulle discussioni in merito allo stimolo fiscale. L'ultimo commento della portavoce della Camera Nancy Pelosi sui progressi compiuti ha suscitato un certo ottimismo.
DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA
- L'indice Ifo sulla fiducia delle imprese tedesche aiuterà gli investitori a comprendere l'impatto delle nuove misure restrittive. Saranno inoltre sotto i riflettori la crescita del PIL del terzo trimestre delle principali economie e la fiducia dei consumatori negli Stati Uniti.
- Sia la BCE che la Bank of Japan annunceranno le loro decisioni in merito alla politica monetaria, che secondo le previsioni dovrebbe rimanere invariata, ma i commenti della BCE sull'attuale situazione nell'Eurozona saranno sotto esame.
- La prossima settimana l'attenzione si concentrerà anche sulla stagione di rendicontazione degli utili del terzo trimestre, in particolare dei GAFAM. Tuttavia, il fattore dominante rimane l'evoluzione del virus, che decreta una stima contenuta per i prossimi trimestri.
- Le elezioni USA sono al centro dell'attenzione visto che mancano 8 giorni. Senza più dibattiti presidenziali e con un'ultima settimana di campagna elettorale, i candidati si rivolgeranno ai media e ai social network per garantirsi una solida copertura.
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CONVINZIONI DI INVESTIMENTO
- Scenario di base
- Il nostro scenario centrale prevede una continua graduale ripresa dei mercati finanziari, seppur non uniforme, soprattutto grazie all'abbondante liquidità e al sostegno governativo. Il momentum potrebbe arrestarsi verso la fine dell'anno, poiché l'incertezza dovrebbe raggiungere il suo apice:
- negli Stati Uniti, a causa delle elezioni e della mancanza di una decisione su un nuovo pacchetto di stimolo fiscale;
- in Europa, a causa della Brexit e dell'aumento dei contagi da COVID-19 in molti Paesi. Francia, Germania e Inghilterra stanno reintroducendo restrizioni sociali per frenare una nuova ondata di coronavirus.
- La risposta politica europea ha fornito qualche rassicurazione concordando un piano di ripresa: una combinazione di bilancio a lungo termine e Next Generation EU, per un totale di 1.800 miliardi di euro. Sul fronte monetario, la BCE ha indicato ulteriori stimoli.
- Le nostre convinzioni principali sono le seguenti:
- In primo luogo, manteniamo le posizioni sui "vincitori" percepiti della crisi, ovvero i Paesi e i settori che quest'anno hanno mostrato la maggiore resilienza, ad es. tecnologia, sanità, temi ambientali, Germania vs Eurozona, Cina vs resto del mondo.
- In secondo luogo, abbiamo aggiunto posizioni in asset con livelli di valutazione storicamente interessanti. Abbiamo identificato le banche tra i settori value, il debito dei mercati emergenti e le valute poco onerose. Abbiamo inoltre aumentato alcune posizioni regionali, come Europa e mercati emergenti, soprattutto azioni di classe A cinesi, rispetto a Stati Uniti e Giappone.
- In terzo luogo, prevediamo un rally dopo l'annuncio dell'approvazione di un vaccino, pertanto stiamo costruendo un paniere di "riapertura".
- Opinioni sul mercato
- Per quanto riguarda il breve termine, ci aspettiamo meno sorprese economiche positive, dato l'innalzamento delle aspettative e l'effetto che le restrizioni alla mobilità avranno sui servizi. I tassi reali hanno smesso di diminuire in attesa di un ulteriore orientamento da parte della banca centrale o di maggiore chiarezza sul fronte della politica e della pandemia.
- La volatilità è destinata a permanere data la bassa visibilità sull'epidemia e sulle sue conseguenze nonché le incertezze sull'esito delle elezioni presidenziali, che saranno probabilmente polarizzate. Di recente sono aumentate le probabilità di una vittoria dei Democratici anche al Senato.
- Storicamente, la ripresa economica (e l'aumento dei tassi) hanno favorito la performance dello stile value, ma finora i tassi sono rimasti bassi, pertanto tale stile non ha offerto grandi risultati. Dato il rallentamento del momentum economico e la nuova politica monetaria della Fed, non vi è alcun argomento chiaro a favore di uno stile piuttosto che dell'altro.
- Nel lungo termine, le politiche fiscali e monetarie accomodanti e la prospettiva di un vaccino dovrebbero portare a una ripresa dell'economia.
- Rischi
- La pandemia di coronavirus continuerà a rappresentare il principale ostacolo per la ripresa economica. Solo un vaccino potrebbe invertire la tendenza.
- Rischio elettorale negli Stati Uniti. La gestione della crisi del coronavirus, le difficoltà economiche, i disordini sociali e il probabile venir meno degli stimoli fiscali stanno innescando incertezza in un momento in cui la valutazione non è più interessante rispetto ai livelli storici. Una volta cessato il polverone sulle elezioni, ci sarà un allineamento macroeconomico sulla politica espansionistica: maggiore spesa (Biden) vs. minori tasse (Trump) a fronte di una Fed accomodante.
- Il conflitto tra Stati Uniti e Cina, sempre incombente, sta offuscando la crescita globale. Nessuno dei due Paesi può permettersi la ripresa della guerra commerciale.
- Negoziati commerciali tra Regno Unito e UE. La scadenza della Brexit si sta avvicinando e il Regno Unito non ha ancora concluso un accordo con l'Unione Europea.
RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION
Rimaniamo leggermente sottopesati sulle azioni e, data l'attuale incertezza, manteniamo la nostra protezione sulle azioni statunitensi ed europee, nonché posizioni su JPY e oro a fini di copertura del portafoglio. Oltre alle nostre convinzioni sulla riduzione strutturale del premio di rischio dell'Eurozona e al sovrappeso sulle azioni dell'UEM rispetto a quelle USA, riteniamo che il dollaro USA si indebolirà rispetto all'euro con il passare del tempo. Siamo neutrali sulle azioni del Regno Unito. Abbiamo aumentato il sovrappeso sulle azioni dei mercati emergenti e rimaniamo sottopesati su quelle giapponesi.
STRATEGIA CROSS ASSET
- La nostra esposizione azionaria è leggermente sottopesata, ma con una maggiore selettività nell'allocazione azionaria regionale. Tanto più ora che la ripresa economica è sempre più disomogenea tra i vari Paesi. Una solida governance sembra fornire risultati migliori durante la pandemia, sia a livello aziendale che statale.
- Abbiamo un sovrappeso sulle azioni dell'Eurozona e un sottopeso su quelle statunitensi con una preferenza per il mercato azionario tedesco. La risposta coordinata degli Stati membri al virus ha rafforzato i legami. La ripresa è però disomogenea e la Germania si distingue in termini di governance e performance. Gli Stati Uniti, che solitamente resistono bene alle recessioni, appaiono ora più frammentati dell'Europa. Le valutazioni non sono più interessanti rispetto ai livelli storici. Inoltre, i riacquisti, che negli ultimi cinque anni hanno rappresentato un importante fattore trainante, sembrano dare meno sostegno nel 2020 in Nord America.
- Siamo opportunisticamente neutrali sulle azioni del Regno Unito. Il Regno Unito non ha partecipato al rimbalzo del mercato globale e la debolezza della sterlina dovrebbe fungere da supporto. La Brexit pone certamente delle difficoltà, non solo per il Regno Unito, ma anche per l'intera regione europea. Prevediamo una "light Brexit", magari dopo altre discussioni.
- Abbiamo aumentato il sovrappeso sulle azioni dei mercati emergenti rispetto al sottopeso su quelle giapponesi e prediligiamo il mercato azionario cinese. Da vari mesi la Cina risulta in prima posizione rispetto al resto del mondo nella ripresa economica, che nel Paese evidenzia una forma a V.
- Manteniamo le nostre principali convinzioni in vari investimenti tematici. I settori della tecnologia, dell'oncologia e delle biotecnologie si dimostrano relativamente resilienti nell'attuale contesto e rivelano un elevato potenziale di crescita dettato dall'innovazione e dal potere di definizione dei prezzi. Riteniamo che i temi riguardanti il clima e l'ambiente offrano esposizione a soluzioni chiave per un futuro più pulito e che acquisiranno sempre più importanza.
- Abbiamo una posizione di sottopeso sulle azioni, mantenendo una duration breve, ma siamo estremamente diversificati poiché l'attuale contesto crea anche opportunità nei mercati obbligazionari.
- Abbiamo un sottopeso sui titoli di Stato che non presentano alcun potenziale di rendimento se non in fasi di avversione al rischio. Preferiamo le obbligazioni periferiche rispetto ai paesi core europei.
- In un portafoglio multi-asset, la diversificazione nel credito appare interessante. Siamo sovrappesati sull'investment grade in quanto gli acquisti delle banche centrali rappresentano un sostegno.
- Pur mantenendo un sovrappeso sul debito dei mercati emergenti, abbiamo effettuato alcune prese di profitto nell'esposizione in valuta forte. I mercati obbligazionari si sono ampiamente ripresi dai livelli di crisi registrati all'inizio di quest'anno.
- Abbiamo un'esposizione sulla NOK, che risultava interessante durante la crisi, nonché sull'oro e sul JPY, che fungono da mitigatori del rischio.
- La nostra profonda convinzione nella riduzione strutturale del premio di rischio dell'Eurozona ci induce a optare per una posizione short sul dollaro USA rispetto all'euro.
