Coffee Break 26/09/2016

Caratteristiche

  • Stati Uniti: Come previsto la Fed ha mantenuto invariato i tassi lo scorso mercoledì.
  • Giappone: La Bank of Japan ha annunciato un target per i tassi di interesse a dieci anni nel tentativo di ridare slancio alla crescita economica e sostenere l'inflazione.
  • Asset allocation: le nostre conviction più solide restano i titoli azionari dei mercati emergenti e le obbligazioni. 

Allocazione di attivi :

La Fed ha lasciato invariati i tassi di riferimento e i mercati statunitensi hanno risposto muovendosi al rialzo. La prossima riunione della Fed è in calendario proprio prima delle elezioni presidenziali e i mercati non prevedono variazioni di rilievo alla vigilia di un simile evento. Tutti gli occhi sono puntati sull'incontro del 14 dicembre, soprattutto dopo che la Fed ha annunciato che si sono verificate le condizioni per un possibile aumento.

La Bank of Japan ha deciso di fissare un obiettivo per i tassi di interesse a 10 anni nel tentativo di di ridare slancio alla crescita economica e sostenere l'inflazione. I mercati hanno reagito positivamente, seppure in maniera contenuta, alla notizia.

In termini di conviction, puntiamo sui mercati emergenti e in particolare sull'India, dove i fondamentali, inclusa una crescita del PIL prevista al 7,5%, indicano la giusta direzione.

La nostra attuale strategia di investimento sui fondi tradizionali:

Legenda
grigio : nessun cambiamento
blu : cambiamento

AZIONI E OBBLIGAZIONI

Abbiamo diminuito leggermente la nostra esposizione alle obbligazioni:

  • Abbiamo protetto i nostri portafogli contro un’estensione degli aumenti dei tassi mediante l’utilizzo di opzioni.
  • L’attenzione è ora focalizzata sulle azioni del governo e sulle manovre di easing fiscale per sostenere la crescita, che potrebbero esercitare un’ulteriore pressione sulle obbligazioni.
  • L’inflazione dovrebbe registrare una ripresa progressiva. Gli agenti economici e le aspettative del mercato sono molto deboli e vicini ai minimi storici, mentre da una parte si rilevano pressioni sui salari e dall'altra la deflazione esportata dalla Cina si sta riducendo e pare destinata a scomparire sul breve termine.
  • I flussi di notizie in ambito macroeconomico sono in linea con una crescita positiva, seppure a rilento.
  • Le banche centrali prediligono un atteggiamento accomodante.
    • Seguendo l'orientamento della Bank of England forniscono ampia liquidità e, appunto, si mantengono accomodanti.
    • La Fed ha mantenuto i tassi di riferimento invariati in occasione dell'ultima riunione del FOMC. Pur se tre dei partecipanti si sono espressi in favore di un rialzo immediato, il FOMC non ha abbandonato il proprio approccio graduale.
  • Il mercato del petrolio prosegue nel suo riequilibrio, portando ad una stabilizzazione dei mercati delle materie prime. Un elemento a supporto delle attività di rischio, in particolare i titoli di debito dei mercati emergenti, le obbligazioni high yield e inflation-linked.
  • I mercati emergenti si trovano ad affrontare meno venti contrari, grazie ad una stabilizzazione dei prezzi delle materie prime, all'efficace stimolo cinese e all'atteggiamento cauto della Fed.
  • Nonostante il miglioramento del sentiment degli investitori, restiamo vigili, soprattutto considerando i molteplici appuntamenti politici futuri (elezioni regionali in Spagna, referendum costituzionale in Italia e le presidenziali negli Stati Uniti).

STRATEGIA PER I TITOLI AZIONARI REGIONALI

  • Attualmente il portafoglio presenta una ponderazione neutrale in titoli azionari dell'area euro (da metà agosto). Abbiamo deciso di introdurre una strategia di tipo relative value che favorisce il DAX sul FTSE 250, pur rimanendo neutrali. Prevediamo qualche difficoltà per l'economia nazionale nel Regno Unito dopo la Brexit. I mercati azionari europei sono vicini ai livelli chiave di resistenza e noi siamo ben posizionati per beneficiare di una potenziale estensione della ripresa.
  • Abbiamo mantenuto il nostro sottopeso in titoli azionari del Regno Unito.
  • Abbiamo una posizione neutrale in titoli azionari statunitensi, giacché una spesa robusta da parte dei consumatori, quotazioni stabili del petrolio e un dollaro più debole dovrebbero innescare un miglioramento dell'economia nazionale nel secondo semestre.
  • Siamo neutrali in Giappone.
  • Siamo sovrappesati nei mercati emergenti. I fondamentali sono in via di miglioramento e la valutazione si dimostra interessante. Una svolta positiva nei flussi e un’interessante impostazione tecnica dimostrano un buon potenziale di re-rating. Gli indicatori tecnici sono attualmente rialzisti e continuiamo a monitorare attentamente i più importanti livelli tecnici. A fronte dei buoni fondamentali rilevati in India, abbiamo deciso di ottimizzare la nostra esposizione sui mercati emergenti, procedendo a ridurre il sovrappeso nei mercati emergenti globali e reinvestendo i proventi nel mercato azionario indiano.

STRATEGIA PER LE OBBLIGAZIONI

Continuiamo nel processo di diversificazione, riducendo la componente in titoli di stato a rendimento basso o negativo:

  • Ci manteniamo complessivamente lievemente corti in duration e abbiamo recentemente rafforzato questo sottopeso.
  • Rimaniamo positivi sulle obbligazioni corporate statunitensi e sui titoli di debito dei paesi emergenti, sia in valuta forte che in valuta locale. Le obbligazioni dei mercati emergenti beneficiano degli afflussi di capitale, in quanto generano rendimenti appetibili rispetto a quanto offerto dai mercati sviluppati.
  • Abbiamo ridotto leggermente la nostra esposizione alle obbligazioni high yield considerando il loro recente andamento positivo e il raggiungimento degli spread che avevamo fissato come obiettivo.
  • Ci manteniamo positivi sulle obbligazioni inflation-linked. Riteniamo che le aspettative sottotono in tema di inflazione siano solo un fenomeno temporaneo e che i dati su salari e inflazione dei prezzi al consumo aumenteranno gradualmente. Ciò implica un nuovo re-rating di tutte le obbligazioni protette contro l'inflazione nel corso dei prossimi trimestri.
Il nostro posizionamento lungo in valute dei paesi emergenti si fonda sulla convinzione che i massimi del dollaro e i prezzi minimi delle materie prime siano ormai alle spalle. 



Macro :

  • Negli Stati Uniti, l'Indice NAHB Housing Market è passato da 59 in agosto a 65 in settembre. Questo indicatore, utilizzato per stimare l'andamento del settore dell'edilizia abitativa, mostra un ritrovato ottimismo dei costruttori, che identificano le condizioni di vendita come "buone" (>50), mentre le previsioni attestavano il livello su 60.
  • La gamma target dei Fed Funds resta invariata, con il limite superiore sullo 0,5%.
  • A luglio 2016 la bilancia dei pagamenti dell'area euro (destagionalizzata) presentata un avanzo di 21 miliardi di euro, con una diminuzione di 8,5 miliardi rispetto alla precedente rilevazione. Questa contrazione può essere considerata negativa, tuttavia l'area euro è ancora un creditore netto nei confronti del resto del mondo.
  • Si è evidenziata una flessione dei prezzi di vendita in Germania, sia a livello mensile che anno su anno. Per quanto riguarda il dato anno su anno, la riduzione è inferiore alla precedente (-1,6% rispetto a un anno fa). 

Titoli azionari :

Titoli Azionari Europa

Settimana positiva per i titoli azionari europei, con lo Stoxx 600 che ha chiuso a quota 345 (+2,23%).

  • I titoli azionari europei hanno tratto nuovo slancio dopo l'annuncio della Fed e le misure promosse dalla BoJ.
  • Verso la fine della settimana la fiducia degli investitori, tuttavia, ha iniziato a vacillare stanti i rinnovati timori di una ripresa dell'economia europea più lenta delle aspettative.
  • Gli indici europei dei paesi esportatori (CAC, DAX) hanno sovraperformato le controparti statunitensi e giapponesi sulla base di un deprezzamento del dollaro (che ha spinto il settore europeo delle Risorse di Base al rialzo di circa il 9%) e di una certa rotazione settoriale, dai titoli più difensivi a quelli ciclici.
  • A livello di paese, Regno Unito, Germania e Francia hanno sovraperformato lo Stoxx 600.
  • A livello settoriale, Risorse di Base, Assicurazioni e Tecnologia hanno battuto il benchmark (8,49%, 4,07% e 3,82% rispettivamente), mentre Sanitari (1,17%), Media (0,83%) e Viaggi e Tempo Libero (-0,55%) hanno sottoperformato.

Titoli Azionari USA

La settimana è stata abbastanza positiva per i titoli azionari statunitensi con lo S&P 500 che venerdì ha chiuso a quota 2165.

  • Il segmento azionario statunitense ha tratto nuova linfa dalla decisione della Fed di non ritoccare i tassi.
  • L'indice Russell 2000 delle small-cap è stato il migliore, riuscendo a raggiungere un nuovo massimo per l'anno in corso.
  • I finanziari sono rimasti al palo in risposta alla delusione degli investitori sul mancato aumento a breve dei margini creditizi.
  • I settori Utilities e Immobiliare hanno registrato un rialzo, grazie alla relativa appetibilità dei dividendi prodotti rispetto al segmento obbligazionario. Bene anche Materiali ed Energia, sostenuti dalla flessione dell'USD dopo la riunione della Fed.
  • A livello settoriale, Immobiliare, Utilities e Telecomunicazioni hanno sovraperformato lo S&P 500 (4,25%, 3,37% e 1,92% rispettivamente), mentre Finanziari (0,83%), IT (0,42%) ed Energia (0,10%) hanno sottoperformato.

Titoli Azionari Mercati Emergenti

Performance settimanale positiva per i mercati emergenti, con l'indice principale in rialzo di quasi il 4%.

  • La decisione della Fed di lasciare invariato il tasso di interesse di riferimento ha spronato i mercati emergenti a metà settimana.
  • I titoli azionari brasiliani hanno segnato un rialzo sulla scia della dichiarazione della Fed e del rally dei prezzi del petrolio. Le azioni hanno continuato nella loro corsa a fine settimana in risposta all'ipotesi di un taglio anticipato dei tassi di interesse da parte della banca centrale.
  • Il controvalore degli scambi resta contenuto in Cina, stante la cautela degli investitori in vista della lunga chiusura settimanale dei mercati nazionali per le festività legate al National Day.
  • A livello settoriale, Materiali, IT e Immobiliare hanno sovraperformato l'indice (+4,84%, +4,68% e +4,18% rispettivamente), mentre Sanità (2,78%), Telecomunicazioni (2,71%) e Industriali (2,29%) hanno segnato il passo rispetto al benchmark. 

Rendita fissa :

Tassi

Le banche centrali hanno nuovamente conquistato la ribalta la scorsa settimana, con gli esiti delle riunioni di Fed e BoJ, entrambe in programma per mercoledì.

  • La BoJ ha sorpreso il mercato, quando, contro le attese, non ha tagliato ulteriormente i tassi. Nell'ambito della manovra di QE, ha annunciato l'introduzione del "controllo della curva dei rendimenti" che mira a impedire che i tassi di interesse a lungo termine diminuiscano ulteriormente. Questa mossa dovrebbe porsi a sostegno delle istituzioni finanziarie e dei fondi pensione.
  • La dichiarazione della Fed è stata di tono morbido, lasciando però tutte le opzioni aperte per un possibile rialzo dei tassi a dicembre.
  • In questo contesto, il mercato obbligazionario globale è rimasto ben supportato. Il rendimento del Bund decennale è ritornato sotto lo zero percento, mentre i titoli di stato americani a dieci anni hanno chiuso la settimana in flessione di 10 pb. 


Credito

Gli spread la scorsa settimana si sono mossi soprattutto sulla spinta delle manovre delle banche centrali.

  • La Fed ha mantenuto invariati i tassi chiave, come del resto ampiamente atteso. Sebbene il FOMC abbia segnalato un (probabile) rialzo a dicembre, ha al contempo rassicurato i mercati riducendo le proprie previsioni per futuri interventi rialzisti.
  • I mercati sono stati in qualche modo sostenuti anche dall'annuncio della BoJ sulla volontà di procedere con ulteriori iniezioni di liquidità fintantoché l'inflazione non supererà l'asticella del 2% e di mantenere il rendimento a dieci anni attorno allo 0% ("controllo della curva dei rendimenti").
  • Il volume delle emissioni corporate sul mercato primario a inizio settimana, per circa 6,42 miliardi di euro, è stato abbastanza sottotono. 



Forex

In un quadro all'insegna della massima cautela che traspare dalle dichiarazioni delle banche centrali, sui mercati resta attiva la modalità risk-on, che porta a privilegiare le valute forti.

  • Le migliori performance in settimana sono state registrate da ZAR, AUD e BRL.
  • Anche il NOK è stato ben supportato dalla revisione al rialzo della Norges Bank del proprio tasso target, così come delle previsioni per l'inflazione.
  • L'USD si è deprezzato in misura marginale rispetto all'EUR a seguito della dichiarazione accomodante del FOMC che ha lasciato presagire che vi saranno pochi rialzi dei tassi nel 2017 e nel 2018. 



Prodotti di Base

Durante la scorsa settimana, le materie prime hanno segnato un leggero rimbalzo, con l'indice GSCI Light Energy in rialzo dell'1% e attestato in territorio positivo da inizio anno (+1,3%).

  • Il prezzo del petrolio (WTI +6,12%, Brent +4,30%) ha registrato un aumento su base settimanale, sulla scia della proposta dell'Arabia Saudita di ridurre la produzione dove l'Iran accettasse di congelare il proprio output sugli attuali livelli.
  • Le quotazioni del gas naturale sul Nymex sono salite lievemente (+1,4%) in risposta alle temperature superiori alle medie stagionali in quasi tutti gli Stati Uniti.
  • L'oro (+2,6% a $1338,9/oncia) ha raggiunto il massimo su due settimane e si avvia a chiudere il terzo trimestre consecutivo al rialzo, con il rally più lungo dal 2011, dopo la riunione del FOMC di mercoledì.
  • Considerando gli altri metalli preziosi, l'argento è quello che ha messo a segno il maggior rialzo in settimana, fermandosi sul + 5,5%. In crescita anche le quotazioni di rame e palladio, rispettivamente a +1,6% e 3,8%. 


Mercati :

PANORAMICA SETTIMANALE DEI MERCATI

FATTI E CIFRE