LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI
- Ad agosto l’indice PMI flash dell’area euro è salito inaspettatamente a 51,8 (a fronte di un consenso a 51,2), grazie alla solida crescita dei servizi e alla stabilizzazione tentennante nella contrazione manifatturiera.
- Alla luce dell’attuale recessione economica e della prospettiva di un accomodamento maggiore delle banche centrali, il rendimento del Bund tedesco a 10 anni è stato scambiato al di sotto del -0,70% e per la prima volta l’obbligazione tedesca a 30 anni ha offerto rendimenti negativi.
- Il vertice del G7 e il simposio della Fed di Jackson Hole hanno confermato la probabilità di uno stimolo fiscale e monetario maggiore finalizzato al contrasto del rallentamento economico e dell’incertezza innescati dal deterioramento dell’aspetto commerciale e della guerra valutaria.
- La politica europea è stata caratterizzata dalle dimissioni del primo ministro italiano Conte e dai negoziati sulla Brexit del primo ministro britannico Johnson a Berlino e a Parigi.
DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA
- Nell’area euro l’indicatore della fiducia delle imprese in Germania (IFO) fornirà una visione della percezione del trend economico.
- Negli Stati Uniti sarà pubblicata la seconda stima del PIL del 2T e l’indicatore della fiducia dei consumatori del Conference Board.
- Il presidente Trump potrebbe rispondere alle notizie sui dazi di ritorsione dalla Cina. Sembra essere un momento difficile per il commercio con dati relativi alla produzione globali ancora deboli.
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CONVINZIONI DI INVESTIMENTO
- Scenario core
- Abbiamo una visione a lungo termine moderatamente costruttiva e abbiamo incrementato tatticamente l’esposizione azionaria dopo il forte calo a seguito dell’escalation della guerra commerciale.
- Con un ciclo economico contrassegnato da un’incertezza prolungata sul commercio, le banche centrali sono divenute la prima linea di difesa. A decorrere da settembre la BCE ha segnalato la volontà di riprendere lo stimolo economico. Nel corso dell’ultimo FOMC la Fed ha annunciato un taglio dei tassi di 25 pb, ma vi sarà anche altro.
- Nelle economie emergenti, le autorità cinesi mitigano l’impatto della guerra commerciale e il rallentamento della crescita globale attraverso strumenti valutari, monetari e fiscali. Rileviamo segnali preliminari di stabilizzazione.
- I timori di recessione negli Stati Uniti sono esagerati, ma la minaccia di una stagnazione prolungata nell’area euro è in aumento.
- Gli stimoli fiscali in Europa (Germania, Italia) e negli Stati Uniti iniziano a essere oggetto di discussione, tuttavia l’attuazione potrebbe richiedere tempo.
- Prospettive di mercato
- La fiducia nella ripresa è messa a repentaglio dalla retorica aggressiva della guerra commerciale e da una ritardata stabilizzazione dei dati macroeconomici globali. Le sorprese economiche rimangono persistentemente negative.
- Banche centrali in azione in scia a una riduzione dei tassi nei mercati emergenti e negli Stati Uniti.
- Le azioni continuano a registrare deflussi importanti mentre le obbligazioni traggono vantaggio dagli afflussi. I mercati del credito permangono resilienti.
- Rischi
- Il conflitto commerciale USA-Cina. In assenza di un accordo, il presidente degli Stati Uniti Trump ha annunciato un’ulteriore tranche di incrementi dei dazi e la Cina ha annunciato misure di ritorsione. Inoltre, la Cina ha lasciato scivolare la propria valuta.
- I temi geopolitici (ad esempio l’Iran, il Kashmir, Hong Kong) rientrano ancora tra le questione attuali irrisolte. Gli esiti potrebbero ancora far pendere l’ago della bilancia da un atterraggio morbido previsto a un atterraggio duro.
- Incertezza politica in Europa (ad es. Regno Unito, Italia). L’intenzione di Boris Johnson di abbandonare l’UE anche senza un accordo spaventa gli imprenditori e ha indebolito la GPB.
RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION
Nel complesso rimaniamo tatticamente leggermente sovrappesati sui titoli azionari e siamo pronti a incrementare l’esposizione azionaria al fine di beneficiare di un rischio/rendimento migliore. Manteniamo un orientamento tattico regionale attraverso un sovrappeso crescente delle azioni statunitensi a fronte di un sottopeso nelle azioni europee ad eccezione dell’UEM. Siamo neutrali sul resto. Nella parte obbligazionaria, siamo sottopesati sulla duration e continuiamo a diversificare dai titoli di Stato a basso rendimento attraverso esposizioni al credito, preferibilmente da parte di emittenti europei e al debito dei mercati emergenti in valuta forte. In termini valutari, manteniamo una posizione lunga sul JPY e una ancora più corta sulla GBP. Abbiamo inoltre un’esposizione all’oro, recentemente incrementata, al fine di aumentare la copertura del portafoglio non essendoci precedenti, nell’era post-Seconda Guerra Mondiale, in cui le due maggiori economie sono impegnate in una lotta commerciale (e di ampia portata).
PROSPETTIVE CROSS ASSET E POSIZIONAMENTO DI PORTAFOGLIO
- Abbiamo una leggera sovraesposizione sui titoli azionari
- Siamo sovraesposti alle azioni USA. Siamo sovraesposti alle azioni USA. Riteniamo che sussista ancora un Trump put in aggiunta a un Fed put, il che rende la regione una scelta relativamente più sicura. Il mercato del lavoro e i consumi sono robusti, parallelamente l’inflazione è sotto controllo..
- Abbiamo una posizione neutrale sulle azioni dei mercati emergenti. L’orientamento accomodante della Fed è un vantaggio per la regione, ma la guerra commerciale è un ostacolo altissimo da superare. Anche i mercati finanziari permangono relativamente resilienti, tuttavia i dati concreti hanno margini di miglioramento.
- La nostra esposizione ai titoli azionari dell’area euro è neutrale. Siamo consapevoli dei fattori restrittivi quali la vulnerabilità del commercio globale. Di conseguenza, la Germania sperimenta una recessione manifatturiera. Ma a settembre la Banca centrale europea è pronta ad agire. Il mercato del lavoro e i consumi permangono elementi favorevoli.
- Sottopesiamo le azioni europee ad eccezione dell'UEM. Le aspettative dei tassi di crescita degli utili della regioni sono inferiori come di conseguenza i rendimenti attesi più bassi rispetto al continente e ciò giustifica la nostra view negativa.
- Siamo neutrali nei titoli azionari giapponesi. Assenza di convinzione, poiché non vi sono catalizzatori. Occorre vedere se il governo si attiene al piano volto a incrementare in ottobre l’imposta sui consumi dall’8 al 10%.
- Manteniamo il sottopeso sulle obbligazioni, una duration short e diversifichiamo.
- Prevediamo che i tassi e i rendimenti obbligazionari, in particolare i rendimenti del decennale tedesco, viaggeranno a livelli minimi o negativi.
- A decorrere dal 1º novembre la BCE avrà un nuovo presidente. La nomina di Christine Lagarde è una buona notizia per chi auspica un orientamento accomodante oltre gli 8 anni di presidenza di Mario Draghi.
- Il debito dei mercati emergenti ha un carry interessante e i toni accomodanti della Fed costituiscono un vantaggio. L’incertezza legata al commercio e i rischi idiosincratici in Turchia e in Argentina costituiscono un ostacolo.
- Diversifichiamo le obbligazioni governative a basso rendimento e prediligiamo il debito emergente in valuta forte e le obbligazioni societarie emesse in EUR.
- Abbiamo inoltre un’esposizione all’oro, al fine di aumentare la copertura del portafoglio.
