Coffee Break 22/07/2019

LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI

 

  • Riunione dei ministri delle finanze del G7 a Parigi, Francia. Accordo sulla necessità di standard normativi rigorosi per Libra, la valuta digitale di Facebook, e sull’esigenza di una tassa “tecnologica”.
  • La Francia ha già approvato una tassa tecnologica del 3% sugli utili locali dei giganti Tech anziché sui profitti globali. La Casa Bianca ha minacciato vendetta: misure ingiuste nei confronti dei giganti del Tech USA.
  • L’indagine Zew sulla situazione e sulle prospettive attuali dell’area euro e della Germania, faro dell’economia industriale della regione, fa segnare un indebolimento costante.
  • La Cina ha reso noto il proprio tasso di crescita del PIL a/a: 6,2%, in linea con il consenso e in calo rispetto al 6,4% del trimestre precedente, in scia alla guerra commerciale che ha interessato il paese e alla concorrenza da parte dei fornitori più economici. 

 

DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA

  • Il parlamentare conservatore Boris Johnson o Jeremy Hunt sarà proclamato leader del partito conservatore e primo ministro; Boris Johnson favorito, in un contesto di trattative complesse nella saga Brexit.
  • Sul versante dei dati attendiamo i PMI flash di luglio di Giappone, Europa e Stati Uniti nonché le revisioni del PIL del 2T anticipate degli Stati Uniti.
  • La BCE si riunirà e si prevede un aggiornamento degli orientamenti futuri. A settembre gli economisti prevedono un taglio dei tassi di 10 pb. Dati sull’inflazione superiori alle attese, ma crescita al rallentatore. 
  • Gli utili del 2T 2019 proseguiranno.

 

CONVINZIONI DI INVESTIMENTO

  • Scenario core
    • Abbiamo una view a lungo termine moderatamente costruttiva, ma siamo consapevoli delle molteplici insidie (geo)politiche.
    • Con un ciclo economico contrassegnato da un’incertezza prolungata sul commercio, le banche centrali sono favorevoli a misure di allentamento. Il mercato scommette sempre più su un taglio del tasso da parte della Fed nel corso del prossimo FOMC di luglio, con conseguente aumento dei rendimenti del Treasury USA.
    • Nelle economie emergenti le misure adottate dalle autorità cinesi per contrastare la guerra commerciale e rallentare la crescita globale producono lentamente risultati: osserviamo timidi segnali di stabilizzazione.
    • Nell’area euro il ciclo economico permane meno dinamico. Per il 2019 prevediamo ancora una crescita dell’economia dell’1,3%.
  • Prospettive di mercato
    • La fiducia nella ripresa è compromessa dal ritardo nella stabilizzazione o dal miglioramento dei dati macro economici.
    • La Fed e la BCE hanno espresso la volontà di agire. I mercati hanno scontato un taglio/i dei tasso e spingono al rialzo i valori azionari.
    • I flussi dei fondi settimanali sono positivi per le obbligazioni con in cima alla lista le obbligazioni Investment Grade. Le azioni evidenziano afflussi modesti grazie agli Stati Uniti. Europa, Giappone e mercati emergenti registrano deflussi a vari livelli.
    • Valutazioni statunitensi al di sopra delle medie a lungo termine, mercati emergenti e UEM seguono a ruota; Regno Unito e Giappone al di sotto della media storica.
  • Rischi
    • Il conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina è in cima alla lista, soprattutto perché la questione va oltre la leadership, dal commercio alla tecnologia, e perché l’intensità del conflitto varia in modo irregolare tra una riunione e l’altra.
    • I temi geopolitici (ad esempio l’Iran) rientrano ancora tra le questione attuali irrisolte. Gli esiti potrebbero ancora far pendere l’ago della bilancia da un atterraggio morbido previsto a un atterraggio duro.
    • L’incertezza politica in Europa permane, specialmente nel Regno Unito con la Brexit e l’attuale primo ministro e le elezioni per la leadership del partito Conservatore nonché la prossima transizione alla leadership dell’area euro a livello dell’Unione europea.

 

RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION

Manteniamo la neutralità sui titoli azionari con un orientamento tattico regionale: sovrappeso sulle azioni statunitensi rispetto al sottopeso sull’Europa, UEM esclusa. Siamo neutrali sul resto. Sul versante obbligazionario manteniamo una duration short e continuiamo a diversificare i titoli di Stato a basso rendimento attraverso le esposizioni al credito, preferibilmente da emittenti europei e in EUR, e il debito dei mercati emergenti in valuta forte. In termini valutari, manteniamo una posizione lunga sullo yen e abbiamo un’esposizione all’oro.  

 

PROSPETTIVE CROSS ASSET E POSIZIONAMENTO DI PORTAFOGLIO

  • Siamo neutrali sui titoli azionari
    • Siamo sovraesposti alle azioni USA. La regione è la scelta “più sicura” rispetto alle altre, in scia al cambio di orientamento da parte della Fed. Il mercato del lavoro è robusto. Il consumo dovrebbe tenere.
    • Abbiamo una posizione neutrale sulle azioni dei mercati emergenti. L’intenzione della Fed di tagliare i tassi è un vento favorevole per la regione, ma la guerra commerciale è un ostacolo altissimo da superare. Per quest’anno abbiamo ancora un’aspettativa di crescita superiore al 6% per la Cina.
    • La nostra esposizione ai titoli azionari dell’area euro è neutrale. Siamo consapevoli dei fattori restrittivi quali la vulnerabilità del commercio globale. La Germania è attualmente il tallone d’Achille della regione. Parallelamente, alcuni settori appaiono sottovalutati, lo sono a giusto titolo, in quanto gli investitori si ritrovano momentaneamente con un lieve rialzo.
    • Sottopesiamo le azioni europee ad eccezione dell'UEM. La regione ha aspettative di crescita degli utili inferiori e pertanto rendimenti attesi più bassi rispetto al continente e ciò giustifica la nostra view negativa.
    • Siamo neutrali nei titoli azionari giapponesi. Assenza di convinzione, poiché non vi sono catalizzatori. La regione potrebbe recuperare qualora migliorasse il flusso di notizie sulle relazioni internazionali. D’altro canto, il governo ha pianificato un incremento della tassa sui consumi dall’8 al 10% in ottobre.
  • Manteniamo il sottopeso sulle obbligazioni e una duration short.
    • Prevediamo che i tassi e i rendimenti obbligazionari, in particolare i rendimenti del decennale tedesco, viaggeranno a livelli minimi o negativi.
    • A decorrere dal 1 novembre 2019 la BCE avrà un nuovo presidente. La nomina di Christine Lagarde è una buona notizia per chi auspica un orientamento accomodante oltre gli 8 anni di presidenza di Mario Draghi.
    • Il debito dei mercati emergenti ha un carry interessante e i toni accomodanti della Fed costituiscono un vantaggio. L’incertezza legata al commercio e i rischi idiosincratici in Turchia e in Argentina costituiscono un ostacolo.
    • Diversifichiamo le obbligazioni governative a basso rendimento e prediligiamo il debito emergente in valuta forte e le obbligazioni societarie emesse in EUR.