Coffee Break 21/08/2017

Caratteristiche

  • USA: nella prima parte di agosto la fiducia dei consumatori ha segnato il record degli ultimi sette mesi.
  • Eurozona: la crescita economica ha continuato a migliorare, con una crescita del 2,2% su base annua.
  • Asset allocation: manteniamo un sovrappeso sulle azioni e siamo negativi nei confronti delle obbligazioni, pur mantenendo una duration short.

Allocazione di attivi :

La prima metà di agosto è stata caratterizzata da un’impennata della volatilità, seguita tuttavia da un rapido recupero. La Corea del Nord ha innescato l’ondata di vendite di attivi rischiosi, ma in assenza di azioni militari imminenti i mercati hanno recuperato rapidamente parte delle perdite. Negli Stati Uniti, il rischio di ritardi legislativi nelle politiche pro-crescita si è ulteriormente accentuato dopo che alcuni deputati repubblicani hanno preso le distanze dagli ultimi commenti del presidente Trump. A nostro modo di vedere, i recenti sviluppi mostrano con chiarezza che politica e geopolitica rappresentano i due maggiori rischi d’investimento con i quali dobbiamo confrontarci. Considerando la crescita globale saldamente ancorata sopra il 3% e un’inflazione ancora sottotono, la crescita degli utili societari dovrebbe rafforzarsi mentre si riduce il rischio di un rialzo marcato dei rendimenti obbligazionari. Il Giappone è un caso emblematico. In termini annualizzati, nel T2 la crescita economica giapponese sopravanza quella statunitense e dell’eurozona. Con un tasso del 2,1% a/a, si colloca nettamente sopra il suo potenziale (0,75%), favorendo in tal modo l’obiettivo del superamento della deflazione che la BoJ persegue attraverso gli acquisti continuativi di titoli. Oltre a beneficiare del solido contesto economico, sul fronte sia interno che internazionale, che consente una crescita apprezzabile degli utili, gli investimenti nella piazza azionaria giapponese non sono ancora esposti al problema del sovraffollamento. I maggiori rischi per le azioni giapponesi vengono dalle difficoltà politiche del premier Abe (che è intervenuto con un rimpasto di governo nell’intento di rinsaldare il livello del consenso) e dai rischi geopolitici in grado di rafforzare il JPY.

Questa settimana seguiremo con attenzione la riunione delle banche centrali a Jackson Hole.

La nostra attuale strategia d’investimento sui fondi tradizionali:

Legenda
grigio : nessun cambiamento
blu : cambiamento

AZIONI E OBBLIGAZIONI

Manteniamo un sovrappeso sulle azioni e siamo negativi nei confronti delle obbligazioni, pur mantenendo una duration short:

  • Le dinamiche espansionistiche globali sono ben incamminate. Quest’anno e il prossimo anno le prospettive di crescita per l’economia mondiale appaiono saldamente ancorate sopra il 3%, mentre le pressioni inflazionistiche restano modeste.
    • Gli ultimi dati confermano un’espansione superiore al potenziale sia nell’eurozona che in Giappone, mentre gli Stati Uniti stanno archiviando la fase di debolezza attraversata nella prima parte dell’anno.
    • I mercati emergenti beneficiano di fattori positivi quali la stabilizzazione dei prezzi delle materie prime, il deprezzamento dell’USD e una riduzione delle pressioni inflazionistiche, per esempio in Brasile, India e Russia.
    • In tale contesto, concentriamo il posizionamento regionale del portafoglio su area euro, Giappone e mercati emergenti.
  • Le banche centrali abbandoneranno l’orientamento accomodante solo in modo graduale:
    • I resoconti più recenti delle riunioni di politica monetaria delle banche centrali rivelano le difficoltà nell’affrontare il problema dell’inflazione. L’attenzione si focalizzerà probabilmente sulla gestione/riduzione delle voci di bilancio anziché sui tassi d’interesse.
    • La BCE dovrebbe dar seguito all’annunciato tapering dopo l’estate, in linea con la solidità economica nella regione, ma terrà conto anche del recente apprezzamento della moneta unica.
  • Le azioni godono di una valutazione relativa attraente rispetto al credito.
  • I principali rischi per i mercati azionari rimangono di ordine politico e sono passati dall'Europa agli Stati Uniti:
    • Il rischio italiano a medio termine all'orizzonte appare gestibile ed è già stato scontato dai mercati.
    • Le elezioni tedesche non dovrebbero modificare significativamente le prospettive del continente.
    • Nel Regno Unito, i negoziati sulla "Brexit" procedono a passo d'uomo.
    • Negli Stati Uniti, il rischio di un ritardo legislativo nell’approvazione delle politiche pro-crescita si è ulteriormente accentuato. La perdita del sostegno dei CEO, amplificata dai media, e il fallimento della riforma sanitaria al Congresso denunciano la confusione alla Casa Bianca, offuscando ulteriormente l’immagine dei Repubblicani. Un allentamento delle tensioni geopolitiche sarebbe auspicabile. Rileviamo tuttavia un notevole ridimensionamento, nel prossimo futuro, delle aspettative di una schiarita sulle questioni sia interne che internazionali.

 

STRATEGIA PER I TITOLI AZIONARI REGIONALI

  • Rimaniamo favorevoli rispetto ai titoli azionari dell'area euro. I dati del PIL del secondo trimestre confermano l’espansione economica in atto, più forte e geograficamente in fase di ampliamento. Un'espansione economica in corso più robusta e più ampia geograficamente, una banca centrale accomodante e un momentum sugli utili delle società robusto sostengono l'attrattiva degli asset rischiosi della regione. Il recente rafforzamento dell’EUR ha penalizzato la sovraperformance delle azioni dell’UME e conferma che la regione non è più afflitta da un grave eccesso di rischio politico.
  • Manteniamo un sottopeso sui titoli azionari Europe ex-EMU, in particolare sul Regno Unito. Le incertezze sulla situazione politica nel Regno Unito, i negoziati sulla "Brexit" e l'impatto sull'economia ci portano a evitare la regione. La riconfermata debolezza del cambio potrebbe offrire un sollievo temporaneo per le aspettative di crescita degli utili.
  • Manteniamo la nostra valutazione neutrale sulle azioni statunitensi. L’ottimismo post-elettorale delle famiglie e delle imprese ha favorito i mercati azionari statunitensi, ma sulle annunciate politiche pro-crescita e di stimolo fiscale grava un elevato rischio di esecuzione. Il fallimento della riforma sanitaria, le prese di distanza dei Repubblicani dagli ultimi commenti del presidente Trump e l’affievolirsi del sostegno dei CEO rappresentano segnali di allarme.
  • Manteniamo un'esposizione sovrappesata sui titoli azionari giapponesi. Una crescita globale più forte e un mix di politica interna accomodante sono i principali propulsori della performance. Si rafforza la nostra convinzione che la BoJ non seguirà le altre banche centrali nella scelta di una stretta alla politica monetaria in tempi brevi, e ciò dovrebbe finire per indebolire il JPY.
  • Restiamo sovraesposti alle azioni dei mercati emergenti, favorite da valutazioni interessanti in un contesto di solida crescita globale. Quest’anno la Cina non dovrebbe innescare un rischio sistemico e gli ultimi dati alquanto favorevoli stanno spingendo il FMI a rivedere al rialzo le sue aspettative di crescita di medio termine (in media dal 6,0% al 6,4% negli anni dal 2017 al 2021). Continuiamo a seguire con attenzione il settore IT/Tecnologia, che ha contribuito per oltre il 50% ai rendimenti del primo semestre.

 

STRATEGIA PER LE OBBLIGAZIONI

  • Manteniamo il sottopeso sulle obbligazioni e una duration short. Nel medio periodo prevediamo una nuova crescita dei tassi e delle obbligazioni, trainata dalla stretta della Fed e dalle potenziali imminenti pressioni inflazionistiche. Prevediamo un aumento dei salari e uno stimolo potenziale che spingano l'inflazione al rialzo, sebbene dovrà passare più tempo del previsto affinché ciò avvenga. Le potenziali misure protezionistiche negli Stati Uniti restano un’incognita (nuovi negoziati NAFTA, Cina).
  • Continuiamo a diversificare evitando titoli di Stato a rendimento minimo:
  • Abbiamo una visione neutrale sul credito con una contrazione degli spread significativa e un potenziale aumento dei rendimenti obbligazionari che potrebbero erodere la performance.
  • Abbiamo una diversificazione nelle obbligazioni indicizzate all'inflazione.
  • Manteniamo il sovrappeso sul debito dei mercati emergenti con l'allentamento monetario in atto che costituisce un sostegno importante.
  • Siamo prossimi a un'esposizione neutra dell'high yield.
  • Nel mercato valutario, manteniamo una sovraesposizione ridotta all’USD poiché la parità EUR/USD ha sfondato i principali livelli di resistenza.

Macro :

  • Negli Stati Uniti, la fiducia dei consumatori ha segnato ad agosto il record degli ultimi sette mesi, grazie alla crescita dell’indice prospettico del Michigan salito a 97,6 da 93,4 del mese precedente, oltre le aspettative ferme a quota 94.
  • A luglio la produzione industriale è aumentata dello 0,2%, al di sotto dello 0,3% atteso secondo un sondaggio Reuters.
  • Nell’eurozona, la crescita economica ha continuato a migliorare, con una crescita dello 0,6% su base trimestrale. Rispetto all’anno precedente, l’economia ha segnato una crescita del 2,2%, lievemente superiore alle attese dei mercati.
  • A luglio l’inflazione si è mantenuta stabile all’1,3%, in linea con le stime flash. Il dato resta inferiore rispetto all’obiettivo di poco meno del 2% annuo fissato dalla BCE.

Titoli azionari :

Titoli Azionari Europa

Le azioni europee hanno chiuso la settimana in lieve rialzo.

  • L’attenuazione dei timori di un conflitto nella penisola coreana ha contribuito a far crescere la propensione al rischio ad inizio settimana. Venerdì, tuttavia, le azioni hanno registrato un calo dopo la correzione negli Stati Uniti e a causa dell’attacco terroristico a Barcellona.
  • Il FTSE MIB ha ottenuto la migliore performance grazie al PIL italiano che nel secondo trimestre ha guadagnato lo 0,4%, in linea con le previsioni.
  • Anche il DAX ha sovraperformato, grazie all’apporto di E.ON, Bayer e Linde.
  • A fine settimana le azioni spagnole hanno ovviamente subito una correzione, che ha colpito soprattutto linee aeree, hotel e altri settori collegati al turismo.

 

Titoli Azionari USA

Settimana negativa per le azioni USA.

  • Le azioni hanno ceduto posizioni dopo una settimana volatile che è sembrata spesso dominata dai timori per i conflitti interni e globali.
  • L’attenuazione delle tensioni con la Corea del Nord è il motivo principale del buon avvio di settimana del mercato azionario.
  • La flessione delle quotazioni petrolifere ha causato ai titoli energetici i maggiori ribassi della settimana, mentre il segmento delle piccole utility è riuscito a mettere a segno un modesto rialzo.
  • Alla fine della settimana, l’attacco terroristico a Barcellona, la reazione di Donald Trump alla violenza di Charlottesville e lo scioglimento di due forum economici di CEO hanno pesato su quasi tutti gli indici.

 

Titoli Azionari Mercati Emergenti

Settimana positiva per le azioni dei mercati emergenti.

  • Nel secondo trimestre la Malesia ha registrato una crescita economica del 5,8%, un tasso superiore alle attese grazie alla domanda interna e alle robuste esportazioni.
  • Il Brasile ha evidenziato un andamento altalenante dopo lo scampato declassamento da parte dell’agenzia di rating Standard & Poor’s in seguito al ridimensionamento degli obiettivi di bilancio del governo per molti anni a venire.
  • L’Argentina ha segnato un forte progresso grazie all’inatteso successo della coalizione Cambiemos del presidente Mauricio Macri alle elezioni generali di domenica scorsa. 

Rendita fissa :

Tassi

Le persistenti tensioni fra USA e Corea del Nord hanno favorito un clima di avversione al rischio la scorsa settimana.

  • Sono stati pubblicati i verbali delle riunioni di luglio della BCE e del FOMC. L’istituto centrale europeo ha sollevato la questione del rafforzamento dell’EUR (+2,50% tra le riunioni di giugno e luglio) e le sue ripercussioni sull’inflazione, mentre la Fed ha evidenziato la maggiore incertezza sulle prospettive inflazionistiche di breve periodo.
  • A breve dovrebbe tuttavia giungere l’annuncio di una riduzione del bilancio della Fed.
  • L’evento clou di questa settimana sarà il vertice di Jackson Hole fissato nella giornata di giovedì.
  • I tassi a 10 anni di Stati Uniti, Regno Unito, Giappone e Germania si sono attestati rispettivamente a 2,19%, 1,08%, 0,02% e 0,40%. 





Credito

La maggior fiducia dei mercati sposta ora l’attenzione sulle banche centrali sulle due sponde dell’Atlantico.

  • Gli indici sintetici e della liquidità hanno mostrato una lieve volatilità dopo l’attenuazione delle tensioni fra gli USA e la Corea del Nord.
  • La stretta è risultata più evidente sul mercato della liquidità (indice Investment Grade stabile a 96, obbligazioni CoCo in calo di 25 pb a 364 e assicurativi sub-prime in regresso di 18 pb a 207) rispetto ai mercati sintetici (Itraxx Xover in flessione di 5 pb a 249 e finanziari sub-prime in regresso di 3 pb a 123). 


 

Forex

La scorsa settimana l’EUR ha subito pressioni.

  • L’ultimo verbale della BCE pubblicato il giovedì della scorsa settimana rileva le difficoltà della moneta unica legate ai timori delle autorità per il rafforzamento della valuta.
  • Di fronte al perdurare di un’inflazione contenuta, i mercati dubitano di un nuovo rialzo dei tassi da parte della Fed entro fine anno, come anticipato in precedenza, e la scorsa settimana questo ha indebolito il biglietto verde.
  • I toni accomodanti della BCE/Fed hanno favorito il JPY.  

Mercati :

PANORAMICA SETTIMANALE DEI MERCATI



FATTI E CIFRE