LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI
- Prezzi al consumo e alla produzione USA in rallentamento verso l’1,8% a/a a maggio; cresce la probabilità di un taglio dei tassi della Fed quest’estate.
- Boris Johnson vince il primo turno della gara per la leadership del partito conservatore del Regno Unito con uno scarto evidente rispetto ai suoi concorrenti.
- Riunione dei ministri delle finanze del G20 e dei governatori delle banche centrali in Giappone. Christine Lagarde del FMI si è schierata contro l’uso dei dazi.
- I dati cinesi hanno rivelato che i rischi di crescita restano orientati al ribasso, mentre il danno della guerra commerciale è ancora in crescita. Maggiori probabilità in futuro di nuovi stimoli monetari e fiscali.
DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA
- A Washington prenderanno il via le sedute pubbliche sui dazi proposti per 300 miliardi di dollari di merci cinesi importate. In vista della probabile attuazione, a luglio, le aziende hanno la possibilità di chiedere esenzioni.
- Diverse banche centrali (Fed, BoE e BoJ) si riuniranno questa settimana. Questa volta, per gli Stati Uniti, i mercati non prevedono tagli, bensì un taglio totale nella riunione di luglio. Parallelamente, i leader della BCE si riuniranno per un incontro di tre giorni.
- Verranno pubblicati i dati Flash di giugno su PMI e inflazione negli Stati Uniti, Canada, area euro, Regno Unito e Giappone.
- I capi di Stato dell’UE si riuniranno a Lussemburgo per un’altra tornata di colloqui con i candidati alla presidenza della Commissione europea e della BCE.
- Sei candidati restano in lizza per la leadership del Regno Unito nel partito conservatore. Nel corso della settimana avranno luogo ulteriori competizioni ed entro il 22 luglio dovrebbe avvenire la nomina del nuovo PM.
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CONVINZIONI DI INVESTIMENTO
- Scenario core
- Con un ciclo economico contrassegnato da un’incertezza prolungata sul commercio, le banche centrali sono divenute più accomodanti, contribuendo a una riduzione dei rendimenti obbligazionari.
- Il premio per il rischio politico è nuovamente aumentato, ma l’economia globale è in crescita e lo scorso inverno sembra aver raggiunto l’apice.
- Con un ciclo economico contrassegnato da un’incertezza prolungata sul commercio, le banche centrali sono divenute più accomodanti, contribuendo a una riduzione dei rendimenti obbligazionari.
- Nelle economie emergenti, le misure adottate dalle autorità cinesi a sostegno dell’economia potrebbero subire un’accelerazione al fine di mostrare il loro impatto.
- Nell’area euro il ciclo economico permane meno dinamico: in media, oltre il 2019, la crescita del PIL dovrebbe essere dell’1,3%.
- Prospettive di mercato
- La stabilizzazione o il miglioramento dei dati macroeconomici porterebbe probabilmente a un aumento dei rendimenti dei titoli globali, mentre l’attività commerciale in difficoltà e l’aggravarsi del conflitto commerciale metteranno a repentaglio la fiducia nella ripresa
- La prontezza ad agire della Fed e della BCE ha messo un piede al recente calo dei valori azionari.
- Nelle ultime settimane afflussi dei fondi azionari in territorio negativo; investitori prudenti alla luce delle recenti tensioni commerciali.
- Le valutazioni azionarie europee e giapponesi sono inferiori alla media storica, parallelamente i mercati statunitensi ed emergenti sono tornati ai livelli medi a lungo termine.
- Rischi
- Il conflitto commerciale tra Stati Uniti e Cina è in cima alla lista. Potrebbe incidere ulteriormente sulla crescita del prodotto e innescare ulteriori picchi di volatilità. Si prospetta come un problema annoso, al di là del commercio.
- I temi geopolitici (ad esempio l’Iran) rientrano ancora tra le questione attuali irrisolte. Gli esiti potrebbero ancora far pendere l’ago della bilancia da un atterraggio morbido previsto a un atterraggio duro.
- Incertezza politica in Europa (istituzioni europee, conti pubblici italiani, “Brexit”, margine di manovra limitato).
RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION
Manteniamo la neutralità sui titoli azionari con un orientamento tattico regionale: sovrappeso sulle azioni statunitensi e sottopeso su quelle del Regno Unito. Siamo neutrali sul resto. Sul versante obbligazionario manteniamo una duration short e continuiamo a diversificare i titoli di Stato a basso rendimento attraverso le esposizioni al credito e al debito dei mercati emergenti in valuta forte. Abbiamo deciso di trarre profitto dall’USD che dovrebbe arrestare l’apprezzamento.
PROSPETTIVE CROSS ASSET E POSIZIONAMENTO DI PORTAFOGLIO
- Siamo neutrali sui titoli azionari
- Siamo in sovrappeso nelle azioni statunitensi. Riteniamo che sussista ancora un Trump put in aggiunta a un Fed put, il che rende la regione una scelta più sicura.
- Abbiamo una posizione neutrale sulle azioni dei mercati emergenti. L’intenzione della Fed di tagliare i tassi è un vento favorevole per la regione, ma la guerra commerciale è un ostacolo altissimo da superare. Per quest’anno abbiamo ancora un’aspettativa di crescita superiore al 6% per la Cina.
- La nostra esposizione ai titoli azionari dell’area euro è neutrale. Prevediamo un incremento del mercato azionario, ma siamo consapevoli dei fattori restrittivi quali la vulnerabilità del commercio globale. Il mercato del lavoro e la domanda interna rimangono soddisfacenti. La maggior parte degli investitori stranieri ha abbandonato la regione, generando un sottopeso di consenso malgrado le valutazioni poco onerose.
- Sottopesiamo le azioni europee ad eccezione dell'UEM. La regione ha aspettative di crescita degli utili inferiori e pertanto rendimenti attesi più bassi rispetto al continente e ciò giustifica la nostra view negativa.
- Siamo neutrali nei titoli azionari giapponesi. Assenza di convinzione, poiché non vi sono catalizzatori. La regione potrebbe recuperare se il flusso di notizie sulle relazioni internazionali migliora e se la crescita globale si rinnova con maggiore trazione.
- Manteniamo il sottopeso sulle obbligazioni e una duration short.
- Prevediamo un rialzo graduale dei tassi e dei rendimenti obbligazionari, in particolare dei rendimenti tedeschi a 10 anni, da livelli estremamente bassi.
- Nel medio termine un’economia europea in rallentamento, ma pur sempre in espansione, potrebbe generare un aumento dei rendimenti nell'UEM.Il carry è sfavorevole sui titoli europei core e periferici. La BCE è accomodante e inietterà un nuovo TLTRO
- Il debito dei mercati emergenti ha un carry interessante e i tono accomodanti della Fed costituiscono un vantaggio. L’incertezza del commercio e i rischi idiosincratici in Turchia e in Argentina rappresentano un ostacolo.
- Diversifichiamo nei titoli di Stato a basso rendimento e la nostra predilezione va all’High yield statunitense, dal momento che una Fed accomodante, un’inflazione minima e le tensioni legate alla recessione che perdono vigore puntano verso il carry trade.
- Declassiamo l’USD dal momento che dovrebbe evidenziare un arresto dell’apprezzamento.
