Coffee Break 14/10/2019

LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI

  • I negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina sono ripartiti a Washington. Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, è sembrato ottimista durante l’incontro alla Casa Bianca con il vice premier Liu He.
  • A seguito degli ultimi report economici statunitensi, a settembre la crescita interna ha fatto segnare un rallentamento. Inflazione al ribasso, come evidenziato dai prezzi al consumo piatti degli Stati Uniti e attività manifatturiera in discesa. 
  • In Cina le festività della “Settimana d’oro” si sono concluse. Anche se normalmente si assiste a una crescita delle vendite, le proteste a Hong Kong e la guerra commerciale in corso hanno creato distorsioni. Vendite al dettaglio e di ristorazione in aumento dell’8,5%, a fronte del 9,5% dell’anno scorso. 
  • Una nave cisterna iraniana è stata colpita da due missili vicino alla costa dell’Arabia Saudita, accrescendo, ancora una volta, le tensioni geopolitiche tra questi due paesi. Tuttavia, nel corso della settimana, i prezzi del petrolio sono rimasti stabili

 

DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA

  • Gli Stati Uniti dovrebbero procedere a un rialzo dei dazi dal 25% al 30% sui beni cinesi per un valore di 250 miliardi di USD. Inoltre, è prevista l’entrata in vigore di nuovi dazi per le merci dell’UE.
  • La Cina renderà noti i dati relativi alla crescita del PIL nel 3T nonché i dati relativi al commercio, tra cui importazioni, esportazioni e bilancia commerciale. Le previsioni prevedono ancora una crescita del 5,9%, a fronte del 6,2% previsto. 
  • Martedì avrà luogo il quarto dibattito del partito democratico. 

    Elizabeth Warren e Joe Biden restano i capofila.
  • Nel Regno Unito, se i parlamentari non approveranno un accordo sulla Brexit entro sabato, o nessun accordo, il primo ministro Boris Johnson dovrà chiedere all’UE una proroga di ulteriori 3 mesi.
  • La stagione degli utili del 3T inizierà a partire dalle principali banche. 

 

CONVINZIONI DI INVESTIMENTO

  • Scenario core
    • A lungo termine il nostro scenario centrale è moderatamente favorevole. Al momento siamo tatticamente sovraponderati sulle azioni rispetto alle obbligazioni.
    • Le principali incertezze riguardanti i mercati finanziari restano la guerra commerciale e il rallentamento dell’attività manifatturiera. I paesi sviluppati dovrebbero essere in grado di assorbire il nuovo ciclo di tensioni.
    • Le banche centrali stanno venendo in soccorso negli Stati Uniti, in Europa e nei mercati emergenti. A medio termine la loro posizione accomodante costituisce un vantaggio per un mix globale di crescita/inflazione.
    • Nelle economie emergenti, le autorità cinesi mitigano l’impatto della guerra commerciale e il rallentamento della crescita globale attraverso strumenti valutari, monetari e fiscali. I dati economici devono ancora registrare variazioni.
  • Prospettive di mercato
    • Italia, Germania e Paesi Bassi si muovono timidamente verso stimoli fiscali per assumere il testimone della BCE e varare progetti a favore del clima e della crescita.
    • I dati macroeconomici globali appaiono non controllati, a fronte della retorica della guerra commerciale interna ed esterna.
    • La valutazione azionaria relativa rispetto alle obbligazioni rimane interessante, alla luce soprattutto del recente calo dei rendimenti obbligazionari e il posizionamento appare morbido.
  • Rischi
    • Il sentiment di mercato ha già fatto registrare un forte peggioramento. Negli Stati Uniti, i dati economici sono passati da negativi a più altalenanti, ma il rischio politico è in aumento. Un processo formale di impeachment contro il presidente degli Stati Uniti Trump appare inevitabile. In Europa, i rischi al ribasso sono reali.
    • Il conflitto commerciale USA-Cina. Gli Stati Uniti e la Cina hanno deciso di riprendere i negoziati a Washington”.
    • I temi geopolitici (ad esempio l’Iran e Hong Kong) rientrano ancora tra le questione attuali irrisolte. Gli esiti potrebbero ancora far pendere l’ago della bilancia da un atterraggio morbido previsto a un atterraggio duro.
    • Brexit. Una nuova estensione e nuove elezioni sembrano sempre più probabili.

 

RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION

Siamo tatticamente sovrappesati nelle azioni, in particolare in quelle statunitensi e dell’UEM. Sottopesiamo le azioni europee al di fuori dell’UEM. Siamo neutrali nei mercati emergenti e in quelli giapponesi.   Nella parte obbligazionaria, siamo sottopesati sulla duration e diversifichiamo rispetto ai titoli di Stato a basso rendimento attraverso esposizioni al credito, preferibilmente da parte di emittenti europei e al debito dei mercati emergenti in valuta forte. In termini di valuta, manteniamo una posizione lunga sul JPY e siamo neutrali su GBP e USD.

 

PROSPETTIVE CROSS ASSET E POSIZIONAMENTO DI PORTAFOGLIO

  • Siamo sovraponderati sulle azioni.
    • Siamo in sovrappeso nelle azioni statunitensi. Riteniamo che sussista ancora un Trump put in aggiunta a un Fed put, il che rende la regione una scelta relativamente più sicura. La crescita economica, tuttavia, è in rallentamento.
    • Abbiamo una posizione neutrale sulle azioni dei mercati emergenti. La regione ha sottoperformato maggiormente fino ad oggi e potrebbe offrire qualche rialzo. Una Fed statunitense accomodante costituisce un vantaggio.
    • Siamo sovraponderati sui titoli azionari dell'area euro. Siamo consapevoli dei fattori restrittivi, quali la vulnerabilità del commercio globale, e della recessione manifatturiera in Germania. Gli stimoli fiscali in Europa (Paesi Bassi, Germania, Italia) diventano un tema di discussione, tuttavia l’attuazione potrebbe richiedere tempo. Sussiste un margine di manovra alla luce dell’incertezza politica e della visibilità a lungo termine della BCE.
    • Sottopesiamo le azioni europee salvo l'UEM. Le aspettative dei tassi di crescita degli utili della regione sono inferiori come di conseguenza i rendimenti attesi più bassi rispetto al continente e ciò giustifica la nostra view negativa. La Brexit costituisce un ostacolo significativo.
    • Siamo neutrali nei titoli azionari giapponesi. Assenza di convinzione, in quanto manca un catalizzatore. È necessario vedere se i consumi delle famiglie saranno in grado di resistere al rialzo dell’aliquota IVA dall’8 al 10% di inizio di ottobre.
  • Manteniamo il sottopeso sulle obbligazioni, una duration short e diversifichiamo.
    • Prevediamo rendimenti obbligazionari e tassi ai minimi.
    • A decorrere dal 1º novembre la BCE avrà un nuovo presidente. La nomina di Christine Lagarde è una buona notizia per chi auspica un orientamento accomodante oltre gli 8 anni di presidenza di Mario Draghi.
    • Diversifichiamo le obbligazioni governative a basso rendimento e prediligiamo il debito emergente in valuta forte e le obbligazioni societarie emesse in EUR.
    • Il debito dei mercati emergenti ha un carry interessante e i toni accomodanti della Fed costituiscono un vantaggio. L’incertezza sul piano commerciale, un USD robusto e i rischi idiosincratici del paese costituiscono un ostacolo.
    • Abbiamo inoltre un’esposizione all’oro, al fine di incrementare la copertura del portafoglio.