Coffee Break 08/04/2019

LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI

  • Dati macroeconomici, notizie sul commercio, aggiornamenti sulla “Brexit”, decisioni della banca centrale: in teoria, le nuove informazioni disponibili hanno favorito le attività rischiose e hanno frenato il recente calo dei rendimenti obbligazionari.
  • Il dato relativo ai PMI Global ha messo in evidenza un miglioramento dei dati macroeconomici in Cina, un indebolimento in Europa e una stabilizzazione negli Stati Uniti. L’indebolimento in Europa è dovuto quasi esclusivamente alla produzione, a causa della minore domanda estera.
  • Il report occupazionale statunitense si è avvicinato a “Riccioli d’oro”, con la generazione di posti di lavoro che ha registrato un rimbalzo dallo scossone di febbraio; parallelamente, l’inflazione dei salari è rimasta sotto controllo.
  • Il governo del Regno Unito ha avviato negoziati con l’opposizione per sbloccare la situazione della “Brexit” e ha chiesto all’UE di posticipare la data del divorzio al 30 giugno.

DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA

  • Gli elementi salienti saranno il “super mercoledì”, con il vertice di emergenza sulla “Brexit” dell’UE, la riunione della BCE, il report IPC USA e i verbali del FOMC.
  • Con il rendimento del Bund a 10 anni in territorio negativo, a seguito dell’ultima riunione della BCE, prevediamo che numerose saranno le domande rivolte a Mario Draghi sui dettagli del TLTRO e sull’impatto del tasso negativo.
  • Le banche statunitensi daranno il via alla stagione degli utili del 1T.
  • Il premier cinese Li Keqiang si recherà a Bruxelles per il vertice annuale Cina-UE, parallelamente prenderanno il via le riunioni di primavera della Banca Mondiale e del FMI.
  • Israele (martedì) e India (giovedì, seppur con voti scaglionati e risultati a fine maggio) si recheranno alle urne.

 

CONVINZIONI DI INVESTIMENTO

  • Scenario core
    • Abbiamo una view invariata, moderatamente costruttiva e a lungo termine, ma da inizio anno rileviamo il forte rally del mercato avvenuto in un contesto di crescita al rallentatore.
    • Il premio per il rischio politico è sceso e le banche centrali hanno adottato un’impostazione più accomodante.
    • Dati macroeconomici in miglioramento in Cina, si indeboliscono in Europa e si stabilizzano negli Stati Uniti, ma le sorprese economiche permangono negative. Siamo in attesa di un effettivo miglioramento dei dati concreti o di un risultato più tangibile e positivo sul fronte della guerra commerciale. Monitorare gli utili del 1T sarà importante per calibrare la portata del rallentamento.
    • Nelle economie emergenti l’attività continua a far registrare rallentamenti e le misure adottate dalle autorità cinesi a sostegno dell’economia dovrebbero portare nel 2019 a una crescita del PIL prossima al 6%.
    • Negli Stati Uniti prevediamo una crescita a un ritmo più lento rispetto al 2018. La Fed darà prova di “pazienza” per garantire un atterraggio morbido.
    • In Europa il ciclo economico permane meno dinamico e continua a deludere (per il 2019 si prevede una crescita media del PIL dell’1,2%). Politiche fiscali più flessibili dovrebbero aiutare la regione a evitare una recessione.
  • Prospettive di mercato
    • Nelle ultime settimane, flussi verso i fondi azionari in territorio negativo, malgrado la performance positiva dei mercati.
    • Il settore Corporate rimane di per sé una grande fonte di acquisto attraverso i riacquisti, ma durante i report degli utili del 1T è iniziato il periodo di “black-out”.
    • Le valutazioni azionarie sono attualmente a livelli “equi”, inoltre la compressione dello spread rivela anche che il rapporto rischio/rendimento è meno interessante rispetto a inizio anno.
    • Le valutazioni azionarie europee e giapponesi sono inferiori alla media storica, parallelamente i mercati statunitensi ed emergenti sono tornati ai livelli medi a lungo termine.
    • Una riduzione a seguito del recente rialzo e/o dati macroeconomici migliori offrirebbero l’opportunità di rimettere in circolazione la liquidità e di incrementare nuovamente il budget di rischio.
  • Rischi
    • I temi geopolitici rientrano ancora nelle questioni di attualità irrisolte. Gli esiti potrebbero ancora far pendere l’ago della bilancia da un atterraggio morbido previsto a un atterraggio duro.
    • Le relazioni commerciali internazionali rimangono fonte di incertezza. Potrebbero pesare ulteriormente sulla crescita del prodotto e innescare picchi di volatilità.
    • Persistente rallentamento in Europa e nei mercati emergenti, malgrado le misure di allentamento adottate.

 

RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION

Siamo neutrali sui titoli azionari. Nelle ultime settimane abbiamo effettuato prese di profitto dal momento che il nostro sovrappeso nei mesi precedenti ci ha consentito di trarre beneficio della recente ripresa del mercato. In un’ottica regionale tutte le regioni sono state neutralizzate, con una lieve predilezione per le azioni dell’UEM rispetto a quelle dell’Europa UEM esclusa, a causa dei temi irrisolti sulla “Brexit”. Sul versante obbligazionario manteniamo una duration short e diversifichiamo sui titoli di Stato a basso rendimento.

 

PROSPETTIVE CROSS ASSET E POSIZIONAMENTO DI PORTAFOGLIO

  • Siamo neutrali sui titoli azionari
    • Siamo neutrali sui titoli azionari USA. Per il 2019 prevediamo una crescita degli utili più lenta, ma positiva. Le valutazioni azionarie hanno recuperato terreno, parallelamente i corsi azionari sono saliti e le aspettative sugli utili sono state ridotte. Un Congresso diviso e le prossime scadenze di bilancio costituiscono un rischio.
    • Siamo sovraponderati sui titoli azionari dell'area euro. I dati macroeconomici si indeboliscono, ma la domanda interna rimane solida, come dimostrato dal PMI dei servizi. La maggior parte degli investitori stranieri ha capitolato e le valutazioni sono a buon mercato malgrado il rimbalzo.
    • Sottopesiamo le azioni europee ad eccezione dell'UEM. La regione ha aspettative di crescita degli utili inferiori e pertanto rendimenti attesi più bassi rispetto al continente e ciò giustifica la nostra view negativa.
    • Siamo neutrali sui titoli azionari giapponesi. Assenza di convinzione, poiché non vi sono catalizzatori.
    • Abbiamo una posizione neutrale sulle azioni dei mercati emergenti. La pausa della Fed è un vento favorevole per la regione, ma la crescita cinese è il fattore chiave: il sostegno monetario e l’allentamento fiscale dovrebbero garantire un obiettivo di crescita superiore al 6%. Il conflitto commerciale resta irrisolto, sebbene sia diminuito il rischio di nuovi rialzi dei dazi.
  • Manteniamo il sottopeso sulle obbligazioni e una duration short.
    • Prevediamo un rialzo graduale dei tassi e dei rendimenti obbligazionari, in particolare dei rendimenti tedeschi e statunitensi a 10 anni.
    • Nel medio termine un’economia europea in rallentamento, ma pur sempre in espansione, potrebbe generare un aumento dei rendimenti nell'UEM. Il carry è sfavorevole sui titoli europei core e periferici. La BCE è accomodante e inietterà un nuovo TLTRO.
    • Il debito dei mercati emergenti presenta un carry interessante, ma i timori legati alla crescita dovuti alla retorica della guerra commerciale costituiscono rischi chiave potenziali.
    • Diversifichiamo nei titoli di Stato a basso rendimento e la nostra predilezione va all’High yield statunitense.