Giovedì scorso, come previsto, la BoE ha lasciato invariata la propria politica. Le stime del PIL sono state riviste al ribasso con un taglio della crescita relativa al 2017 e al 2018 pari all'1,7% e all'1,6% rispettivamente, sull'onda della persistente incertezza sui risultati dei negoziati relativi alla "Brexit" suscettibili di incidere tanto sulla domanda quanto sull'offerta. A ottobre è stato altresì osservato un picco dell'inflazione al 3%, con un'oscillazione graduale verso il 2,2% per il 2019. Come reazione immediata, la GBP ha registrato un calo notevole rispetto all'USD e all'EUR. La banca centrale, tuttavia, ha avvertito che i tassi potrebbero richiedere un aumento più rapido rispetto ai livelli con cui i mercati li scontano attualmente.
Le pubblicazioni degli utili e delle vendite hanno continuato a sorprendere positivamente negli Stati Uniti, mentre le revisioni degli utili sono rimaste altrettanto ampiamente positive salvo per il settore energetico. Anche le prospettive per i prossimi mesi sono state incoraggianti, poiché le società multinazionali hanno tratto beneficio dall'USD debole. In Europa, l'immagine è apparsa meno ottimista malgrado le pubblicazioni degli utili ampiamente in linea finora. Il tasso di revisione degli utili è sceso a un livello minimo a 1 anno sulla scia del recente apprezzamento dell'EUR, portando a una revisione al ribasso delle attese relative alla crescita per il 2017 a circa -11%.
Sebbene auspicassimo la fine dell'apprezzamento EUR/USD, osserviamo che nel breve periodo è stata violata un'importante resistenza e abbiamo pertanto deciso di vendere la metà dell'esposizione sovrappesata all'USD.
Nelle prossime settimane monitoreremo attentamente l'evoluzione politica del Regno Unito e degli Stati Uniti nonché le riunioni delle banche centrali a Jackson Hole.
La nostra attuale strategia d’investimento sui fondi tradizionali:
Legenda
grigio : nessun cambiamento
blu : cambiamento
AZIONI E OBBLIGAZIONI
Manteniamo un leggero sovrappeso sulle azioni e siamo negativi nei confronti delle obbligazioni, pur mantenendo una duration short.
- Le dinamiche espansionistiche globali sono ben incamminate.
- I dati più recenti, compresa l'indagine della BCE sui prestiti bancari a luglio, confermano che il recupero dell'area euro è sulla buona strada e nel 2017-18 sta contribuendo a una crescita superiore al tendenziale.
- Il flusso di notizie economiche comincia a divenire più premiante negli Stati Uniti, al contempo i mercati emergenti godono di una buona dinamica economica.
- In tale contesto, concentriamo il posizionamento regionale del portafoglio su area euro, Giappone e mercati emergenti.
- La divergenza in materia di politica monetaria tra le due sponde dell'Atlantico dovrebbe perdurare:
- Riteniamo che gli investitori trasudino ottimismo in quanto agli adeguamenti politici della Fed, mentre sono molto più cauti sull'impatto delle decisioni della BCE. Nonostante un eventuale annuncio di tepering, per il prossimo anno la BCE continuerà ad espandere il proprio bilancio. Al contempo, entro ottobre 2017, la Fed potrebbe avviare una riduzione del proprio bilancio e nel 2018 accelerare il ritmo della riduzione di quest'ultimo. Il simposio di Jackson Hole di agosto dovrebbe fornire maggiore chiarezza.
- Le azioni godono di una valutazione relativa attraente rispetto al credito.
- I principali rischi per i mercati azionari rimangono di ordine politico e sono passati dall'Europa agli Stati Uniti:
- che le elezioni italiane saranno tenute nel 2017 è improbabile. Il rischio italiano a medio termine all'orizzonte appare gestibile ed è già stato scontato dai mercati.
- Nel Regno Unito, i negoziati sulla "Brexit" procedono a passo d'uomo.
- I timori legati al protezionismo sono diminuiti, sebbene non svaniti del tutto. Le tensioni geopolitiche in Siria, Corea del Nord, Russia e potenzialmente in Iran possono generare incertezze.
- Negli Stati Uniti, dopo il fallimento della riforma sanitaria, il bilancio 2018 e la riforma fiscale saranno fondamentali per la credibilità della presidenza di Donald Trump. Lo slittamento della tempistica dello stimolo fiscale appare tuttavia come una nuova fonte di incertezza.
STRATEGIA PER I TITOLI AZIONARI REGIONALI
- Rimaniamo favorevoli rispetto ai titoli azionari dell'area euro. Un'espansione economica in corso più robusta e più ampia geograficamente, una banca centrale accomodante e un momentum sugli utili delle società robusto sostengono l'attrattiva degli asset rischiosi della regione. Siamo ancora favorevoli ai titoli italiani, soprattutto perché rimangono relativamente immuni all'apprezzamento dell'EUR. Manteniamo inoltre l'esposizione nei confronti delle banche. Il forte calo del premio per il rischio politico e i recenti salvataggi bancari ripristinano la fiducia. Tuttavia, rimaniamo vigili dal momento che il recente apprezzamento dell'euro ha funto da traino per la performance dei titoli dell'area euro.
- Manteniamo un sottopeso sui titoli azionari Europe ex-EMU, in particolare sul Regno Unito. Le incertezze sulla situazione politica nel Regno Unito, i negoziati sulla "Brexit" e l'impatto sull'economia ci portano a evitare la regione.
- Manteniamo una posizione neutrale sui titoli azionari statunitensi. La grande debolezza USA potrebbe ora essere alle nostre spalle. Sul versante economico è iniziata la correzione dalle sorprese dei livelli negativi estremi. Tuttavia, continuiamo a ravvisare un rischio di esecuzione nello stimolo fiscale previsto e monitoreremo i prossimi aggiornamenti dei legislatori.
- Manteniamo un'esposizione sovrappesata sui titoli azionari giapponesi. Una crescita globale più forte e un mix di politica interna accomodante sono i principali propulsori della performance. Inoltre, la BoJ ha confermato la propria politica monetaria fortemente accomodante su un indebolimento dello JPY. Tuttavia, rimaniamo cauti con l'indice di approvazione di Abe in dicesa.
- Manteniamo un sovrappeso sui titoli azionari dei mercati emergenti. Beneficiano di valutazioni attraenti in un contesto di crescita globale robusto. Le modifiche al bilancio della Fed potrebbero generare maggiori incertezze sui mercati emergenti, tuttavia il ciclo globale e le politiche monetarie nazionali accomodanti dovrebbero sostenerle.
STRATEGIA PER LE OBBLIGAZIONI
- Manteniamo il sottopeso sulle obbligazioni e una duration short. I rendimenti sovrani dell'UE e degli USA sono aumentati e dovrebbero mantenere la tendenza rialzista guidati da una stretta della Fed e dalle potenziali pressioni inflazionistiche imminenti. Prevediamo un aumento dei salari e uno stimolo potenziale che spingano l'inflazione al rialzo, sebbene dovrà passare più tempo del previsto affinché ciò avvenga.
- Continuiamo a diversificare evitando titoli di Stato a rendimento minimo:
- Abbiamo una visione neutrale sul credito con una contrazione degli spread significativa e un potenziale aumento dei rendimenti obbligazionari che potrebbero erodere la performance.
- Abbiamo una diversificazione nelle obbligazioni indicizzate all'inflazione.
- Manteniamo il sovrappeso sul debito dei mercati emergenti con l'allentamento monetario in atto che costituisce un sostegno importante.
- Siamo prossimi a un'esposizione neutra dell'high yield: abbiamo rivisto al ribasso gli obiettivi dello spread, l'effetto della duration è meno negativo e il carry permane interessante.
- Sul versante valutario, abbiamo venduto metà dell'esposizione sovrappesata sull'USD, con il tasso di cambio EUR/USD che ha violato i livelli di resistenza fondamentali.





