Le assemblee della BoJ e del FOMC svoltesi a settembre hanno confermato che la linea di condotta delle banche centrali rimane morbida:
- Il ritmo degli aumenti del tasso d'interesse della Federal Reserve resterà graduale, ma la probabilità di un aumento a dicembre è cresciuta.
- La BoJ ha modificato la propria strategia fissando un obiettivo per il rendimento a 10 anni. Questa nuova misura potrebbe preparare il terreno per altre decisioni da parte delle banche centrali, in particolare la BCE. Essa dovrebbe consentire un'impennata della curva dei rendimenti, al fine di attenuare i risultati negativi nel settore del banking.
Qualora la BCE seguisse lo stesso percorso, secondo la nostra opinione, queste azioni avrebbero due implicazioni:
- Abbiamo verosimilmente raggiunto il fondo sui rendimenti delle obbligazioni statali core immediatamente dopo il voto sulla "Brexit ".
- Rimaniamo tuttavia in un contesto di basso rendimento, ma con tassi di interesse meno volatili.
Quelle politiche ancora di sostegno a livello globale ci consentono di rimanere costruttivi sugli attivi ad alto reddito, quali ad esempio le obbligazioni dei paesi emergenti.
La nostra attuale strategia di investimento sui fondi tradizionali:
Legenda
grigio : nessun cambiamento
blu : cambiamento
AZIONI E OBBLIGAZIONI
Attualmente abbiamo un posizionamento strategico neutrale sui titoli azionari rispetto alle obbligazioni:
- Il flusso delle notizie macro è in linea con i livelli di crescita, bassi ma positivi.
- Negli U.S.A. ci attendiamo il prevalere di una politica monetaria accomodante, mentre le autorità cinesi continueranno ad offrire un mix di politiche di sostegno.
- L'Europa dimostra attualmente una resilienza a seguito del referendum sulla "Brexit".
- La stabilizzazione dei prezzi dei prodotti di base attenua i rischi di rallentamento su scala globale.
- I rischi economici nel medio e lungo termine sono aumentati a causa di vari eventi politici:
- Per il momento, gli indicatori globali di crescita sono poco influenzati dalla "Brexit".
- Il Regno Unito sembra essere abbastanza resiliente nel periodo immediatamente successivo ad essa.
- Per la fine dell'anno si delineano minacciosi alcuni rischi politici: le elezioni presidenziali negli U.S.A., il referendum costituzionale in Italia, le probabili nuove elezioni in Spagna e, naturalmente, le trattative per la "Brexit".
- Le banche centrali mantengono un posizionamento morbido, fornendo un'ampia liquidità ai mercati.
- I mercati hanno iniziato a valutare un aumento da parte della Fed entro la fine dell'anno, che costituisce il nostro scenario base.
- La Bank of Japan si rinnova con il targeting della curva di rendimento, mentre la BCE rimane accomodante e mantiene i suoi tassi di riferimento ancorati in territorio negativo perseguendo il Quantitative Easing (QE).
- Il mercato del petrolio prosegue nel suo riequilibrio, portando ad una stabilizzazione dei mercati dei prodotti di base. Questo rappresenta un sostegno per gli attivi a rischio, in particolare per il debito emergente, l'ambito high yield e le obbligazioni inflation-linked.
- I mercati emergenti affrontano meno venti contrari, grazie ad una stabilizzazione dei prezzi dei prodotti di base, all'efficace stimolo cinese e alla cautela della Fed.
STRATEGIA PER I TITOLI AZIONARI REGIONALI
- Abbiamo rivalutato il nostro posizionamento rispetto ai titoli azionari in zona euro e abbiamo deciso di mantenere il nostro posizionamento neutro (dalla metà di agosto).
- Consideriamo l'incertezza politica europea come la ragione principale della relativa underperformance dei titoli azionari della zona euro rispetto a quelli statunitensi. I titoli azionari della zona euro hanno registrato una underperformance del 15% dall'inizio dell'anno, il che è in linea, in base ai nostri modelli, con l'aumento dei rischi politici.
- L'attuale premio di rischio dei titoli azionari della zona euro è interessante, ma può essere in gran parte spiegato dal livello di rischio politico.
- Questo rafforza la nostra relativa cautela sugli attivi europei, mentre potremmo ancora beneficiare, sul piano tattico, di periodi più brevi del re-rating (implementazione di strategie di opzioni).
- Abbiamo attualmente una strategia sui valori relativi in favore del DAX rispetto al FTSE 250, pur rimanendo neutrali. Anticipiamo un'economia interna in lotta nel Regno Unito a seguito della "Brexit".
- Abbiamo mantenuto il nostro sottopeso nei titoli azionari del Regno Unito.
- Abbiamo una posizione neutrale sui titoli azionari statunitensi, poiché la solidità della spesa al consumo, la stabilità dei prezzi del petrolio, e la maggiore debolezza del USD dovrebbero portare ad un miglioramento dell'economia statunitense nel secondo semestre.
- Abbiamo una posizione neutrale sul Giappone.
- I mercati emergenti rimangono la nostra principale conviction. I fondamentali sono in via di miglioramento e la valutazione è interessante, mentre la piega positiva dei flussi e un set-up tecnico interessante mostrano un potenziale di re-rating.
- All'interno dei mercati emergenti favoriamo l'India. I fondamentali economici stanno migliorando, sia sul piano strutturale che ciclico, e la resilienza dell'economia Indiana è sostenuta da un piano di riforma interna che rende il paese meno vulnerabile alle influenze esterne.
STRATEGIA PER LE OBBLIGAZIONI
- A seguito dell’accordo dell'OPEC che fissa il tetto della produzione tra 32,5 e 33 mb/giorno, e al segnale tecnico tendente al rialzo sul NOK/CHF, abbiamo deciso di implementare il posizionamento a lungo termine sul NOK rispetto al CHF:
- Il NOK trae parzialmente beneficio dal contraccolpo del prezzo del petrolio, mentre i tassi di interesse della banca centrale dovrebbero rimanere invariati.
- Il CHF è sopravvalutato.
- Continuiamo riconvertire le obbligazioni statali a rendimento basso o negativo:
- Rimaniamo nel complesso leggermente più orientati sul breve termine e abbiamo recentemente aumentato questa sottoponderazione.
- Rimaniamo positivi sulle obbligazioni aziendali statunitensi e sul debito emergente, sia in valuta locale che in valuta forte. Le obbligazioni dei paesi emergenti beneficiano attualmente di afflussi, poiché producono un rendimento interessante a confronto con i mercati sviluppati.
- Siamo positivi sull'ambito high yield, ma abbiamo iniziato a percepire un certo profitto. La significativa stretta degli spread di questa estate ha ridotto il potenziale. Soltanto il carry è ancora interessante.
- Siamo positivi sulle obbligazioni inflation-linked. Consideriamo le aspettative di inflazione contenuta come un fenomeno temporaneo e ci attendiamo un aumento graduale dei dati inerenti all'inflazione dei salari e ai prezzi di consumo. Questo implica un nuovo rating delle obbligazioni protette dall'inflazione nel corso dei trimestri a venire
Il nostro posizionamento a lunga sulle valute dei mercati emergenti si basa sulla nostra convinzione che il picco nel USD e i prezzi bassi dei prodotti di base siano ormai alle nostre spalle.

Titoli Azionari Europa
Performance leggermente negative per i titoli azionari europei con lo Stoxx 600 che chiude a meno 343, con un calo pari allo 0,70% per la settimana.
- Mentre venerdì i titoli finanziari hanno portato i mercati al crollo, i titoli del settore energetico hanno registrato un breve sobbalzo nei primi giorni della settimana, dopo la notizia dell'accordo dell'OPEC di ridurre l'approvvigionamento petrolifero.
- Le preoccupazioni riguardo alla Deutsche Bank, una delle maggiori banche europee, hanno turbato la maggior parte dei titoli finanziari, poiché gli investitori temevano che la banca sarebbe stata significativamente indebolita a seguito di una cospicua multa emessa dal Dipartimento di Giustizia statunitense (US Department of Justice).
- l'Ufficio per le Statistiche Nazionali del Regno Unito (UK's Office for National Statistics) ha riportato che l'economia nazionale è cresciuta più rapidamente durante il Q2 rispetto a quanto stimato in precedenza. Questo corrobora la tesi che la "Brexit" non costituirebbe per l'economia del Regno Unito un fattore di indebolimento tanto forte quanto si era creduto in precedenza.
- A livello di settore, le Risorse Base, il Petrolio e il Gas e i Pubblici Servizi hanno registrato una outperformance del benchmark (1,62%, 1,56% e 0,92% rispettivamente), mentre le Telecomunicazioni (-1,46%), Assicurazioni (-2,50%) e Cure Sanitarie (-2,55%) hanno riportato una underperformance.
Titoli Azionari USA
Settimana in leggera tendenza positiva per i titoli azionari statunitensi con lo S&P 500 che ha chiuso a 2168 lo scorso venerdì.
- I titoli statunitensi hanno chiuso in leggero aumento per la settimana dopo che la ripresa di venerdì ha aiutato a cancellare la maggior parte delle forti perdite del giorno precedente.
- I titoli a piccola capitalizzazione, che sono tipicamente più volatili, sono rimasti indietro rispetto alle loro controparti a grande capitalizzazione.
- Le preoccupazioni sulla banca tedesca Deutsche Bank, la rivalutazione delle azioni intraprese dalla banca centrale la settimana precedente, e le crescenti incertezze riguardo ai termini dell'uscita del Regno Unito dall'Unione europea hanno pesato sui mercati statunitensi.
- Mercoledì i titoli del settore petrolifero hanno incentivato i mercati in seguito all'accordo raggiunto dall'OPEC di tagliare la produzione.
- I mercati, in particolare i titoli bancari, hanno registrato una ricaduta giovedì a causa dell'intensificarsi delle preoccupazioni riguardo alla Deutsche Bank e a Wells Fargo.
- A livello di settore, quello Energetico, dei prodotti Industriali e dei Materiali hanno registrato una outperformance rispetto al S&P 500 (4,64%, 1,02% e 0,85% rispettivamente), mentre quello Sanitario (-1,44%), Immobiliare (-1,83%) e dei Pubblici Servizi (-3,85%) hanno riportato una underperformance.
Titoli Azionari Mercati Emergenti
Un'altra settimana in leggera tendenza negativa per i titoli azionari dei mercati emergenti, con una perdita dell'indice principale pari all'1,5%.
- I dati economici migliori del previsto registrati negli U.S. A. hanno rafforzato le scommesse che la Fed avrebbe aumentato i tassi di interesse entro la fine dell'anno, e i titoli dei prodotti di base hanno ricevuto un incentivo dopo che l'accordo dell'OPEC di tagliare la produzione ha incrementato la domanda di attivi a rischio.
- L'India ha avuto una settimana difficoltosa, poiché il governo indiano ha attaccato i campi di terroristi in Pakistan nella tarda giornata di mercoledì quale rappresaglia a seguito di un attacco mortale a soldati indiani ai primi di settembre.
- A livello di settore, quello dell'Energia, dei Material e dei Beni di consumo di prima necessità hanno registrato una outperformance rispetto al benchmark (0,39%, -0,18% e -1,19% rispettivamente), mentre quello Immobiliare (-2,48%), Sanitario (-3,01%) e dei Pubblici Servizi (-3,71%) hanno riportato una underperformance.
Titoli Azionari Mercati Emergenti
Un'altra settimana in leggera tendenza negativa per i titoli azionari dei mercati emergenti, con una perdita dell'indice principale pari all'1,5%.
- I dati economici migliori del previsto registrati negli U.S. A. hanno rafforzato le scommesse che la Fed avrebbe aumentato i tassi di interesse entro la fine dell'anno, e i titoli dei prodotti di base hanno ricevuto un incentivo dopo che l'accordo dell'OPEC di tagliare la produzione ha incrementato la domanda di attivi a rischio.
- L'India ha avuto una settimana difficoltosa, poiché il governo indiano ha attaccato i campi di terroristi in Pakistan nella tarda giornata di mercoledì quale rappresaglia a seguito di un attacco mortale a soldati indiani ai primi di settembre.µ
A livello di settore, quello dell'Energia, dei Material e dei Beni di consumo di prima necessità hanno registrato una outperformance rispetto al benchmark (0,39%, -0,18% e -1,19% rispettivamente), mentre quello Immobiliare (-2,48%), Sanitario (-3,01%) e dei Pubblici Servizi (-3,71%) hanno riportato una underperformance.
Tassi
Il sentimento nei confronti del rischio continua ad essere guidato dai titoli delle testate sulla Deutsche Bank e sui rischi politici in Europa, che hanno trainato i rendimenti sovrani core verso il basso nel corso della settimana.
- Il flusso di notizie relative alla Deutsche Bank e all’accordo dell’OPEC sulla limitazione della produzione hanno continuato a guidare il sentimento nei confronti del rischio.
- Sul fronte politico, la probabilità di un governo di minoranza guidato dal PP in Spagna è aumentata sulla scia degli ultimi eventi correlati agli scarsi risultati del Partito Socialista PSOE ottenuti nelle elezioni regionali del 25 settembre. In Italia, la data del referendum è stata fissata al 4 dicembre.
- I rendimenti sovrani core si sono dimostrati più bassi, con un rallentamento dei rendimenti italiani.
- I rendimenti a 10 anni di Stati Uniti, Regno Unito, Giappone e Germania si sono attualmente attestati rispettivamente a 1,59%, 0,75%, -0,12% e -0,09%. I rendimenti spagnoli e Italiani a 10 anni si sono attestati rispettivamente a 0,88% e 1,19%.
Attività di cambio (Forex)
La scorsa settimana, le valute connesse ai prodotti base hanno registrato le migliori performance.
- Accanto ai titoli sulla Deutsche Bank, le performance dei mercati valutari della scorsa settimana sono stati principalmente trainati da un accordo a sorpresa dei membri dell’OPEC volto a ridurre la produzione di petrolio.
- L’MXN ha registrato un apprezzamento del 2,17% rispetto all’Euro, una performance ulteriormente sostenuta da un aumento del tasso da parte della Central Bank of Mexico.
- Seguono il NOK, CAD, AUD e NZD come performer principali della settimana, con il NOK che ha tratto beneficio da un forte slancio economico e da una revisione delle aspettative intorno alla politica monetaria della Norges Bank.
- L’USD è rimasto vincolato al range rispetto all’EUR, nonostante i comunicati economici migliori del previsto.
- Il CHF, JPY e SEK sono stati i principali underperformers della settimana.
Credito
Come per altre classi principali di attivi, la scorsa settimana i principali fattori trainanti degli spread sono state le preoccupazioni riguardo alla Deutsche Bank.
- Il credito IG si è ampliato di 2 punti base (da 111 a 113 punti base sulle obbligazioni statali) e i Non-financials si sono mantenuti stabili (100 punti base), ma i Financials sono stati colpiti dal trambusto intorno alla Deutsche Bank (da 130 a 135 punti base).
- Il debito subordinato ha subito maggiormente gli effetti delle preoccupazioni con un ampliamento degli indici LT2 di 7 punti base (raggiungendo 203 punti base).
- Settimana lenta per il mercato delle nuove emissioni: €8,8 miliardi in tutti i mercati in non-financials (ex. Total e ENBW Hybrids, Veolia, Vodafone, Hutchison e Amadeus) e soltanto just €1,1 miliardi per i financials (SocGen e Blackstone)