Coffee Break 02/06/2020

LA SCORSA SETTIMANA IN SINTESI

  • L'attività sembra essere in ripresa, da metà maggio nell'Eurozona rispetto alla fine di aprile negli Stati Uniti. Gli indicatori di mobilità continuano a migliorare sulla scia del graduale allentamento dei lockdown
  • I PMI di maggio pubblicati negli Stati Uniti, in Cina e nell'Eurozona confermano la graduale ripresa delle fabbriche dalla paralisi.
  • L'Assemblea Nazionale del Popolo cinese, iniziata in ritardo e più breve del solito, si è concentrata sulla crescita qualitativa, in particolare sugli investimenti nelle infrastrutture tra cui il 5G, poiché il deficit di bilancio aumenterà.
  • Il tentativo della Cina di rafforzare la presa su Hong Kong, minacciando fondamentali libertà politiche e civili, sta rapidamente portando a un deterioramento delle relazioni internazionali.

 

DATI ED EVENTI DI QUESTA SETTIMANA

  • In vista delle elezioni USA che si terranno tra 5 mesi, cresce la retorica del "ritenere la Cina responsabile". Il sentiment degli investitori è debole poiché temono conseguenze sul commercio globale.
  • La BCE potrebbe annunciare un aumento del suo programma di acquisto per l'emergenza pandemica. L'istituto indicherà in dettaglio le sue previsioni sulla contrazione economica nel 2020 (in un range previsto tra il -8% e il -12%).
  • A breve sarà pubblicato il rapporto mensile sull'occupazione negli Stati Uniti che dovrebbe chiarire l'entità dei danni causati dal lockdown. Il calo registrato la scorsa settimana nelle richieste di sussidi di disoccupazione fornisce qualche speranza.
  • La Brexit tornerà alla ribalta in occasione dell'ulteriore round di negoziati tra il Regno Unito e l'UE.

 

CONVINZIONI DI INVESTIMENTO

  • Scenario di base
    • Le recenti performance del mercato hanno fornito due indicazioni: è bene continuare a optare per i "vincitori" a medio termine di questa crisi (ad es. tecnologia, sanità, temi sostenibili) e iniziare a cercare asset con livelli di valutazione storicamente interessanti che forniscono anche opportunità di investimento (ad es. debito dei mercati emergenti, settori value europei, valute convenienti).
    • Stiamo monitorando diversi indicatori per valutare la nostra posizione: quelli legati all'epidemia sono rischio di mercato, ripresa dell'attività, risposta della politica e valutazioni. Al momento, l'attenzione si concentra sull'attuazione di strategie di uscita, nonché sulla scoperta di un vaccino, soprattutto data la possibilità di una seconda ondata epidemica.
    • Nel medio termine, l'allentamento delle politiche da parte di quasi tutte le banche centrali e l'allentamento fiscale rappresentano un sostegno. La Fed, la BCE e la BoJ continuano ad allentare ulteriormente le politiche. È fondamentale che vengano adottate misure fiscali, soprattutto in Europa, per sostenere la ripresa dell'economia in una fase futura, a maggior ragione in caso di deflazione.
    • Nel breve termine, segnali positivi vengono dalla ripresa dei dati e delle sorprese economiche, ma la volatilità non verrà meno poiché la visibilità sulle conseguenze dell'epidemia rimane limitata.
  • Opinioni sul mercato
    • La maggior parte dei Paesi ha raggiunto il picco nei contagi da Covid-19. Al momento tre Paesi rappresentano la metà dei contagi nel mondo: Stati Uniti, Russia e Brasile. L'epicentro si è ora spostato in Sudamerica.
    • Le misure di confinamento e distanziamento sociale sono state molto diverse da Paese a Paese, ma l'impatto economico e il calo dell'attività sono stati enormi per tutti. L'attuale riapertura delle economie è una necessità, ma è implementata in maniera diversa.
    • Le risposte della politica fiscale e monetaria andranno oltre la fine dell'epidemia. La politica monetaria mira a garantire un'ampia liquidità e, per alcuni Paesi, comporta ulteriori programmi di acquisti di asset.
  • Rischi
    • Il coronavirus rappresenterà un rischio finché non verrà contenuto o non si troverà un vaccino che superi i test, venga prodotto in serie e commercializzato. Tra i 118 candidati nel produrre vaccini, al momento sei prevedono tre ondate di commercializzazione a partire dalla fine del 2020.
    • La risposta politica europea deve migliorare. I leader dell'UE hanno concordato sulla necessità di un Recovery Fund "post corona", ma finora non hanno raggiunto un accordo. Il divario tra nord e sud si sta ampliando.
    • Il conflitto tra Stati Uniti e Cina, sempre incombente, sta offuscando la crescita globale.
    • Questioni politiche interne agli Stati Uniti. Joe Biden è l'unico democratico rimasto in corsa per la presidenza contro Donald Trump.
    • Negoziati commerciali tra Regno Unito e UE. Il Regno Unito ha chiarito che il ritiro dall'UE non sarà rinviato oltre il 31 dicembre 2020.

 

RECENTI VARIAZIONI NELLA STRATEGIA DI ASSET ALLOCATION

Sulle azioni abbiamo un leggero sottopeso e continuiamo a rafforzare l'esposizione sui settori value/ciclici che stanno ancora arrancando. Siamo prossimi alla parte superiore del range di negoziazione identificato, ma i mercati non hanno ancora mostrato una direzione definita. La nostra strategia di tipo Barbell combina (1) un'esposizione piuttosto cauta sull'azionario generale e una maggiore allocazione sul credito investment grade europeo con (2) un maggiore beta nella strategia bilanciata attraverso asset con valutazioni interessanti come le banche europee, l'automotive, il debito emergente e la NOK. Il rapporto rischio/rendimento per gli investitori a lungo termine è migliorato, ma la volatilità permane. In questa ripresa la pazienza è di fondamentale importanza.

 

STRATEGIA CROSS ASSET

  • Data la mancanza di visibilità, la nostra esposizione azionaria è leggermente sottopesata.
    • Abbiamo un leggero sottopeso sul Regno Unito. Il Covid-19 ha cambiato le priorità nel Regno Unito. Cresce il timore per un eventuale no-deal alla fine del periodo di transizione per l'uscita dall'UE. Probabilmente entro la fine dell'anno si raggiungerà un accordo di libero scambio "limitato", che include scambi di beni a zero dazi, ma con significative barriere sui servizi. Un eventuale no-deal, o una maggiore incertezza sull'accordo, se non una sua totale mancanza, avrebbe gravi conseguenze sui titoli del Regno Unito.
    • Siamo neutrali su tutte le altre regioni, senza alcuna forte convinzione. L'incertezza che circonda il coronavirus pesa sul sentiment degli investitori, ma le risposte fiscali e monetarie sono massicce, soprattutto negli Stati Uniti.
    • Fin dall'inizio della crisi del coronavirus alcuni asset sono stati colpiti duramente, pertanto ora offrono livelli di valutazione storicamente interessanti e quindi rappresentano opportunità di investimento. Non è facile trovare il miglior punto d'ingresso, ma è bene rafforzare opportunisticamente alcune posizioni. Ad esempio, i settori "value" stanno già scontando molte cattive notizie.
    • Manteniamo le nostre principali convinzioni in vari investimenti tematici. I settori della tecnologia, dell'oncologia e delle biotecnologie si dimostrano relativamente resilienti nell'attuale contesto e rivelano un elevato potenziale di crescita dettato dall'innovazione e dal potere di definizione dei prezzi. I temi riguardanti il cambiamento climatico offrono esposizione a soluzioni chiave per un futuro più pulito. Riteniamo inoltre che la sostenibilità continuerà ad acquisire importanza per gli aspetti sociali e ambientali. Una solida governance sembra fornire risultati migliori durante la pandemia, sia a livello aziendale che statale.
  • Abbiamo una posizione di sottopeso sulle azioni, mantenendo una duration breve, ma siamo estremamente diversificati poiché l'attuale contesto potrebbe creare opportunità nei mercati obbligazionari.
    • Abbiamo un sottopeso sui titoli di Stato che non presentano alcun potenziale di rendimento se non in fasi di avversione al rischio e durante la conseguente fuga verso la qualità.
    • In un portafoglio multi-asset, la diversificazione nel credito pare più interessante: abbiamo un sovrappeso sul segmento investment grade statunitense ed europeo dato il supporto fornito dagli acquisti delle banche centrali.
    • Anche sul debito emergente, tra cui obbligazioni societarie sia in valuta locale che in valuta forte, abbiamo un sovrappeso.
    • Manteniamo l'esposizione su oro, JPY e NOK, che svolgono il ruolo di beni rifugio.



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