A maggio la ripresaha compiuto progressi, con gli indicatori economici, in particolare il PMI, ancora a livelli elevati e le campagne vaccinali che hanno contribuito all'ottimismo degli investitori in merito alle riaperture attuali e future. All'inizio del mese, però, sui mercati si è registrato un po' di nervosismo a causa dei timori sull'inflazione, ma i messaggi di FED e BCE sembrano aver convinto gli investitori. Queste due forze, il sostegno monetario e i progressi nelle campagne vaccinali hanno fatto diminuire la volatilità su valute, obbligazioni e azioni, determinando un andamento positivo. I vincoli sul fronte dell'offerta nel mercato del lavoro e le catene di approvvigionamento rappresenteranno le principali cause di timori nelle prossime settimane e mesi, ma le prospettive di un rinnovato sostegno monetario destano ottimismo sulla crescita futura.

Sensazione di tranquillità

L'economia mondiale sta migliorando e il settore manifatturiero continua a risultare abbastanza solido, con un PMI manifatturiero globale pari a 56. Inoltre, le scorte rimangono ridotte, tanto che il rapporto scorte/vendite è in lieve recupero rispetto alla futura produttività PMI. Persino il Brasile ha evidenziato un solido aumento del PMI manifatturiero. Data l'ingente domanda manifatturiera, non sono venuti meno i colli di bottiglia nelle catene di approvvigionamento. Tuttavia, i prezzi delle materie prime sono leggermente diminuiti.

Gli investitori sono globalmente fiduciosi in merito alle campagne vaccinali, ma si evidenzia un'asimmetria tra Paesi più e meno popolosi. Il Covax, che potrebbe ricevere ulteriore sostegno dal G7, rappresenta una prima risposta. L'Europa trae vantaggio dalle speranze in merito alle riaperture, il che dimostra che a livello globale potrebbe succedere lo stesso (a seconda del ritmo delle vaccinazioni). Nelle ultime settimane le azioni europee sono risultate le migliori grazie alla rotazione verso i titoli ciclici e value. Inoltre, nel Vecchio Continente cresce la fiducia grazie all'attuazione del Next Generation EU e al fatto che le elezioni tedesche non dovrebbero frenare l'integrazione europea.

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Alcune banche centrali (Canada, Nuova Zelanda, Regno Unito, Norvegia) hanno iniziato a operare una stretta nella politica monetaria, ma le principali - ossia la FED, la BCE e la BOJ - non hanno cambiato né idea né comunicazione, mantenendo bassi i rendimenti reali, mentre i rendimenti obbligazionari nominali sono rimasti in intervalli ristretti, ad es. i Treasury USA a 10 anni hanno oscillato tra l'1,70% e l'1,55%. Anche il rendimento dei decennali italiani è tornato al livello di fine aprile dopo aver superato i 30 pb. Negli USA alcuni indicatori, come quello che evidenzia lo spread estremamente elevato tra posti di lavoro abbondanti e quelli difficili da ottenere, indicano già un mercato del lavoro più solido. Quando tale situazione si materializzerà nel rapporto sull'occupazione, i rendimenti reali e nominali potrebbero evidenziare una crescita.

La nostra previsione

Gli stimoli fiscali e la prudenza delle banche centrali dovrebbero continuare a sostenere la ripresa economica il prossimo anno. Per il momento, la pandemia sembra gestibile, poiché i vaccini paiono efficaci anche contro le varianti. Riteniamo che tale contesto favorisca le azioni rispetto alle obbligazioni. Allo stesso modo, l'attuale rotazione azionaria sequenziale potrebbe aiutare le azioni, esclusi USA, a beneficiare di nuovi afflussi.

Rischi per lo scenario

Il rischio principale è rappresentato dai vincoli sul fronte dell'offerta, ossia carenze non solo nelle catene di produzione ma anche nel mercato del lavoro. Molte società hanno indicato difficoltà nell'assumere personale e costituire scorte per soddisfare la domanda. Se la situazione si protrarrà troppo a lungo, l'inflazione potrebbe aumentare ma non la crescita, mettendo i margini sotto pressione, e in tale contesto i mercati potrebbero risultare più volatili. Altro rischio è rappresentato dalla mutazione del virus, che per essere affrontata richiederà tempo, mettendo così forse a repentaglio la riapertura e inducendo una correzione azionaria. Permangono poi tensioni geopolitiche, anche se al momento non sono gravi mancando schiettezza sulle diverse posizioni.

La nostra attuale strategia multi-asset

Continuiamo a preferire le azioni alle obbligazioni e nell'allocazione azionaria la nostra strategia rimane orientata verso il reflation trade che riflette le recenti evoluzioni positive dell'economia. Abbiamo quindi un sovrappeso sulle azioni europee e giapponesi con una preferenza per le small e mid cap, sulle azioni dei mercati emergenti con un crescente interesse per l'America Latina (in ritardo rispetto a quanto accaduto dopo il picco della crisi), sulle small e mid cap USA nonché sulle banche globali (settore che solitamente beneficia dell'aumento dei tassi).

Sul fronte obbligazionario, rimaniamo in sottopeso sui titoli di Stato. Manteniamo inoltre una posizione long sulle materie prime che dovrebbero ancora beneficiare della ripresa della domanda.

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